GLI IMPIEGATI A CONTRATTO ASSICURATI INPS DELLA RETE CONSOLARE IN GERMANIA: NO AL DECURTAMENTO DELLO STIPENDIO NETTO!

GLI IMPIEGATI A CONTRATTO ASSICURATI INPS DELLA RETE CONSOLARE IN GERMANIA: NO AL DECURTAMENTO DELLO STIPENDIO NETTO!

ROMA\ aise\ - “Parte dalla Germania la mozione degli impiegati a contratto della rete consolare tedesca iscritti al Sindacato Confsal Unsa Esteri, affinché la Segreteria Nazionale operi “ogni possibile pressione su tutti gli interlocutori istituzionali per ottenere la deroga prevista dall‘articolo 16 del Regolamento UE n. 883/2004, tenuto conto degli effetti nefasti causati da questa normativa”. L’agitazione degli impiegati della rete consolare italiana in Germania ha raggiunto l’apice al momento in cui è alle porte, nel maggio 2020, l’applicazione del Regolamento UE 883/2004, secondo il quale chi risiede in un Paese dell’Unione deve versare nel luogo di abituale residenza gli oneri sociali come pensione, assicurazione contro malattia, disoccupazione, e così via”. A darne notizia è il Coordinamento esteri della Confsal Unsa, spiegando che la protesta è dovuta al fatto che “il Regolamento Europeo non tiene conto della particolare situazione contrattuale del personale assunto in loco dai consolati italiani”.
Si tratta, spiega il sindacato, “di impiegati che da anni lavorano nei consolati secondo il vecchio principio della extraterritorialità. È come se fino adesso tutti i giorni si fossero recati al lavoro sul territorio italiano, pagando quindi all’Italia i contributi INPS e gli altri oneri sociali”.
La preoccupazione degli iscritti alla Confsal Unsa, quindi, “è di natura economica, ma non solo. I sistemi sociali tedeschi sono di gran lunga più costosi di quelli italiani. Gli impiegati sarebbero confrontati con una decurtazione dello stipendio netto tra i 450 e i 600 Euro mensili! Ma all’ansia della perdita economica si aggiunge quella dell’interruzione della carriera assicurativa. Chi fino ad ora ha versato decenni di contributi all’INPS, si vedrebbe improvvisamente costretto a pagare i contributi tedeschi senza peraltro ottenere alcun beneficio economico dal passaggio al sistema locale. Inoltre, il personale non potrebbe contare sui benefici derivanti dalla contribuzione piena alle casse INPS per gli ultimi 5 anni di lavoro”.
Il Segretario Nazionale della Confsal Unsa Esteri, Iris Lauriola, ha già comunicato alla Direzione del Personale nonché all’Ambasciata d’Italia a Berlino che il Sindacato “non potrà mai accettare il passaggio del personale a contratto INPS alla previdenza locale, nella fattispecie quella tedesca, subendo così una penalizzazione economica e previdenziale di deleteria portata”.
Il personale aderente alla Confsal Unsa Esteri “chiede ora tutela al proprio Sindacato anche mediante la dichiarazione dello stato di agitazione. La Confsal Unsa Esteri confida ora nelle capacità di convinzione e nello slancio dei nostri diplomatici a Berlino, i quali dovranno riuscire a convincere la controparte tedesca, come peraltro già avvenuto con successo in molti altri Paesi della UE, che mai e poi mai un Regolamento Europeo sulla sicurezza sociale dei lavoratori può essere applicato così ciecamente, arrecando lo stesso gravissimi danni proprio ad una parte dei prestatori d’opera sottoposti alla tutela della normativa europea”. (aise) 

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