Bruxelles celebra Fulco Ruffo di Calabria, eroe italiano ed europeo - di Alessandro Butticé

BRUXELLES\ aise\ - Non soltanto un tributo storico o familiare, ma una riflessione profonda sull’idea stessa di servizio, Patria ed Europa. È questo il significato della conferenza dedicata a Fulco Ruffo di Calabria, organizzata il 18 maggio nella Residenza dell’Ambasciatore d’Italia a Bruxelles, alla presenza delle Loro Maestà il Re Alberto II e la Regina Paola del Belgio, delle Loro Altezze Reali la Principessa Astrid, il Principe Laurent e il Principe Joachim, oltre a rappresentanti delle istituzioni italiane e belghe, del mondo diplomatico, militare e culturale.
L’evento, promosso dall’Ambasciatore d’Italia in Belgio Federica Favi, su impulso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha restituito il profilo completo di Fulco Ruffo di Calabria: asso della Grande Guerra, protagonista della gloriosa 91ª Squadriglia, senatore del Regno, uomo delle istituzioni e padre della Regina Paola. Ma, soprattutto, esempio di quel patriottismo italiano aperto all’Europa e fondato su disciplina, onore e senso del dovere.
Non a caso il filo conduttore della giornata è stato richiamato dal Segretario generale del Senato della Repubblica, Federico Silvio Toniato, che ha ricordato come la vita pubblica di Ruffo di Calabria sia stata segnata da “equanimità, equilibrio, correttezza, indipendenza e rigore”, anche negli anni difficili del regime fascista.
Un’eredità morale - trasparso anche dal messaggio inviato dal Vicepremier e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, letto dal direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, Pierre Di Toro – che va oltre la biografia individuale e che parla ancora oggi all’Italia e all’Europa. Perché Fulco Ruffo di Calabria rappresenta una generazione di servitori dello Stato per i quali il patriottismo non significava chiusura o contrapposizione, ma responsabilità, fedeltà alle istituzioni e rispetto della dignità umana.
Nel suo intervento, l’Ambasciatore Federica Favi, come sempre impeccabile ed elegante padrona di casa, ha insistito sul “bisogno di verità” che ha ispirato l’iniziativa, ricordando come la storia “parli sempre del presente”. Ha quindi sottolineato il valore speciale della relazione tra Italia e Belgio, due Paesi legati non solo da vincoli istituzionali e storici, ma anche da profondi legami umani e familiari.
Fulco Ruffo di Calabria, ha osservato Favi, incarna perfettamente questa dimensione: eroe italiano, figura europea e ponte naturale tra Roma e Bruxelles attraverso la stessa storia della Famiglia Reale belga.
Momento di particolare intensità emotiva è stato l’intervento della Regina Paola, che ha scelto di ricordare il padre non come figura monumentale della storia, ma come uomo e padre di famiglia. Con parole semplici e profonde, la Sovrana ha evocato il rigore morale, il senso della disciplina e l’umanità che caratterizzavano Fulco Ruffo di Calabria, ricordando il suo codice cavalleresco di pilota: abbattere il velivolo nemico cercando sempre di salvare il pilota avversario.
Un’immagine che restituisce la grandezza morale di una generazione capace di vivere il coraggio senza odio e il servizio senza retorica.
Il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale Antonio Conserva, ha invece ricordato come l’eredità degli “Assi” italiani continui ancora oggi a rappresentare un punto di riferimento per l’Arma Azzurra. Ruffo di Calabria, ha sottolineato, combatté sempre “col valoroso e generoso piglio di un antico cavaliere”, lasciando alle nuove generazioni di militari italiani un patrimonio di valori che resta attualissimo anche nelle sfide tecnologiche e strategiche contemporanee.
Nel corso della conferenza sono inoltre intervenuti il professor Daniele Serafini, il professor Paolo Variale, il colonnello Dario Bovino, Andrea Vitalini, il Segretario generale del Senato belga Gert Van Der Biesen, la sindaca di Lugo di Romagna Elena Zannoni e numerose autorità civili e militari.
Nel cuore dell’Europa, Bruxelles ha così reso omaggio non solo a un grande italiano, ma a un’idea alta di Italia: quella di un Paese che sa essere autorevole quando resta fedele ai valori della disciplina, dell’onore, del servizio e della libertà. Gli stessi valori che hanno contribuito alla costruzione dell’Europa dei padri fondatori e che ancora oggi rappresentano il terreno comune dell’amicizia tra Italia e Belgio.
Appare quindi curioso, e per certi versi incomprensibile, che la proposta di dedicare l’aeroporto di Lamezia Terme all’eroe che porta nel cognome il nome della regione, non sia stata ancora presa in considerazione dalla Regione Calabria. (alessandro butticé\aise)