L’ITALIA CHE PIACE ALL’ASIA

L’ITALIA CHE PIACE ALL’ASIA

ROMA – focus/ aise - Italia chiama Cina: prende il via l'accordo tra Tinaba, Alipay e Federalberghi, volto ad attivare un processo di semplificazione dedicato ai turisti cinesi in visita nel nostro Paese.
Protagonisti dell'intesa con l'Associazione degli albergatori italiani sono Tinaba, che tramite la partnership con Banca Profilo consente ai turisti cinesi di pagare in Italia con il proprio smartphone e il sistema Alipay, piattaforma leader nei pagamenti, società di Ant Financial Services Group, parte del Gruppo Alibaba. Tinaba e Alipay hanno messo a punto una soluzione che consente agli alberghi associati a Federalberghi di gestire agevolmente i pagamenti dei turisti cinesi usufruendo di un canale semplice da utilizzare, che annulla sia le barriere linguistiche sia le difficoltà legate all'uso del contante. "Sono oltre 3 milioni i cinesi che ogni anno visitano l'Italia" ha commentato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, commentando l'accordo che coinvolge la sua federazione. "Si tratta di numeri che rappresentano un potenziale inestimabile in termini di crescita per il nostro comparto. È un'opportunità che può essere colta al meglio, ma solo se si tengono ben presenti le esigenze dei viaggiatori cinesi, ormai abituati ad utilizzare strumenti di pagamento innovativi, e sempre più in cerca di una rete di servizi offerti nella loro lingua". L'iniziativa "chinese friendly" prevede specifiche modalità di diffusione e vantaggi per gli associati; tra queste una commissione a carico dell'albergo di sicuro interesse e condizioni vantaggiose per la fruizione di ulteriori servizi quali ad esempio un servizio di traduzione dei servizi disponibili negli alberghi direttamente in app. Per usufruire dei vantaggi offerti dalla convenzione, le aziende devono compilare l'apposito modulo, vidimato dall'associazione territoriale degli albergatori aderente a Federalberghi, e inviarlo a Tinaba all'indirizzo business@tinaba.it.
L’Italia piace più delle Maldive. A dirlo è l’Ufficio Studi Enit su dati Unwto (l’Organizzazione Mondiale del Turismo) che stila la classifica delle top destination per i turisti asiatici dalla Malesia e dalla città-stato di Singapore dove il Bel Paese è in pole position: quinto dopo “colossi turistici” come Usa, Messico, Cina e Uk.
Sommando i pernottamenti in strutture ricettive italiane da parte dei visitatori provenienti da Malesia e Singapore si arriva a quasi 400mila notti in un anno (elaborazione Enit su dati Banca d’Italia) per una spesa complessiva pari a 75 milioni di euro. Il continente asiatico attribuisce uno speciale valore al turismo e alla filosofia del viaggio.
Non a caso a Singapore l’industria turistica ha un impatto sul pil per 29 miliardi di dollari e rappresenta quasi il 10 per cento dell’economia producendo quasi 300mila posti di lavoro. Così come in Malesia il turismo garantisce l’occupazione con 1,7 milioni di impieghi, pari al 12 per cento della quota complessiva dei lavoratori della nazione del Sudest asiatico. “Ciò rende l’idea di quanto i turisti asiatici siano abituati già nel Paese di provenienza ad un turismo evoluto, strutturato e operativo – commenta il presidente Enit Giorgio Palmucci - e all’Italia, che è al primo posto tra i Paesi preferiti dai turisti extraeuropei (Ufficio Studi Enit su dati Eurostat), spetta il compito di mantenere i livelli dell’offerta turistica sempre elevati”.
Parola d’ordine “luxury”, dunque, ma non intesa come turismo per pochi bensì come turismo di qualità rivolto anche alla classe media.
Per intercettare la domanda potenziale in territori in espansione come quelli asiatici, Enit e l’Italia sono stati per la prima volta all'International Luxury Travel Market (Iltm) di Singapore dal 27 al 30 maggio. Nello stand Italia anche la Regione Puglia e sei stakeholders in rappresentanza di Campania, Toscana, Lazio, Veneto, Puglia e Lombardia. (focus\ aise) 

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