I PASSI DELLA COOPERAZIONE

I PASSI DELLA COOPERAZIONE

ROMA – focus/ aise - L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) partecipa alla VIII edizione di Blue Sea Land, l’Expo internazionale dei Cluster produttivi del Mediterraneo dell’Africa e del Medioriente e delle filiere agro-ittico-alimentari, in programma a Mazara del Vallo (Trapani) dal 22 al 25 ottobre.
L’edizione 2020 punterà alla valorizzazione delle filiere agro-ittico-alimentari, delle loro eccellenze e dei territori, dell’economia del dialogo e della cooperazione fra i popoli nell’ottica della Bio Economia.
È il terzo anno che l’AICS partecipa e contribuisce a questo appuntamento che – ricorda l’agenzia – trae ispirazione, in particolare, dai modelli di sviluppo della Green Economy, della Blue Economy e dell’Economia Circolare. Un’occasione, quest’anno tutta “virtuale”, per far conoscere le tante attività istituzionali svolte dall’Agenzia a favore delle politiche di cooperazione e integrazione in corso nei Paesi partner. Per Aics anche un’importante opportunità di confronto con altri stakeholder del settore della cooperazione, per creare nuove partnership.
Una innovativa piattaforma web riprodurrà virtualmente l’effetto di un grande spazio espositivo dove accedere ai contenuti proposti dall’Aics: video, fotogallery, podcast dedicati all’ambiente.
Un particolare approfondimento sarà riservato allo sviluppo economico in Africa attraverso una Tavola rotonda “Quale partenariato per L’Africa?” Infatti si parla spesso di “un Piano Marshall per l’Africa”, ma quale può essere il contributo che l’Italia, in qualità di partner, può dare? Come condividere con gli Africani le molte esperienze di un Paese come l’Italia che, dal dopoguerra, si è trasformato da paese prettamente agricolo a paese industriale?
Cercheranno di analizzare e rispondere a questi interrogativi alcuni esperti, economisti e intellettuali italiani ed africani come Eugene Nyambal, Achille Mbembe, Eliana La Ferrara. Modererà il dibattito il giornalista Massimo Zaurrini, direttore di Africa & Affari. Chairman Emilio Ciarlo, responsabile Relazioni istituzionali e Comunicazione Aics.
Appuntamento venerdì, 23 ottobre alle 12.30.
In Mozambico, il 52% dei circa 28 milioni di abitanti è costituito da donne, e l’84% di loro pratica l’agricoltura, che contribuisce a ¼ del PIL nazionale. Il 34% delle famiglie a livello nazionale è guidato da donne, di cui oltre 1,4 milioni nelle aree rurali. A ricordarlo è la sede Aics - Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo - di Maputo che ieri ha partecipato alla cerimonia promossa in occasione della Giornata Internazionale delle donne rurali con i rappresentanti del Ministero dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale, del Ministero per il Genere, l’Infanzia e l’Azione Sociale, UN WOMEN, e organizzazioni della società civile come Forum das Mulheres.
Nonostante i progressi registrati negli ultimi anni per garantire il riconoscimento dei diritti delle donne nel settore agricolo, come nell’accesso alla terra, riporta l’Aics, in Mozambico queste rimangono perlopiù impegnate nell’agricoltura a bassa produttività e nel settore informale, sono discriminate nell’accesso alla terra e alle risorse produttive, e il 58% delle donne rurali non sa leggere né scrivere.
Nella maggior parte dei casi, gli uomini hanno diritto di proprietà sui terreni, prendono le decisioni principali sulle colture e sulla gestione dell’economia familiare. Le donne rimangono però vitali per lo sviluppo sociale ed economico del Paese: sono impegnate in prima linea nel lavoro agricolo, garantendo la sicurezza alimentare delle famiglie e contribuendo alla lotta contro la fame e la malnutrizione.
Secondo l’Aics di Maputo, quindi, “occorre al più presto riconoscere il ruolo fondamentale delle donne nell’economia rurale, volano centrale per lo sviluppo del Paese”. Un invito ribadito ieri anche dalle istituzioni e dai rappresentanti della società civile in occasione delle celebrazioni per la Giornata Internazionale delle Donne Rurali.
