ILLECITI ONLINE: IL PARLAMENTO EUROPEO CHIEDE REGOLE PIÙ STRINGENTI

ILLECITI ONLINE: IL PARLAMENTO EUROPEO CHIEDE REGOLE PIÙ STRINGENTI

BRUXELLES\ aise\ - Il Parlamento Europeo ha chiesto “regole a prova di futuro” per i servizi digitali, comprese le piattaforme e i mercati online, e un meccanismo vincolante per far fronte ai contenuti illeciti online.
Gli eurodeputati, come si legge nel comunicato del Pe, hanno approvato ieri, 20 ottobre, due relazioni d’iniziativa legislativa distinte, in cui si chiede alla Commissione di risolvere le attuali lacune normative relative all'ambiente online, nel suo pacchetto di legge sui servizi digitali (DSA, Digital Services Act) che sarà presentato a dicembre.
Le attuali norme UE sui servizi digitali, infatti, sono rimaste sostanzialmente invariate dall’adozione della direttiva e-commerce adottata venti anni fa. Grazie al DSA, l'Unione europea intende plasmare l'economia digitale europea e definire le norme a livello mondiale, come successo con la protezione dei dati.
Regole più severe per far fronte ai contenuti illeciti online

Tutti i fornitori di servizi digitali operanti da paesi terzi “saranno tenuti a rispettare le norme sui servizi digitali, allorché i loro servizi si rivolgono anche a consumatori o utenti all'interno dell’UE”.
I deputati del Pe hanno dunque chiesto di istituire “un meccanismo di "notifica e azione" vincolante, affinché gli utenti possano notificare agli intermediari contenuti o attività potenzialmente illeciti. Ciò aiuterà gli intermediari a reagire rapidamente ed essere più trasparenti in relazione alle azioni adottate nei confronti di contenuti potenzialmente illeciti. Gli utenti devono poter presentare ricorso tramite un organismo nazionale di risoluzione delle controversie”, si legge nel testo.
Distinzione fra contenuto illecito e nocivo
Il Parlamento europeo, ha chiesto inoltre che venga fatta una precisa distinzione tra contenuto illecito e contenuto nocivo (il regime di responsabilità giuridica dovrebbe riguardare il "contenuto illecito", solo secondo quanto definito dal diritto comunitario o nazionale).
Le piattaforme dovrebbero dunque evitare di introdurre filtri sui contenuti caricati o alcuna forma di controllo dei contenuti ex ante, per i contenuti nocivi o illeciti. La decisione finale sulla natura lecita o meno dei contenuti dovrebbe essere presa da un organo giuridico indipendente e non da aziende private.
I contenuti nocivi, l'incitamento all'odio e la disinformazione dovrebbero essere contrastati attraverso un obbligo di maggiore trasparenza e grazie all’alfabetizzazione mediatica e digitale.
Internet più sicuro per i consumatori
Il principio che "ciò che è illegale offline lo è anche online", così come la protezione dei consumatori e la sicurezza degli utenti, è quanto afferma il Parlamento.
I servizi e le piattaforme di intermediazione online devono migliorare la loro capacità di individuare e rimuovere le dichiarazioni false e contrastare gli operatori commerciali disonesti, ad esempio chi vende falsi dispositivi medici o prodotti pericolosi, come accaduto durante la pandemia di COVID-19.
Gli eurodeputati hanno dunque chiesto anche l'introduzione di un nuovo principio “conosci il tuo cliente” (Know Your Business Customer), che prevede che le piattaforme controllino e blocchino le società fraudolente che utilizzano i loro servizi per vendere prodotti e contenuti illegali e non sicuri.
Inoltre, devono essere presentate delle norme specifiche per prevenire i fallimenti del mercato (anziché limitarsi a porvi rimedio) causati dalle grandi piattaforme, al fine di aprire i mercati a nuovi attori, tra cui PMI e start-up.
Maggiori informazioni sulle richieste presentate dalla commissione per il mercato interno, e sostenute in Aula con 571 voti favorevoli, 26 contrari e 94 astensioni, sono disponibili qui e qui.
Rendere gli utenti meno dipendenti dagli algoritmi
I deputati hanno detto di voler garantire agli utenti un maggiore controllo sul contenuto cui sono esposti online, consentendo loro di disattivare la selezione automatica dei contenuti, e renderli meno dipendenti dagli algoritmi. La pubblicità mirata deve essere regolamentata in modo più severo a favore di forme di pubblicità meno invasive e contestualizzate che richiedono quantità minori di dati e non dipendono da una precedente interazione degli utenti con i contenuti. Il Pe ha anche invitato la Commissione a valutare le opzioni per regolamentare la pubblicità mirata, compresa un'eliminazione graduale che sfoci in un divieto
La legge DSA, secondo gli eurodeputati, dovrebbe prevedere, ove possibile, il diritto di usare i servizi digitali in modo anonimo. Infine, al fine di garantire il rispetto delle nuove regole, la Commissione dovrebbe valutare la possibilità di istituire un'entità europea incaricata del monitoraggio e di irrogare sanzioni.
Diritti fondamentali online
In una terza risoluzione non legislativa, presentata dalla commissione per le libertà civili, e incentrata sulle questioni relative ai diritti fondamentali, si invitano i fornitori di servizi digitali a ritirare i contenuti dalla rete in modo “diligente, proporzionato e non discriminatorio” al fine di salvaguardare la libertà di espressione e di informazione, nonché la privacy e la protezione dei dati personali.
A riguardo i deputati europei hanno sottolineato la natura problematica del "micro-targeting" basato su caratteristiche che espongono vulnerabilità fisiche o psicologiche, in quanto diffonde incitamento all'odio e disinformazione, e chiedono trasparenza in merito alle politiche di monetizzazione delle piattaforme online.
La risoluzione è stata adottata con 566 voti favorevoli, 45 contrari e 80 astensioni. (aise) 

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