Il digitale a servizio del patrimonio culturale europeo

BRUXELLES\ aise\ - La Commissione europea ha avviato un dialogo con gli Stati membri per la creazione congiunta di un cloud collaborativo per il patrimonio culturale: lo scopo è contribuire a salvaguardare il patrimonio culturale europeo attraverso un'infrastruttura digitale. L'iniziativa mira a promuovere la cooperazione e la creazione condivisa tra i settori culturali, creativi e della tecnologia.
Il cloud collaborativo, per il quale è prevista una dotazione di 110 milioni di euro a titolo di Orizzonte Europa fino al 2025, sarà un'infrastruttura unica, in grado di consentire una collaborazione transdisciplinare e su vasta scala senza precedenti tra specialisti come studiosi del patrimonio culturale, curatori, archivisti e conservatori. Offrirà tecnologie all'avanguardia per la digitalizzazione dei manufatti, lo studio delle opere d'arte e la documentazione dei dati, permettendo così di dare un notevole impulso e aggiungere una nuova dimensione digitale alle attività di salvaguardia, conservazione e restauro del patrimonio culturale. L'iniziativa punta ad agevolare l'accesso alle tecnologie avanzate e a rimuovere gli ostacoli per le istituzioni di piccole dimensioni e remote.
Finora il tasso di digitalizzazione delle collezioni culturali in Europa è solo del 30-50%. Tale percentuale è addirittura più ridotta per le rappresentazioni tridimensionali delle grandi strutture e dei paesaggi del patrimonio culturale, che costituiscono la base per una ricerca scientifica approfondita. Inoltre gli standard in uso non sono per la maggior parte uniformi, tracciabili o sicuri, il che mette a rischio il patrimonio culturale materiale e immateriale dell'Europa.
Mariya Gabriel, Commissaria per l'Innovazione, la ricerca, la cultura, l'istruzione e la gioventù, - che insieme ai ministri della Cultura e della Scienza e a rappresentanti di alto livello degli Stati membri e del Parlamento europeo, ha gettato le basi per il cloud collaborativo europeo per il patrimonio culturale - ha spiegato che "il cloud collaborativo europeo permetterà al ricco patrimonio culturale dell'Europa di entrare in una nuova dimensione digitale. Questa iniziativa europea agevolerà la cooperazione tra i ricercatori, i curatori e i professionisti del settore museale al fine di salvaguardare il nostro patrimonio culturale, consentire un facile accesso ai contenuti culturali e permettere alle generazioni future di fruirne negli anni a venire. Offrirà inoltre ai musei e alle istituzioni culturali di piccole dimensioni nuove opportunità per far progredire la digitalizzazione e collaborare a progetti comuni in uno spazio di lavoro sicuro e altamente professionale".
I lavori sono appena iniziati con l'elaborazione, da parte di otto esperti indipendenti, di una valutazione d'impatto ex ante sul cloud collaborativo.
Il cloud sarà realizzato nel quadro di Orizzonte Europa, il programma di ricerca e innovazione (2021-2027) dell'UE. Tale programma dispone per la prima volta di un polo tematico dedicato esclusivamente al tema "Creatività, patrimonio culturale e inclusione", con un bilancio complessivo di 2,28 miliardi di EUR per il periodo 2021-2027. La Commissione lavorerà a stretto contatto con gli Stati membri per preparare il programma di lavoro di Orizzonte Europa per la realizzazione della struttura, dei servizi e degli strumenti per l'infrastruttura cloud. Il bilancio stanziato è di 110 milioni di euro ed è prevista nel 2023 e nel 2024 la pubblicazione di inviti a presentare proposte. (aise)