L’AICS in Mozambico “proseguirà il proprio impegno per accompagnare gli sforzi del Governo nell’integrazione delle donne nel settore agricolo, promuovendone l’empowerment e rafforzandone il ruolo di leader strategica nelle catene del valore”.
Prosegue l’impegno di “Metti in circolo il cambiamento”, un progetto finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo che mira ad educare la cittadinanza ad una maggiore responsabilità ambientale, con “Makers for Circular economy”, un ciclo di quattro webinar per promuovere la fabbricazione digitale legata all’economia circolare.
Gli incontri sono aperti a tutta la cittadinanza, durante i quali maker esperti daranno lezioni di “autoproduzione” applicata al monitoraggio ambientale e alla produzione consapevole nel design e nella moda.
“Metti in circolo il cambiamento” ha coinvolto, ad oggi, numerose scuole secondarie e giovani con attività formative per potenziare le competenze “verdi”. Con questo ciclo di appuntamenti si promuovono attività rivolte alla cittadinanza, con idee innovative per una nuova cultura della sostenibilità nei territori.
I quattro appuntamenti, della durata di un’ora, in programma tra ottobre e novembre si potranno seguire sul canale YouTube di WeMake. Il Fablab WeMake è il partner di progetto che ha curato l’organizzazione dei workshop per entrare nel vivo dell’autoproduzione maker in chiave circolare, spostandosi, virtualmente, tra le regioni Piemonte, Toscana, Emilia Romagna e Sicilia per presentare i webinar insieme ai Fablab locali.
Programma dei webinar
22 ottobre - ore 17,30: Monitoraggio ambientale e trasmissione dati (a cura del Fablab di Cuneo).
Nelle attività di monitoraggio della qualità dell’aria, dell’acqua, del suolo i maker hanno sviluppato dispositivi per la rilevazione delle sostanze nocive. Quali strumenti low cost e open source ci sono a disposizione per trasmettere i dati in modo che possano essere letti ed elaborati? Paolo Bonelli di WeMake introdurrà alle potenzialità delle mini reti LoRa; Mario Milenesio di Pomlab racconterà l’esperienza del Fablab piemontese nelle sperimentazioni.
29 ottobre - ore 17,30: Monitoraggio ambientale delle acque (a cura dei Fablab Romagna).
Nei Fablab si costruiscono dispositivi per il monitoraggio delle acque. Sono centraline autocostruite che utilizzano dei microcontrollori e dei sensori. Paolo Bonelli di WeMake introdurrà ai progetti di Citizen Science per il monitoraggio delle acque; docenti di Fablab Romagna racconteranno le esperienze che hanno coinvolto le scuole superiori romagnole.
5 novembre - ore 17,30: Design, autoproduzione e economia circolare (a cura del Fablab di Palermo).
Nei fablab si incentivano processi di autoproduzione, co-produzione e riciclo. I maker sono diventati protagonisti di un nuovo modo di produrre e di una nuova economia. Sara Savian di WeMake introdurrà al mondo della moda responsabile e consapevole attraverso la digital fashion; Marcella Pizzuto di Fablab Palermo parlerà dei progetti passati e futuri sul design circolare.
12 novembre - ore 17,30: Tutela ambientale e dispositivi per il monitoraggio dell’aria (a cura del Fablab di Firenze).
Quanto i cittadini sono consapevoli dell’aria che respirano? Esistono diversi progetti collaborativi che hanno consentito il monitoraggio dell’aria attraverso centraline autocostruite. Paolo Bonelli di WeMake introdurrà ai progetti di Citizen Science per il monitoraggio dell’aria; Niccolò Villiger di Fablab Firenze parlerà del progetto “Che aria tira”.
Promuovono il progetto Metti in Circolo il Cambiamento: WeMake, Lvia, Legambiente, Associazione Eufemia, Comune di Palermo, Comune di Cuneo, Città Metropolitana di Torino, Città Metropolitana di Firenze, Comune di Borgo San Lorenzo, Unione Montana dei Comuni del Mugello, Comune di Castelbuono e Confcooperative Piemonte. (focus\ aise) 

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