VENEZUELA: ALFANO IN SENATO

VENEZUELA: ALFANO IN SENATO

ROMA\ aise\ - Il Ministro degli esteri Angelino Alfano ha reso oggi in Senato un'informativa sulla situazione in Venezuela, dove sono “concreti i rischi di una guerra civile”.
Il Governo di Caracas, ha riferito il Ministro, non ha compiuto alcun atto per avviare un dialogo: ha rinviato sine die le elezioni, non ha liberato i leader dell'opposizione in carcere e continua a reprimere con crescente violenza le manifestazioni di dissenso. Il presidente Maduro ha annunciato la formazione di un'assemblea costituente secondo modalità ritenute illegittime dalle opposizioni, ha respinto gli appelli della comunità internazionale, ha scelto l'isolamento, uscendo dall'Organizzazione degli Stati americani.
Il Governo italiano, ha aggiunto Alfano, è in stretto contatto con la Santa Sede e sosterrà ogni iniziativa della diplomazia vaticana. Si è poi attivato, insieme a Spagna e Portogallo, per un'iniziativa in sede europea a sostegno dei 600.000 cittadini europei residenti in Venezuela. Per l'assistenza dei quasi 150.000 connazionali coinvolti nella crisi, ha sottolineato Alfano, la Farnesina ha predisposto un piano di assistenza di un milione di euro, ha potenziato la rete consolare, ha segnalato il problema dei crediti vantati dalle imprese italiane che non hanno abbandonato il Paese.
Nel successivo dibattito hanno preso la parola i senatori Casini (AP) che a fine dicembre visitò il paese sudamericano, Stucchi (Lega Nord), Sonego (Art.1-MDP), Amoruso (ALA), Orellana (Aut), nato in Venezuela, De Cristofaro (SI-Sel), Ornella Bertorotta (M5S), Malan (FI-PdL) e Sangalli (PD).
Se i Gruppi di maggioranza hanno riportato apprezzamento per le parole del Ministro, Lega Nord e Forza Italia hanno criticato il regime venezuelano e hanno chiesto al Governo italiano un'azione più decisa per il rispetto dei principi costituzionali e per la tutela delle imprese italiane.
Di tutt’altro avviso il Movimento 5 Stelle, che prima ha sostenuto che la crisi economica del Venezuela deriva da una politica che ha puntato esclusivamente sulla produzione del petrolio e poi confermato la propria contrarietà all'ingerenza, ribadendo sostegno all'autodeterminazione dei popoli. Per i 5 Stelle occorre lavorare per scongiurare una guerra civile ed evitare una destabilizzazione analoga a quella mediorientale. Complottista, infine, Sinistra Italiana-Sel secondo cui i “giganteschi interessi economici puntano sul fallimento della mediazione, parte dell'opposizione venezuelana non vuole il dialogo e alcune forze cavalcano il malcontento popolare con intenti golpisti”. (aise) 

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