TASSAZIONE EQUA: L'UE AGGIORNA LA LISTA DELLE GIURISDIZIONI FISCALI NON COOPERATIVE

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BRUXELLES\ aise\ - I ministri delle Finanze dell'UE hanno aggiornato questa settimana la lista delle giurisdizioni fiscali non cooperative, aggiungendo alla lista quattro paesi o territori (Isole Cayman, Palau, Panama e le Seychelles) che non si sono adeguati alle norme richieste entro il termine.
Nella lista delle giurisdizioni fiscali non cooperative aggiornata rimangono le otto giurisdizioni (Samoa americane, Figi, Guam, Samoa, Oman, Trinidad e Tobago, Vanuatu e le Isole Vergini americane) già inserite e tuttora non conformi. Per contro, oltre la metà dei paesi interessati dalla lista 2019 è stata interamente depennata, in quanto è ora in linea con tutte le norme di buona governance fiscale.
Facendo seguito all'aggiornamento, Paolo Gentiloni, Commissario europeo responsabile per l'Economia, ha sostenuto che "la lista UE delle giurisdizioni fiscali non cooperative contribuisce a migliorare concretamente la trasparenza fiscale globale. Ad oggi abbiamo esaminato i sistemi fiscali di 95 paesi e la maggior parte di essi è ora conforme alle nostre norme di buona governance. Questo processo si è tradotto nell'eliminazione di oltre 120 regimi fiscali dannosi in tutto il mondo e decine di paesi hanno iniziato ad applicare le norme in materia di trasparenza fiscale. I nostri cittadini si aspettano che le persone e le imprese più ricche paghino la loro giusta quota di tasse e tutte le giurisdizioni che consentono loro di evitarlo devono affrontare le conseguenze. Le decisioni adottate oggi mostrano che in quest'ambito l'UE è seriamente intenzionata”.
Nell'ambito del processo di inserimento nella lista dell'UE le giurisdizioni sono valutate in base a tre criteri principali: trasparenza fiscale, equità fiscale e attività economica reale. I paesi che non rispettano questi criteri sono invitati a impegnarsi a colmare le lacune entro un termine stabilito.
PROSSIME TAPPE
La Commissione e gli Stati membri proseguiranno il dialogo con le giurisdizioni che figurano nella lista e nell'allegato II (giurisdizioni con impegni in sospeso) in anticipo rispetto al prossimo aggiornamento della lista UE, previsto nell'ottobre 2020. Un'altra priorità è monitorare i paesi depennati dalla lista per garantire che applichino realmente la buona governance fiscale. L'esercizio UE di inserimento nella lista resta un processo dinamico, la cui evoluzione proseguirà nei prossimi anni per tenere il passo con gli sviluppi internazionali.
LA LISTA DELLE GIURISDIZIONI FISCALI
Il dialogo e la sensibilizzazione sono un elemento centrale dell'esercizio di inserimento nella lista UE. La Commissione fornisce un notevole sostegno ai paesi terzi per rafforzare la lotta contro l'abuso fiscale nonché un'assistenza tecnica ai paesi che ne hanno bisogno. Si tratta di un aiuto particolarmente utile per i paesi in via di sviluppo, colpiti in modo sproporzionato dall'abuso fiscale globale e da flussi finanziari illeciti. In tale contesto l'esercizio di inserimento nella lista UE contribuisce alle finalità principali degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Delle 40 giurisdizioni esaminate dall'ultimo aggiornamento di rilievo della lista UE nel marzo 2019, quasi una dozzina soddisfaceva i requisiti ed è stata interamente depennata, a dimostrazione del fatto che il processo di inserimento nella lista dell'UE è in grado di produrre risultati positivi.
In termini di conseguenze, oltre al danno d'immagine derivato dall'inserimento nella lista, le giurisdizioni in questione sono soggette a misure difensive sia a livello dell'UE che degli Stati membri. A livello unionale, questo riguarda la distribuzione dei fondi dell'UE. A livello nazionale, gli Stati membri dovrebbero inoltre applicare contromisure, in linea con un approccio coordinato concordato. (aise) 

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