Echi di un mondo perduto: gli acquerelli di Floriana Porta tra i fossili al Museo Paleontologico di Asti

ASTI\ aise\ - Acquerelli tra i fossili, al Museo Paleontologico di Asti, nella mostra “Echi di un mondo perduto” di Floriana Porta allestita nell’ex chiesa del Gesù fino al 28 settembre.
In una trentina di opere su carta la pittrice torinese fa convivere ciò che le è caro: lo spirito femminile, l’impronta della natura, l’essenza di un lontano passato, quello del Mare Padano, a cui rende omaggio con pennellate blu indaco.
“La mostra di Floriana Porta – osserva Sara Rabellino, presidente del Parco Paleontologico Astigiano – è un rimando continuo a ciò che conserviamo al museo e a ciò che custodiamo nelle aree protette. Le felci acquarellate, per esempio, ci ricordano che nelle nostre collezioni fossili abbiamo foglie vissute sugli alberi milioni di anni fa, mentre altre fronde vegetano nelle riserve naturali in cui siamo impegnati a salvaguardare la biodiversità”. “Con ‘Echi di un mondo lontano’ – conclude la presidente – promettiamo atmosfere di forte suggestione attraverso cui far conoscere il nostro straordinario patrimonio paleontologico e naturalistico”.
Nel mondo di pennellate colorate, create da Floriana Porta, ritratti di donne, simbolo di fertilità e vita, coabitano con ciò che il Mare Padano ha lasciato in eredità, a partire dalle balene: ancora una saldatura con la realtà del museo e degli affioramenti di conchiglie nei geositi. Il rosso ruggine, che segna alcuni lavori, rimanda “al ferro ossidato – spiega la pittrice – miscela calda e terrosa per alternare i colori caldi e freddi, creando contrasti dinamici”.
L’artista, figlia dell’illustratore e designer scomparso Alessandro Porta, ricorda che “da sempre, fin da bambina, considero il mondo dei fossili una realtà molto affascinante ed enigmatica in cui l’invisibile si fa poesia. La mostra a Palazzo del Michelerio vuole essere una conversazione poetica, attraverso il tempo, incentrata sui temi della memoria, delle origini, della femminilità e dell’ecologia. Ciò che propongo è un viaggio artistico tra storia, natura e bellezza”.
A fare da colonna sonora alla mostra è il brano “Balene perdute nel tempo” appositamente composto da Gae Capitano e ispirato a una poesia della pittrice.
L’esposizione, promossa con il Distretto Paleontologico dell’Astigiano e del Monferrato, resterà aperta al pubblico fino al 28 settembre (lunedì-venerdì 11-17, sabato e domenica 11-18 (chiuso martedì e a Pasqua, 5 aprile). (aise)