6 DOMANDE SULL’EURO-PARLAMENTO AI CANDIDATI ALLE EUROPEE: PAOLA TESTORI COGGI (+EUROPA) – DI ALESSANDRO BUTTICÉ

6 DOMANDE SULL’EURO-PARLAMENTO AI CANDIDATI ALLE EUROPEE: PAOLA TESTORI COGGI (+EUROPA) – di Alessandro Butticé

BRUXELLES\ aise\ - Paola Testori Coggi, candidata per +Europa nella circoscrizione Italia Nord-Occidentale (Piemonte - Valle d’Aosta - Liguria - Lombardia) alle prossime elezioni europee del 26 maggio, è stata Presidente del Comitato Prezzi e Rimborso dell’Agenzia Italiana del Farmaco dal 2015 al 2018 e continua attualmente la sua collaborazione con l’Agenzia.
È stata Direttore Generale per la Salute e i Consumatori della Commissione Europea a Bruxelles dal 2010 al 2014, dopo essere stata Direttore Generale Aggiunto della stessa DG per tre anni.
In veste di Direttrice per la catena alimentare dal 2000, è stata responsabile del Libro Bianco sulla sicurezza alimentare e del programma di azione legislativa nonché della gestione delle emergenze.
In precedenza è stata Consigliere del Commissario Europeo Emma Bonino e ha lavorato sulla definizione della nuova politica dell'Unione Europea in materia di salute dei consumatori dopo le crisi alimentari.
Collabora con l’International Trade Center delle Nazioni Unite in qualità di Special Advisor on sanitary and phytosanitary matters. È membro del Consiglio di Amministrazione del CIRAD (Centre de coopération international en recherche agronomique pour le développement).
L’abbiamo intervistata nel primo di una serie di incontri con i candidati di tutti i partiti.
D. In questi cinque anni, secondo lei cosa avrebbe dovuto fare il Parlamento europeo e non ha fatto?
R. Il Parlamento Europeo ha usato tutti i suoi poteri per spingere i governi nazionali verso il cammino della costruzione europea ed è stato fino ad oggi è stato uno dei motori dell’integrazione europea; in particolare il Gruppo dei Liberali Democratico ha sempre portato avanti i temi e le proposte più fortemente europeiste. Non penso avrebbe potuto fare molto di più. Purtroppo con la crisi economica dell’ultimo decennio questa Europa ha abbandonato lo spirito comunitario che era la sua base fondante e si è assoggettata agli interessi dei singoli paesi, dei singoli governi.
D. Cosa invece ha realizzato di positivo il Parlamento?
R. Il Parlamento è stata la spinta per avere un’Europa più solidale e integrata, più attenta ai diritti civili e agli interessi dei cittadini. Nel bilancio dell’Unione Europea, dove il Parlamento ha un ruolo importante, ha sempre lottato per un maggiore bilancio per dare più finanziamenti per la crescita, per le zone arretrate anche del Sud d’Italia, per i programmi di ricerca e innovazione. Il Parlamento ha promosso la tutela del made in Italy, la lotta all’inquinamento, Erasmus plus con finanziamenti triplicati, l’abolizione del roaming, la difesa del copyright contro i monopoli delle piattaforme.
D. Secondo lei il Parlamento europeo funziona bene così com'è oppure sarebbe necessaria una riforma che ne aumenti i poteri?
R. Io vorrei un’Unione Europea più forte, più solidale e coesa, che superi gli egoismi dei singoli paesi, in grado di sopravvivere nel quadro dell’ordine mondiale che si è stabilito nel XXI secolo. Molto di questa nuova Europa si può realizzare nell’ambito delle istituzioni e regole attuali se c’è la volontà dei governi nazionali di agire con vero spirito comunitario, per esempio con un maggiore coinvolgimento del Parlamento Europeo nella politica estera. Tuttavia si deve anche costruire un progetto futuro, che sarà lungo da realizzare perché deve passare attraverso una modifica dei Trattati, che dia al Parlamento, che è l’unica legittimità democratica dell’Europa, un ruolo molto più preponderante.
D. L'Italia conta poco o molto in Europa?
R. Per contare in Europa si devono stringere alleanze con gli altri paesi, soprattutto quelli più europeisti, e si deve lavorare con assiduità, impegno e coerenza a tutti i livelli delle istituzioni europee: l’Italia non ne è stata sempre capace, soprattutto nell’ultimo anno.
D. Quale è stato il suo contributo all’Europa e all’Italia in questi anni?
R. Ho svolto la mia carriera nella Commissione Europea dove sono stata fino al 2014 Direttore Generale della Salute e del Consumatore, responsabile di politiche di grande impatto sociale ed economico, quali la sanità, la sicurezza alimentare, la protezione dei consumatori, nelle quali ho sempre difeso l’interesse dei cittadini e dei pazienti; tra le mie realizzazioni da sottolineare il Libro Bianco sulla sicurezza alimentare, la creazione dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare di Parma, le nuove direttive sulle cure dei pazienti, le malattie rare e i farmaci, la difesa della salute pubblica come investimento per la crescita.
D. Il Parlamento ha votato la riforma del Trattato di Dublino, che affronta il problema dei migranti, ma questa riforma non è operativa. Come giudica la riforma, e come mai c'è questa impasse?
R. La riforma era un primo passo per una gestione più equilibrata dei migranti in arrivo nel nostro continente ed è bloccata per l’assoluta mancanza di solidarietà della maggioranza degli stati. (alessandro butticé\aise)

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