CODICE ROSSO/ GARAVINI (PD): OCCASIONE PERSA/ DA LEGA GRANDI PROCLAMI MA POI TONI SESSISTI

CODICE ROSSO/ GARAVINI (PD): OCCASIONE PERSA/ DA LEGA GRANDI PROCLAMI MA POI TONI SESSISTI

ROMA\ aise\ - "Si fanno grandi proclami. Senza dare sostanza alle promesse. Questo Governo presenta il Codice Rosso come una grande novità. Ma è un'occasione sprecata”. Così la senatrice Pd Laura Garavini, all’indomani della approvazione definitiva della legge sulla tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, in un'intervista a Radio Colonia in onda oggi.
Il testo approvato dal Senato, annota Garavini, “non prevede risorse per la prevenzione, anzi si disattende in toto la necessaria formazione scolastica delle giovani generazioni e dei rispettivi insegnanti. Come pure non si sostengono i centri antiviolenza, che sono invece il primo interlocutore a cui si potrebbero rivolgere donne vittime di violenza. Inoltre appare poco efficace la scelta della maggioranza di attribuire all'autorità giudiziaria un ulteriore carico di lavoro, senza dotarla di strumenti e personale idoneo e formato. In questo modo l'obbligo di ascoltare la vittima entro tre giorni rischia di essere disatteso e di trasformarsi in un boomerang per le stesse donne".
"Il Governo conferma la sua visione femminile arcaica”, accusa la senatrice eletta in Europa. “Concepita come un oggetto verso il quale manifestare assistenzialismo. Piuttosto che un soggetto protagonista della propria vita. La stessa frase di Matteo Salvini, che ha parlato di un regalo alle donne, è un'offesa. La possibilità di difendersi dai violenti non è un dono gentilmente concesso. È un diritto e una conquista. Ma, del resto, le offese del ministro degli Interni nei confronti delle donne non sono una novità. È solito esporre ad attacchi violenti e sessisti sui suoi profili social qualsiasi figura femminile sia esempio di indipendenza ed autodeterminazione. Ed è inutile sbandierare presunti provvedimenti di legge a favore delle donne – conclude Garavini – se poi, nell'esercizio del proprio ruolo politico, si fomenta un clima e un linguaggio di machismo e odio di genere". (aise) 

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