IMPARARE L’ITALIANITÀ

IMPARARE L’ITALIANITÀ

ROMA – focus/ aise - L’Università del Lussemburgo offre la possibilità di avvicinarsi all’Italia e alla sua realtà grazie ad un corso di studi di un solo anno accademico. Rivolta a professionisti o anche a semplici appassionati, la Formazione Continua in LCSI (Lingua, cultura, società italiana) è un’occasione per entrare in contatto con la storia e la civiltà italiane attraverso un approccio interdisciplinare che unisce lo studio della cultura italiana tradizionale a quello dell’italianità in Lussemburgo e nella Grande Regione.
Ad ogni Lezione in plenaria su "Storia d'Italia attraverso il cinema", "Letteratura, teatro e cinema", "Arte italiana e made in Italy", "Interculturalità in Lussemburgo e nella Grande Regione", segue un laboratorio a scelta tra Espressione cinematografica / Arte e scrittura creativa; Scrittura autobiografica, Atelier di preparazione alla gestione aziendale in Lussemburgo Atelier di espressione teatrale.
Ogni anno vengono invitati nuovi esperti (presenti nelle prime edizioni Paolo Crepet, Erri de Luca, Philippe Daverio, Claudio Marazzini, Giordano Bruno Guerri, Marco Santagata, Paolo Malaguti, Gianni Canova) che affrontano gli argomenti di più grande interesse da un punto di vista specialistico e professionale. Le lezioni hanno luogo ogni mercoledì dalle 18:15 alle 21:30 nel Campus Belval. Le lezioni si tengono dal 18 settembre al 18 dicembre e dal 19 febbraio al 29 maggio. Si consegue un nuovo titolo universitario completo da inserire ufficialmente nel proprio CV. “À l’Italienne, narrazioni dell’Italianità dagli anni ottanta ad oggi, Carocci editore” è il titolo del libro di Nelly Valsangiacomo e Niccolò Scaffai che “esplora l’universo composito e multiforme dell’italianità, partendo da un momento storico – gli anni ottanta – che rappresenta uno spartiacque sociale e politico”. Ne scrive Maurizio Canetta, che ha intervistato Nelly Sangiacomo per la Comunità Radiotelevisiva Italofona, che sul suo sito pubblica la videointervista.
“Sono gli anni del riflusso, del ripiegamento su valori molto meno legati all’impegno sociale e politico e più attenti ai modelli di benessere globali”, spiega Canetta nell’articolo che introduce l’intervista. “Ma sono anche gli anni degli albori della società tecnologicamente avanzata e in cammino verso la digitalizzazione. Si parte con un titolo che è un modo di dire e rappresenta un po’ lo stereotipo con il quale l’italiano – come persona, come cultura, come lingua – è vissuto nel mondo francofono. Ma, sostiene la professoressa Valsangiacomo, anche gli stereotipi hanno un pregio: ci dicono quale è la nostra rappresentazione presso gli altri, ci aiutano a riconoscerci. In questo libro Nelly Valsangiacomo e Niccolò Scaffai (autori di contributi e curatori) ci fanno compiere un giro molto largo e profondo: si parla di lingue e letteratura, ovviamente, ma anche di design, di cinema, di fotografia. C’è la prospettiva interna della cultura e della società italiane e di lingua italiana, che trasmettono l’immagine dell’italianità e c’è quella di chi guarda da fuori, fruisce, gusta, percepisce questa italianità. Si parla di emigrazione, delle comunità italiane all’estero, della Svizzera Italiana e della Svizzera, nazione nella quale l’italiano è lingua ufficiale. Un percorso che permette di mettere a fuoco i punti essenziali della costruzione narrativa dell’italianità, ma che dà anche spunti notevoli per capire quale può e deve essere l’azione di chi opera per la diffusione e la costruzione dell’italianità. Il dato di fondo dei contributi contenuti in À l’italienne è però il racconto, come dice Nelly Valsangiacomo nell’intervento che apre il volume”.
“È infatti proprio attraverso il racconto – non solo letterario, né esclusivamente verbale – che l’italianità prende forma nell’immaginario contemporaneo; racconto di situazioni, in cui emergono valori dominanti diversi, opposti o complementari: da un lato, ad esempio, la caratterizzazione dei tipi e delle relazioni sociali o la visione esotista del paesaggio; dall’altro lato, l’internazionalizzazione della cucina e la valorizzazione del lusso e della moda made in Italy, che incarna l’idea di affermazione e sfida al presente”.
Nelly Valsangiacomo insegna Storia Contemporanea all’Università di Losanna. Niccolò Scaffai è docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea sempre all’Università di Losanna. (focus\ aise) 

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