Aumentano gli eventi meteorologici estremi: 4,5 miliardi di persone a rischio nel mondo. L’Italia fra i più colpiti

ROMA\ aise\ - I numeri sono drammatici: gli eventi meteorologici estremi in costante aumento mettono a rischio la vita di ben 4,5 miliardi di persone a livello globale (di cui 1,5 in situazioni di alta vulnerabilità) e di 250 milioni di persone in Europa (di cui 35 ad alto rischio) con l’Italia tra i paesi più colpiti. I pericoli influenzano anche i flussi turistici, secondo l’European Travel Commission sono infatti divenuti il secondo criterio quando si pianifica un viaggio. In cima alla classifica dei pericoli climatici sempre più frequenti in Europa stilata dall’EEA (European Environment Agency) ci sono ondate di calore, alluvioni e siccità. “Gli eventi estremi non sono più emergenze temporanee, ma una costante multi-rischio che dobbiamo imparare a fronteggiare: la velocità dell’allerta grazie a sistemi all’avanguardia può fare la differenza nella protezione delle persone”, spiega Massimiliano Palma, CEO di Regola
A rivelare questi drammatici nuovi dati è stato un recente report di World Bank Group. In Europa, secondo uno studio del Joint Research Centre (JRC) della Commissione europea, pubblicato sulla rivista The Lancet Planetary Health, entro il 2100, circa 351 milioni di persone, quasi due terzi della popolazione europea, potrebbero essere esposte ogni anno a eventi meteorologici estremi.
A contrassegnare questa fase, secondo la fotografia scattata dal recente rapporto dell’EEA (European Environment Agency), è l’aumento strutturale di eventi climatici estremi come le ondate di calore (che registrano aumenti significativi in 29 paesi) e le alluvioni (in aumento in 28 paesi), seguite dal moltiplicarsi dei casi di siccità, in aumento in 27 paesi. Lo studio evidenzia come l’aumento della frequenza e dell’intensità di queste calamità stia mettendo a dura prova la capacità delle istituzioni di prevenire e gestire in modo tempestivo le crisi, colpendo non solo gli ecosistemi, ma anche l’industria del turismo e la sicurezza stessa di cittadini e viaggiatori.
Secondo lo studio pubblicato sulla rivista scientifica npj Climate and Atmospheric Science, a crescere è anche la combinazione di più eventi meteorologici estremi: durante i mesi estivi, i prolungati periodi di siccità che si concludono con piogge torrenziali (in aumento in 26 paesi), aumenteranno di circa il 35% sia per le proiezioni di metà sia di fine secolo, ipotizzando uno scenario di emissioni intermedie rispetto a oggi. Questo incremento balza addirittura al 97% per le siccità che si concludono con precipitazioni ancora più estreme (che si verificano circa una volta all’anno), un tasso di crescita superiore rispetto all’aumento di siccità e alluvioni presi singolarmente. Mentre secondo le previsioni della World Meteorological Organization, gli incendi, al quinto posto nel rapporto EEA registrando un aumento significativo in 25 paesi, cresceranno del 14% entro il 2030, del 30% entro il 2050 e addirittura del 50% entro la fine del secolo.
In questo scenario, l’Italia è tra i Paesi più colpiti: secondo i dati dell’EEA, dal 1980 a oggi la Penisola ha registrato oltre 135 miliardi di euro di danni e più di 38.000 vittime, confermandosi la seconda nazione più colpita del continente mentre le perdite economiche complessive a livello europeo ammontano a 822 miliardi di euro nel periodo 1980-2024 e 441mila vittime. E la gestione dell’emergenza climatica sta diventando una priorità operativa globale, tra interventi di prevenzione, protezione dei lavoratori e nuove forme di adattamento ai rischi climatici. “Non si tratta più solo di gestire l’emergenza singola quando si manifesta, ma di anticipare scenari multi-rischio attraverso sistemi che permettano di raggiungere rapidamente e contemporaneamente chi è esposto e chi interviene sul territorio – ha spiegato Massimiliano Palma, CEO di Regola, azienda italiana leader nella tecnologia per le sale operative –. In situazioni dove i minuti equivalgono a vite salvate, la possibilità di inviare comunicazioni massive in tempi estremamente ridotti e di sincronizzare i flussi informativi tra centrali operative, servizi sanitari e protezione civile rappresenta l’unico vero argine al disastro. Oggi tecnologie come il nostro sistema nowtice consentono di inviare allerte multicanale alla cittadinanza in circa 90 secondi, mentre piattaforme come Unique supportano il coordinamento operativo delle centrali 112, 118 e 116117, garantendo che tutti i soccorritori abbiano la stessa visione d’insieme dell’emergenza”.
Ma non è tutto. Secondo un’indagine dell’European Travel Commission, la sicurezza, il clima e i costi stanno ridisegnando le scelte dei turisti nel 2026. Se da un lato il desiderio di viaggiare tocca il traguardo record dell’82% per i mesi estivi, dall’altro le tensioni geopolitiche e le condizioni meteorologiche estreme pesano sempre di più sulle decisioni. Non a caso, la sicurezza si è consolidata come il criterio principale nella scelta della destinazione, indicata dal 22% dei viaggiatori, seguita proprio dalla ricerca di un clima piacevole e stabile (15%) e dalle offerte vantaggiose (14%). L’aumento delle temperature anomale e il timore di incappare in calamità naturali spingono dunque gli europei a valutare con estrema attenzione l’affidabilità della propria meta.
“In questo contesto di incertezza e grande mobilità di massa, l’adozione di sistemi di comunicazione capaci di allertare in tempo reale non solo i cittadini residenti, ma anche i turisti presenti temporaneamente sul territorio, diventa un requisito essenziale per salvare vite umane e tutelare l’economia dell’ospitalità”, ha concluso Palma. (aise)