APRONO IN AUSTRALIA LE "CLINICHE DELLA FEBBRE" – DI MAURIZIA TINTI

APRONO IN AUSTRALIA LE "CLINICHE DELLA FEBBRE" – di Maurizia Tinti

MELBOURNE\ aise\ - “Il ministro della sanità dello stato del Western Australian ha annunciato l'apertura in settimana delle “cliniche della febbre” per coloro che pensano di essere affetti dal nuovo coronavirus. E contemporaneamente, nel New South Wales il direttore sanitario ha avvisato gli ospedali di istituire delle “cliniche di pneumologia” per affrontare una potenziale impennata dei casi di COVID-19. Gli altri stati australiani sono pronti ad aprire altre versioni delle cliniche soprattutto se la trasmissione da persona a persona del virus si consolidasse nella comunità. Cosa sono allora queste cliniche? E perché la popolazione viene invitata a servirsene piuttosto che andare dal proprio medico di base o al pronto soccorso?”. Ne scrive Maurizia Tinti su Sbs Italian, special broadcasting in onda in italiano in tutta Australia, in collaborazione con Gerard Fitzgerald, che in passato ha ricevuto finanziamenti dal Consiglio Nazionale di Ricerca Medica e Sanitaria (NHMRC) per esaminare l'impatto della febbre suina sui pronto soccorso e dipartimenti di emergenza. Fitzgerald è un membro del Board of Medic Alert Foundation Australia. “Cosa sono le "cliniche della febbre"?
Le cliniche della febbre sono apposite strutture per valutare, testare, curare e rassicurare le persone e, se necessario, inserirle nel triage del sistema sanitario.
In mancanza di una trasmissione sostanziale del virus nella comunità australiana, si prevede che la maggior parte di coloro che si avvarranno delle cliniche sono:
* Persone preoccupate di essere affette dal virus ma che non mostrano sintomi (i "preoccupati sani")
* Persone che pensano di essere stati in contatto con qualcuno infetto
* Persone con patologie che vogliono essere rassicurate
L'idea è quella di dirottare coloro che sono preoccupati di essere affetti dal COVID-19 dai dipartimenti di emergenza e di medicina generale.
Ciò non riduce solo la domanda di questi servizi di base ma limita potenzialmente la diffusione di tale malattia tra la popolazione vulnerabile, quali gli ammalati e gli anziani.
I dipartimenti di medicina generale hanno aperto delle sale di attesa, che se da un lato possono aumentare le misure di controllo delle infezioni, dall'altro non è detto che tutti i dipartimenti possano farlo efficacemente.
Allo stesso modo, i pronto soccorso non sono sufficientemente attrezzati per isolare grandi numeri di pazienti potenzialmente infetti.
Al contrario, le cliniche della febbre possono valutare e potenzialmente trattare un gran numero di persone con livelli adeguati di controllo delle infezioni. Nelle cliniche lavorano inoltre persone dedicate esclusivamente a questo scopo, concentrando in un luogo solo gli esperti.
Le cliniche della febbre sono parte di una più ampia risposta all'emergenza sanitaria del coronavirus. Diversi stati gli hanno attribuito nomi diversi. Ad esempio, in NSW il nome ufficiale è “centri di valutazione della pandemia”.
Dove sono le cliniche della febbre?
Le cliniche della febbre potrebbero essere istituite in nuove strutture o essere riproposte in quelle esistenti quali centri sanitari comunitari o appositi centri di medicina generale.
Devono comunque trovarsi in luoghi con accesso al pubblico (e parcheggio) relativamente facile e preferibilmente lontano dai centri sanitari più grandi e affollati, per evitarne la congestione.
Ciò potrebbe essere più semplice in aree densamente popolate, ma non altrettanto nelle aree rurali in quanto hanno bisogno di un certo numero di pazienti per renderle effettive così come l'accesso ad un numero sufficiente di personale.
Lo staff, che include medici, infermieri e tecnici di laboratorio, verrà selezionato da personale già assunto dal servizio sanitario, con il rischio di mettere in crisi il sistema. I centri medici delle aree rurali si trovano già ad affrontare il problema, essendo molto spesso a corto di personale.
Le persone che visitano le cliniche per la febbre e che richiedono un livello alto di cure mediche, saranno reindirizzate verso strutture specializzate, rendendo necessarie disposizioni precise per il rinvio ad uno specialista e il trasferimento sicuro.
Le cliniche della febbre fanno inoltre parte di una risposta sanitaria più ampia e non potranno sostituire altre fonti di cura.
I pazienti gravemente ammalati continueranno a chiamare l'ambulanza se necessario e ad essere ricoverati in ospedale. Molti pazienti sceglieranno di farsi vedere dal proprio medico di base.
Così il sistema sanitario in generale avrà bisogno di più sostegno per implementare una risposta sanitaria efficiente al coronavirus.
Le cliniche della febbre funzionano?
Sorprendentemente ci sono poche pubblicazioni di settore sull'esperienza dei pazienti nelle cliniche della febbre. Pochi focolai hanno avuto un numero di pazienti sufficiente a giustificare la loro istituzione.
Durante la pandemia dell'influenza suina nel 2009, gli australiani si sono dimostrati propensi a rivolgersi ad una clinica quando questa si trovava all'interno di un dipartimento di emergenza. Oltre 1000 persone con sintomi simili a quelli dell'influenza le visitarono nell'arco di un mese.
Nonostante ciò, è difficile trovare una valutazione sull'efficacia delle cliniche della febbre nel più ampio spettro sanitario, sia per quanto riguarda il miglioramento dei risultati sanitari sia per la riduzione dei costi.
Qual è allora il messaggio?
Le persone hanno tutto il diritto di essere preoccupate ma non eccessivamente allarmate per quanto riguarda l'epidemia di COVID-19.
Dati recenti suggeriscono che, nonostante il virus sia altamente contagioso, l'80% delle persone vengono colpite in maniera lieve-moderata, il 20% in maniera severa-grave e il 2-3% in maniera letale.
Chi presenta rischi più alti sono le persone anziane e affette da malattie preesistenti.
La cosa migliore da farsi è prendere precauzioni ragionevoli, come evitare i luoghi affollati, lavarsi le mani regolarmente ed evitare di toccarsi gli occhi e la bocca.
Le cliniche della febbre possono avere un ruolo nel fornire un'unica fonte di valutazione, consulenza e trattamento. Tuttavia, abbiamo ancora bisogno di procedure avanzate di controllo delle infezioni nel più ampio sistema sanitario e di accedere ad altre fonti di assistenza medica”. (aise) 

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