PIER VIRGILIO DASTOLI CON +EUROPA A BRUXELLES SULLA CONFERENZA SUL FUTURO DELL’EUROPA

PIER VIRGILIO DASTOLI CON +EUROPA A BRUXELLES SULLA CONFERENZA SUL FUTURO DELL’EUROPA

BRUXELLES\ aise\ - Il gruppo +Europa di Bruxelles ha organizzato ieri, 4 febbraio, nella capitale belga un incontro-dibattito sulla Conferenza sul Futuro dell'Europa con Pier Virgilio Dastoli, che è stato assistente parlamentare di Altiero Spinelli alla Camera dei Deputati (1977- 1983) e al Parlamento europeo (1977-1986), ed è oggi presidente del Movimento Europeo Italia ed esperto di integrazione europea, dopo essere stato per molti anni dirigente della Commissione europea.
La Conferenza sul Futuro dell'Europa, tuttora in fase di organizzazione, dovrebbe prendere avvio il 9 maggio e costituirà l'occasione per rivedere i meccanismi e le politiche delle istituzioni comunitarie. Un processo di "bottom up" in cui i cittadini, le associazioni ed i partiti politici avranno voce in capitolo. Ma per avere quelle riforme che tutti quanti auspicano c'è bisogno di una visione politica coraggiosa e di lungo periodo.
I lavori sono stati introdotti da Benedetta Dentamaro, coordinatrice di +Europa a Bruxelles, che ha ricordato il contributo che +Europa, assieme agli altri partiti della famiglia politica ALDE, vuole dare alla preparazione della Conferenza sul Futuro dell’Europa.
In quale contesto politico ed istituzionale si colloca la Conferenza? Avrà un approccio ideologico o concreto e come funzionerà la Conferenza e quale sarà il suo approccio: federalista europeo? Sono alcune delle domande cui Pier Virgilio Dastoli ha cercato di rispondere nel suo intervento, e nel dibattito che ne è seguito, coordinato da Francesco Franco.
La Conferenza dovrebbe avere una durata di due anni e attingere a esperienze passate, come i dialoghi con i cittadini, ma introdurrà al contempo una serie di nuovi elementi per estenderne la portata e rafforzare le modalità con cui le persone contribuiscono a plasmare il futuro dell'Europa. Secondo le intenzioni della Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen dovrà consentire “un dibattito aperto, inclusivo, trasparente e strutturato con cittadini aventi background diversi e di ogni estrazione sociale”. La Commissione si è poi impegnata a dare seguito ai risultati della conferenza e propone di strutturare i dibattiti su due filoni paralleli. Il primo incentrato sulle priorità dell'UE e sugli obiettivi che l'Unione dovrebbe perseguire: tra essi figurano la lotta ai cambiamenti climatici e ai problemi ambientali, un'economia al servizio delle persone, l'equità sociale e l'uguaglianza, la trasformazione digitale dell'Europa, la promozione dei valori europei, il rafforzamento della voce dell'UE nel mondo e il consolidamento delle fondamenta democratiche dell'Unione. Il secondo filone dovrebbe riguardare tematiche più specificamente correlate al processo democratico e alle questioni istituzionali: in particolare il sistema dei candidati capilista e le liste transnazionali per l'elezione dei parlamentari europei.
Ursula von der Leyen ha recentemente dichiarato: "le persone devono essere al centro di tutte le nostre politiche. Il mio auspicio è pertanto che tutti i cittadini europei contribuiscano attivamente alla conferenza sul futuro dell'Europa e svolgano un ruolo di primo piano nel definire le priorità dell'Unione europea. Solo insieme possiamo costruire l'Unione di domani".
La Commissione europea considera la conferenza un forum che parte "dal basso", accessibile alle persone di ogni parte dell'Unione e che non resta circoscritto alle capitali europee. Sono invitate a partecipare anche le altre istituzioni dell'UE, i parlamenti nazionali, le parti sociali, le autorità regionali e locali e la società civile. Una piattaforma online multilingue garantirà la trasparenza del dibattito e favorirà una più ampia partecipazione. La Commissione si è impegnata in modo particolare ad adottare le misure più efficaci, di concerto con le altre istituzioni dell'UE, per integrare le idee e il feedback dei cittadini nel processo decisionale dell'UE.
Sarà di fondamentale importanza che le tre istituzioni – Parlamento, Consiglio e Commissione -elaborino una dichiarazione comune per definire il concetto, la struttura, la portata e il calendario della conferenza sul futuro dell'Europa e che stabiliscano principi e obiettivi concordati. La dichiarazione sarà in seguito aperta anche ad altri firmatari, incluse istituzioni, organizzazioni e portatori di interessi. I parlamenti e i soggetti nazionali e regionali, hanno un ruolo importante da svolgere nell'ambito della conferenza e dovrebbero essere incoraggiati a organizzare eventi a latere della stessa. La Commissione ribadisce nel suo contributo odierno l'impegno a dare seguito ai risultati e alle raccomandazioni scaturiti dai differenti dibattiti.
Se la Conferenza inizierà il 9 maggio 2020, ciò coinciderà non solo con la festa dell'Europa ma anche con i 70 anni dopo la firma della dichiarazione Schuman e i 75 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale. Date che ci auguriamo tutti siano di ottimo auspicio per ottenere risultati importanti. (alessandro butticé\aise) 

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