CON ESPERIA NASCE A BRUXELLES L’AGORA DELL’EUROPEISMO DI CENTRO-DESTRA – DI ALESSANDRO BUTTICÉ

CON ESPERIA NASCE A BRUXELLES L’AGORA DELL’EUROPEISMO DI CENTRO-DESTRA – di Alessandro Butticé

BRUXELLES\ aise\ – Presso la sede della rappresentanza della Regione Piemonte a Bruxelles, sotto il titolo di “Valori e cultura di centro-destra”, si è tenuto ieri sera, 12 dicembre, l’evento di lancio del Circolo Esperia. Nato senza una struttura precisa, più sull’esempio dell’Agorà greco che di un vero e proprio circolo politico, i valori di Esperia, presentati da Mattia de’ Grassi, brillante membro di Gabinetto della nuova Commissione europea, vogliono essere quelli di divenire “un punto di riferimento per gli italiani di centro-destra, per chi si impegna da anni a Bruxelles e crede che l’Europa debba difendere prima di tutto la libertà e la dignità dell’uomo, che il cittadino debba essere al centro, con attorno uno stato pronto a garantirlo e supportarlo, non opprimerlo o limitarlo. Per chi crede in una vera economia sociale di mercato che serva l’interesse generale, per chi vuole costruire un’Europa migliore, ma soprattutto un’Europa con più Italia”.
Ospiti d’onore dell’evento, che hanno intrattenuto i numerosi partecipanti che gremivano la sede della conferenza, l’ex Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, e l’europarlamentare PPE portoghese, Paulo Rangel.
Nel corso delle presentazioni è stata criticata senza mezzi termini la strategia degli ultimi governi italiani che, secondo i fondatori di Esperia, ha oscillato fra la totale contrapposizione e la assoluta sottomissione all’Europa, e che pertanto “si è dimostrata fallimentare”. A queste due tendenze contrapposte e contraddittorie per il Paese, anche nel breve periodo, spesso motivo di incomprensione, se non di sconcerto, da parte degli interlocutori internazionali secondo Antonio Tajani “ci vuole lavoro e competenza, dialogo e compromessi, ma soprattutto influenza, fatta di autorevolezza nell’ambito delle Istituzioni UE”.
Il circolo vuole nascere attraverso il confronto, l’informazione e la formazione, mirando “a creare una rete di competenze e a farla crescere, per poter fornire un contributo reale, concreto e italiano al progetto europeo”. Per quanto riguarda la collocazione politica, Mattia de’Grassi ha precisato che anche se il primo punto di riferimento di Esperia è il Partito Popolare Europeo “non saremo però un circolo di partito. Al contrario incoraggeremo il confronto con chi ha un punto di vista diverso, cercando anche di valutare se e come sia possibile trovare dei punti d’intesa con tutti coloro che credono in un’Europa forte, con l’Italia al centro”.
Con la Brexit alle porte, sulla quale si è soffermato anche Rangel, nelle intenzioni dei fondatori di Esperia l’Italia dovrà scegliere se assumere un ruolo più centrale, cercando magari di federare gli interessi di paesi come la Spagna o il Portogallo per garantire un corretto bilanciamento dell’Unione, o rimanere a traino di un’Europa guidata esclusivamente da Francia e Germania.
“Noi crediamo che la prima strada sia quella da seguire – ha detto de’Grassi – per consegnare un futuro migliore alle prossime generazioni di italiani ed europei. Non lo inventiamo certo noi oggi, il presidente Tajani da venticinque anni è la dimostrazione vivente di come si ottengono i risultati in Europa”.
Non è messa infatti in dubbio la grande influenza nelle istituzioni UE ed il rispetto di cui gode Antonio Tajani all’interno delle Istituzioni UE, che ha partecipato all’evento, assieme al collega portoghese, come padre nobile del circolo. Soprattutto in Paesi come la Spagna ove, ad esempio, oltre ad essergli stata conferita dal Re la più alta onorificenza nazionale, gli è stata addirittura dedicata una strada: Calle Antonio Tajani, nel comune delle Asturie a tradizione comunista di Gijòn, per aver salvato i posti di lavoro degli operai della Tenneco quando era Vicepresidente della Commissione Europea, responsabile dell’Industria e delle Imprese.
Forte anche della sua reputazione personale e del riconoscimento di essere stato l’unico ex Commissario europeo ad avere rinunciato ad un’indennità transitoria di oltre 400.000 euro, dopo essere stato eletto al Parlamento Europeo, non sorprende che diversi suoi stretti collaboratori siano stati nominati in diversi gabinetti della nuova Commissione von der Leyen. Tra questi, la sua assistente storica, Chiara Salvelli, nominata Vicecapo di Gabinetto della commissaria responsabile di innovazione, ricerca e cultura (la bulgara Mariya Gabriel), ove è stato nominato come membro di gabinetto pure un altro ex “Tajani-boy”, Guglielmo di Cola. Ma anche Alessio Nardi, ufficiale in congedo della Guardia di Finanza, già responsabile della sicurezza personale di Tajani quando era Presidente del Parlamento Europeo, che è stato nominato membro del gabinetto del Commissario competente per la politica di vicinato e l’allargamento (l’ungherese Olivér Varhelyi), e lo stesso Mattia de’Grassi, già membro del gabinetto Tajani, ed oggi del gabinetto della Vicepresidente responsabile del dossier “democrazia e demografia” (la croata Dubravka Suica).
Considerato che ancora non tutti i gabinetti dei commissari sono completi, non escludiamo qualche altra nomina di ex collaboratori di Tajani. E questo rafforzerebbe il principio che in Europa, più che l’alternanza di urla alla supina obbedienza, contano la serietà, la credibilità ed il duro, e spesso silenzioso, lavoro dietro le quinte. Esercizio e risultati che non escludono gli italiani da meritati risultati, quando sono capaci di farlo. (alessandro butticè\ aise) 

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