RICERCA: DALLA GERMANIA ALL’UNIVERSITÀ DI TRENTO PER LA FISICA

RICERCA: DALLA GERMANIA ALL’UNIVERSITÀ DI TRENTO PER LA FISICA

TRENTO\ aise\ - Il fisico tedesco Hauke è il primo vincitore di un finanziamento Horizon 2020-Erc che ha scelto l’Università di Trento per sviluppare il suo progetto, StrEnQTh, con le risorse ottenute dal Consiglio europeo della ricerca. Strong Entanglement in Quantum many-body Theory (StrEnQTh) indaga le correlazioni quantistiche tra atomi ultrafreddi.
Da Heidelberg per Trento, dunque, con 1,3 milioni di euro in valigia di finanziamento. È la prima volta in sei anni che un vincitore di un finanziamento Erc decide di trasferirsi da un ateneo straniero all’Università di del nord d’Italia. Le risorse gli sono state assegnate dal Consiglio europeo della ricerca nell’ambito del programma Horizon 2020.
Philipp Hans-Jürgen Hauke, fisico tedesco di 36 anni, è arrivato al Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento come professore associato tramite una chiamata diretta. “Trento – ha spiegato Hauke - è un posto ideale dove svolgere la mia ricerca. Il centro Bec (Bose-Einstein Condensation) dell’Università di Trento e del Cnr ha una fama internazionale nel campo degli atomi ultrafreddi e con l’iniziativa Q@Tn esiste una forte spinta verso lo sviluppo di nuove tecnologie quantistiche. Inoltre abbiamo il centro europeo Ect* dietro casa, centro con cui mi aspetto forti collaborazioni, visto che una possibile applicazione delle mie ricerche riguarda lo studio di fenomeni di fisica nucleare e di alte energie”.
Sandro Stringari, professore senior del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento, che dagli anni Novanta si occupa dei condensati di Bose-Einstein e dei gas ultrafreddi, chiarisce che “gli atomi ultrafreddi esistono solo in laboratorio, ma studiarli è importante perché danno informazioni sul comportamento della materia a livello microscopico e a temperature prossime allo zero assoluto, dove il moto degli atomi è governato dalle leggi della meccanica quantistica. Possono offrire suggerimenti preziosi per lo sviluppo di nuovi materiali e di nuove tecnologie. L’arrivo a Trento di Philipp Hauke è destinato a rafforzare le attività di ricerca in queste nuove direzioni della fisica”.
Il progetto ha preso il via ora e proseguirà per quattro anni, e adotta un approccio radicalmente nuovo allo studio della materia. Con un team di sei giovani ricercatori (studenti del corso di laurea magistrale e di dottorato, oltre a un assegnista di ricerca) Hauke analizza come le correlazioni quantistiche danno luogo a nuove configurazioni della materia. Sviluppa inoltre nuovi metodi, precisi e versatili, per la loro rilevazione e il loro controllo. L’obiettivo finale è la comprensione più profonda delle questioni di fisica fondamentale riguardanti il comportamento microscopico della materia e la creazione di una base teorica per il possibile sviluppo di nuove tecnologie. (aise) 

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