L’APO RICORDA I DUE GIOVANI PARTIGIANI DELLA BRIGATA OSOPPO MORTI NEL 1945

L’APO RICORDA I DUE GIOVANI PARTIGIANI DELLA BRIGATA OSOPPO MORTI NEL 1945

UDINE\ aise\ - Ricorre oggi un anniversario che da tempo l’Associazione Partigiani di Osoppo si apprestava a ricordare con la dovuta attenzione: il 22 marzo del 1945, a poche settimane dalla fine della seconda guerra mondiale, morirono a Salandri di Attimis due giovani ventenni della Brigata Osoppo: erano Aldo Zamorani e Gianni Nicola Castenetto.
Entrambi facevano parte del Battaglione Guastatori della Osoppo e stavano prelevando l’esplosivo che sarebbe dovuto servire per un’azione di forza alle Carceri di via Spalato a Udine. L’improvviso scoppio li uccise entrambi, assieme ai due anziani coniugi che erano i proprietari del casolare dove era nascosto il materiale esplosivo. A ricordarli, a settantacinque anni di distanza, è stata l’Associazione Partigiani di Osoppo, che hanno spiegato attraverso una nota che erano previsti alcuni momenti di incontro che sono stati rinviati a causa dell’emergenza sanitaria legata al Coronavirus.
Oggi per ricordare degnamente questi due ragazzi l’Associazione ha invitato alla lettura della breve presentazione al libro di Tirelli e che descrive succintamente la storia di Aldo che fu insignito della medaglia d’oro al valor militare e del quale è stata ricostruita la vicenda umana che si è rivelata estremamente interessante: la presentazione sarà reperibile sul sito della Associazione.
“Proprio oggi sulla stampa locale è apparsa la notizia che il Comandante della Caserma Berghinz di via San Rocco ha chiesto al Comune di Udine di poter installare nel piazzale appena intitolato ad Aldo Zamorani (posto fra via San Rocco e via Gabelli) un monumento al ricordo dei Guastatori dell’Esercito e proprio nel ricordo di Aldo Zamorani egli stesso “guastatore - ha dichiarato il Presidente dell’APO Roberto Volpetti -. Appena la situazione ce lo consentirà troveremo il modo per ricordare e onorare questi due ragazzi, morti in tempi difficili, certamente più difficili di quelli che stiamo vivendo in questi giorni e in cui abbiamo bisogno di guardare a esempi di sacrificio e dedizione”, ha concluso. (aise) 

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