EMERGENZA SIRIA

EMERGENZA SIRIA

ROMA – focus/ aise - “I bombardamenti e gli attacchi contro i civili nel nord-ovest della Siria devono cessare. L’Unione europea chiede a tutte le parti coinvolte nel conflitto di consentire l’accesso senza restrizioni agli aiuti umanitari destinati alle persone che hanno bisogno di assistenza e di rispettare le norme e gli obblighi del diritto internazionale umanitario, compresa la protezione dei civili”. Così in una dichiarazione congiunta l’Alto rappresentante e Vicepresidente della Commissione Josep Borrell e il Commissario per la Gestione delle crisi Janez Lenarcic sulla situazione a Idlib, in Siria.
“L’intensificarsi delle operazioni militari ha causato l’uccisione indiscriminata di centinaia di civili”, ricordano i due commissari. “Gli attacchi continuano a colpire anche obiettivi civili in zone densamente popolate, strutture sanitarie e insediamenti per sfollati interni. Solo negli ultimi due mesi oltre 500000 persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case e ad affrontare il rigido inverno senza disporre dei beni di prima necessità come un riparo, acqua, cibo o servizi sanitari. Gravi violazioni del diritto internazionale umanitario sono all’ordine del giorno”.
Borrell e Lenarci, poi, ricordano che “dall’inizio del conflitto l’Unione europea offre assistenza d’emergenza a milioni di persone bisognose in Siria tramite i propri partner che forniscono aiuti umanitari sul campo. L’Unione e i suoi Stati membri hanno mobilitato oltre 17 miliardi di euro a sostegno delle persone più vulnerabili in Siria e nei paesi vicini e l’UE continuerà a fornire assistenza umanitaria finché ce ne sarà bisogno. È tuttavia necessario – aggiungono – un accesso sicuro e senza restrizioni agli aiuti per poter valutare e soddisfare tutta la gamma dei bisogni. L’enorme sofferenza umana della popolazione civile nel nord-ovest della Siria è inaccettabile e l’Unione europea ribadisce che non c’è soluzione militare al conflitto siriano”.
“L’unica strada per la stabilità – concludono – è una soluzione politica, credibile e inclusiva, facilitata dalle Nazioni Unite, conforme alla risoluzione 2254 (2015) del Consiglio di sicurezza dell’ONU”.
“Seguiamo con preoccupazione ed angoscia l’evolversi della situazione nella zona di Idlib. L’intensificarsi degli scontri ha causato centinaia di vittime civili, migliaia di feriti, ulteriori distruzioni e oltre 500 mila persone sono state costrette a scappare dalle loro case”. Così la Farnesina in una nota sulla drammatica escalation in corso nella città siriana.
L’Italia, vi si legge, “si appella a tutte le parti in conflitto a cessare immediatamente le ostilità e a consentire l’arrivo di aiuti umanitari alle popolazioni in bisogno. È un imperativo umanitario. La lotta contro le organizzazioni terroristiche non può giustificare attacchi indiscriminati contro obiettivi civili, scuole e ospedali. L’Italia ribadisce l’appello alle parti in causa a rispettare il diritto umanitario internazionale”.
“La soluzione alla crisi siriana – sottolinea il Ministero degli esteri – non può passare attraverso l’opzione militare, ma deve incentrarsi su un processo politico credibile ed inclusivo, in linea con la Risoluzione 2254 delle Nazioni Unite. In questa prospettiva – conclude la nota – è necessario continuare a sostenere con fermezza il lavoro dell'Inviato Speciale delle Nazioni Unite, Pedersen”. (focus\ aise) 

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