LE NUOVE FRONTIERE DEL COMMERCIO

LE NUOVE FRONTIERE DEL COMMERCIO

ROMA – focus/ aise - “Negli ultimi anni nel nostro Paese sono state realizzate molteplici riforme che hanno contribuito a determinare cambiamenti nettamente positivi”. Così Otabek Akbarov, ambasciatore dell’Uzbekistan a Roma, si è espresso in apertura dell’incontro con i vertici e una rappresentanza di imprenditori dell’Unsic, l’Unione nazionale sindacale imprenditori e coltivatori, presso la sede nazionale del sindacato a Roma. L’iniziativa è stata promossa a margine della visita in Italia di una delegazione della regione uzbeka di Syrdarya, con appuntamenti a Roma, Bologna, Ferrara e Pesaro. “L’Uzbekistan è pienamente inserito negli scenari internazionali come terra di grandi opportunità, principalmente economiche e culturali – ha proseguito l’ambasciatore, che ha anticipato la visita del presidente della Repubblica dell’Uzbekistan, Shavkat Mirziyayevche, il prossimo anno in Italia. “C’è grande interesse da parte delle aziende italiane per i nostri territori – ha evidenziato l’ambasciatore.
L'economia dell'Uzbekistan è stata a lungo caratterizzata dalla produzione del cotone grezzo, di cui il Paese asiatico resta il secondo produttore mondiale dopo gli Usa. Negli ultimi anni i governi hanno investito nella diversificazione agricola (frutta, riso), nella modernizzazione zootecnica, in infrastrutture, calamitando investimenti esteri soprattutto nei settori tessile e automobilistico. L'esportazione di gas naturale, oro e cotone fornisce una quota significativa delle entrate in valuta estera. Proprio sui dati economici del Paese si è soffermato il vicegovernatore della Syrdarya, Jakhongir Ibragimov, evidenziando i benefici delle riforme, parallele ai vantaggi fiscali e finanziari ai potenziali investitori. Non a caso il Paese nel 2018 ha registrato una crescita del Pil del 5,2 per cento. I conti pubblici sono in ordine, con un avanzo dello 0,4 per cento e un debito pubblico che rappresenta appena il 23,7 per cento del Pil.
UFI Filters, leader nelle tecnologie della filtrazione e del thermal management, inaugura il suo 17esimo stabilimento, il sesto in Cina, nel Parco Industriale Italo-Cinese di Chogqing, nel sud-ovest della Cina.
La nuova apertura segue l’accordo già siglato nel 2017 con una lettera d’intenti e il Memorandum d’intesa “Belt and Road Initiative” firmato a marzo di quest’anno, sottolineando l’importanza della reciproca collaborazione tra i due paesi.
In linea con la strategia globale di UFI nel fornire un servizio eccellente ed efficiente ai principali marchi Automotive a livello mondiale, il nuovo sito industriale altamente tecnologico ha lo scopo di servire la crescente area produttiva nella regione del Liangjiang. Grazie a un investimento di 25 milioni di Euro, il nuovo stabilimento si estende per oltre 17.000 m2, di cui 14.000 m2 dedicati alla produzione di sistemi di filtrazione tecnologicamente all’avanguardia per i più importanti costruttori di Primo Equipaggiamento locale.
Il Gruppo UFI - pioniere nella produzione di filtri in Cina, dove è sbarcato nel 1982, con il primo investimento come WFOE (Wholly Foreign Owned Enterprise – Società a capitale straniero) nel 1996- può ora contare sei siti industriali, di cui quattro sono nell’area di Shanghai insieme a uno dei più importanti centri di Ricerca e Sviluppo, e un altro a Changchun. Il sito UFI di Chongqing può beneficiare dei costanti investimenti del Gruppo in innovazione che si traducono in know-how consolidato e centinaia di brevetti.
Il nuovo stabilimento produttivo offrirà una gamma completa di applicazioni, tra cui filtri carburante, olio, metano e GPL, così come filtri aria, sistemi di aspirazione e filtri abitacolo; filtri di servizio come urea, filtri canister ai carboni attivi, blow-by sia per auto che mezzi pesanti e molto altro. Infine, rinvigorire il protocollo d'intesa del 2016, con particolare attenzione alla collaborazione sui temi della logistica e dell'innovazione applicata alle imprese, e dare attuazione a quel corridoio doganale che, unendo Trieste e Monaco, aprirebbe a nuove prospettive di sviluppo per l'economia dell'Europa centro-meridionale.
Questa la road-map definita durante il vertice tra il governatore Massimiliano Fedriga e il ministro agli Affari federali, comunitari e internazionali del Libero Stato di Baviera, Florian Herrmann: mezz'ora di fitto confronto, presso la Cancelleria di Stato a Monaco, che ha abbracciato, oltre agli aspetti tecnici legati alla cooperazione tra le due regioni, anche le relazioni politiche a più ampio raggio tra il Friuli Venezia Giulia e il vicino Land.
Rinsaldare i legami con le aree storicamente e culturalmente affini è infatti, secondo Fedriga, "condizione necessaria per allargare il ventaglio di prospettive per un'economia come quella regionale che, come peraltro dimostrato dal successo dello stand Fvg alla fiera della logistica di Monaco, sta attraversando una fase estremamente ricca in termini di rapporti bilaterali e dunque fortemente votata alla crescita".
Di qui, l'invito del governatore al ministro Herrmann a visitare il Friuli Venezia Giulia in autunno "per prendere visione, assieme al collega Reichhart, dello stato di avanzamento dei singoli progetti e valutare di persona ulteriori piattaforme sulle quali sviluppare il nostro già solido partenariato". (focus\ aise) 

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