IL LAVORO SILENZIOSO DEI PATRONATI

IL LAVORO SILENZIOSO DEI PATRONATI

ROMA – focus\aise – È un lavoro silenzioso ma preziosissimo quello che i patronati italiani svolgono quotidianamente per i connazionali all’estero.
È già operativo il nuovo ufficio di Patronato 50&PiùEnasco di Valencia. La sede è all’indirizzo Gran Via Marqués del Turia 71 bajo - 46005 Valencia (Tel. +34 961030890). L’ufficio, diretto dall’avvocato Maria Mallia (m.mallia@enasco.it), inaugura la presenza del Patronato 50&PiùEnasco anche in Spagna, meta di tanti italiani che decidono di trasferirsi all’estero. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di statistica spagnolo, infatti, in Spagna risiedono 228 mila italiani: solo nella Comunidad Velenciana sono 25 mila e 14 mila a Valencia. Tra i servizi offerti da 50&Più Enasco assistenza per le pratiche di natura previdenziale, servizi legali relativi alla residenza e all’assistenza sanitaria spagnola, consulenze legali per l’avvio di attività commerciali, redazione e assistenza per contratti immobiliari.
"L’integrazione e l’inserimento al lavoro delle persone in condizione di fragilità" è il tema del convegno organizzato dalla Presidenza ACLI Svizzera in collaborazione con le ACLI Romandia, che si è tenuto sabato, 21 settembre, a Losanna, presso la Maison du Peuple. L’attenzione è stata rivolta alle prossime elezioni nazionali per il rinnovo del Parlamento svizzero il 20 ottobre e ai programmi delle forze politiche su aspetti fondamentali come quelli del lavoro e delle questioni di grande rilievo riguardanti la Svizzera e i suoi cittadini.
Al convegno hanno partecipato: Ada Marra, consigliera nazionale, candidata del PS Vaud al Consiglio nazionale; Diego Frieden, segretario generale del Syna, candidato del PCS (FR) al Consiglio nazionale; e Giuseppe Rondinelli, presidente ACLI Argovia, candidato PPD al Consiglio nazionale. L’incontro è stato moderato da Franco Narducci, direttore del bimestrale delle ACLI Svizzera "il dialogo" e presidente del Corriere degli Italiani per l’italianità di Zurigo.
"Come è noto da tempo, il mercato del lavoro svizzero è diventato molto competitivo e complesso anche sulla scorta di un imperante digitalizzazione dei processi di produzione", ha sottolineato Giuseppe Rauseo, presidente ACLI Svizzera. "Per questo motivo, da anni le ACLI in Italia e in Europa si impegnano con i loro servizi per costruire opportunità di reinserimento professionale, per permettere a tutte le persone di orientarsi e accedere a percorsi di aggiornamento, perfezionamento e recupero della qualifica professionale come pure di frequentare percorsi mirati alla ricerca di un’occupazione".
"La Confederazione, i Cantoni e l’Assicurazione Invalidità in collaborazione con le Organizzazioni del mondo del lavoro", ha aggiunto Rauseo, "sono molto attivi su questo fronte con diverse iniziative per sostenere disoccupati, persone al beneficio dell’assistenza o con problemi di salute, nuovi arrivati in Svizzera in vista di un reinserimento nel mercato del lavoro. Molto resta però ancora da fare per raggiungere le persone più in difficoltà come gli over 50 o gli stranieri, con difficoltà ad accedere al mercato del lavoro".
Gestire i processi di transizione energetica e digitale nel rispetto dei diritti dei lavoratori, garantendo loro tutela e assistenza. È questo il tema al centro dell’incontro che si è svolto presso la sede nazionale dell’Inca, tra il presidente di Inca nazionale, Michele Pagliaro, insieme a Lillo Oceano, responsabile internazionale della Filctem Cgil, e una delegazione del sindacato argentino de Luz y Fuerza de Rosario, composta da Pablo Palleiro, vicesegretario generale, Leonardo Passerini, segretario Gremial, Néstor Salvatierra dell’Area de Relaciones Inernacionales e Salvatore Finocchiaro, presidente USEF (Unione Siciliana emigrati e Famiglie di Rosario). Presente all’incontro anche Fabio Porta.
Durante l’incontro, il presidente Pagliaro ha voluto sottolineare come la presenza dell’Inca in Argentina rappresenti non soltanto un presidio importante per la tutela individuale dei connazionali presenti in quell’area, ma anche una sede in cui è possibile rafforzare la collaborazione con le organizzazioni sindacali argentine, in grado di affrontare le incognite insite nei cambiamenti indotti da processi di transizione energetici e digitali, che hanno un impatto inevitabile sul mondo del lavoro. Di fronte a queste incognite, ha ribadito il dirigente di Filctem Oceano "c’è bisogno di un impegno condiviso per scongiurare che la transizione energetica e la digitalizzazione dei processi produttivi possa determinare una riduzione dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Il modello Industria 4.0", ha aggiunto il sindacalista, "deve tradursi in una occasione preziosa e non un pretesto per far arretrare conquiste sindacali". Una scelta che i sindacalisti argentini hanno definito "strategica" e che "può essere vincente solo se vede al centro il coinvolgimento diretto dei cittadini". (focus\aise) 

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