IIC: COSA VI ASPETTA

IIC: COSA VI ASPETTA

ROMA – focus/ aise - Si inaugurerà venerdì 7 febbraio, alle ore 19.00, nelle sale dell’Istituto Italiano di Cultura di Colonia la mostra "Napul’è / Neapel ist", che sarà aperta al pubblico sino al 12 febbraio con ingresso libero. In esposizione le immagini di Roberto Manzi e Tommaso Montenero.
La mostra fotografica pone particolare attenzione alla rappresentazione delle diverse culture immortalate nell’architettura e nell’immagine della città di Napoli. Dai ragazzi nei quartieri all’arte di strada, dalle chiese private ai cartelloni utilizzati spesso per fare commenti satirici sugli eventi politici o sul calcio. Uno sguardo su Napoli al di là dei percorsi turistici.
Ad arricchire la mostra alcuni estratti dal teatro d’improvvisazione "50 anni ospite di amici" di Tommaso Montenero e la presentazione del video "La fine del mondo", realizzato da studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli.
Un abbraccio tra due sponde del Mediterraneo nel segno dell’arte, vero e proprio ponte culturale che unisce due Paesi dalla storia millenaria.
È questo "Trame Mediterannee. La collezione Ludovico Corrao e Dar Bach Hamba di Tunisi", la mostra promossa dalla Fondazione Orestiadi di Gibellina con l’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi e in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia in Tunisia e la Municipalità di Tunisi.
A partire da giovedì 6 febbraio e fino al 6 marzo gli spazi dell’ex Presbiterio di Santa Croce nella Medina di Tunisi ospiteranno una selezione di opere della collezione di Ludovico Corrao e del Dar Bach Hamba di Tunisi. Opere che divengono messaggere degli antichi e profondi legami tra i popoli del Mediterraneo, segnando il ritorno in Tunisia della Fondazione Orestiadi, diversi anni dopo l’interruzione dell’attività decennale iniziata dal suo creatore, Ludovico Corrao.
L’evento rappresenta anche un omaggio a Corrao, il sindaco-intellettuale che dopo il terremoto del ‘68 rese Gibellina città d’arte, chiamando a raccolta nella rifondata città nuova architetti, artisti e intellettuali le cui opere ne hanno fatto un museo a cielo aperto: Burri, Consagra, Accardi, Isgrò, Pomodoro, Paladino, Nunzio, Schifano, Quaroni, Venezia, Samonà, Mendini, Purini, Levi, Damiani, Sciascia, Dolci, Buttitta, Beuys solo per citarne alcuni.
Curata da Enzo Fiammetta, con testi di Achille Bonito Oliva, Francesca Corrao, Lorenzo Fanara, Maria Vittoria Longhi, Calogero Pumilia, Daria Settineri e Roberta Civiletto, "Trame mediterranee" già nel titolo dichiara un orizzonte d’azione: mostrare come le storie dei popoli di questa parte del mondo siano collegati, mescolati e incrociati, evidenziando attraverso le comparazioni e il raffronto di forme, tecniche, decorazioni e caratteri, gli elementi artistici comuni che li affratellano più delle differenze.
In questa prospettiva la mostra propone una rilettura del concept già sperimentato in Sicilia nel Museo delle Trame Mediterranee, nato dalla ricerca di mediazione culturale che Corrao inizia sin dagli anni ‘70 nell’area del Maghreb, collezionando costumi, gioielli, oggetti di rame e ceramica, donati al museo creato prima a Gibellina, e poi a Tunisi nel Dar Bach Hamba, l’affascinante residenza nei vicoli della Medina, nota a tutti come Casa Sicilia.
Dal teatro dei pupi, allestito con le marionette originali provenienti dall’immigrazione di massa dei siciliani del XIX secolo, alle poesie degli autori siculo-arabi, da Giufà, il celebre geniale personaggio tramandato dalla tradizione popolare araba a quella siciliana e ancora vivo in entrambe le culture, alle opere più raffinate dell’artigianato tunisino: le ceramiche di Nabeul, i tessuti preziosi, le terrecotte modellate a mano, i manufatti lignei dell’Atelier Driba, preziose testimonianze di un mondo in continua trasformazione, minacciato dall’incalzante pressione della produzione industriale, così come è già successo in Sicilia.
"Trame mediterranee" propone la rilettura e rivitalizzazione di un patrimonio identitario comune, una base culturale e artistica dalla quale è possibile ripartire per riprendere un dialogo per facilitare quella comprensione tra i popoli oggi più che mai necessaria, vero antidoto a ogni fondamentalismo.
La collezione di Ludovico Corrao e del Dar Bach Hamba si è così trasformata in ambasciatrice di dialogo tra i popoli e strumento di diplomazia culturale, che promuove il ritorno della centralità del Mediterraneo, tradizionalmente luogo di incontro di culture, religioni, etnie ed economie, di confronto culturale, nel senso più ampio possibile.
L’Istituto Italiano di Cultura di Sydney, infine, ospiterà giovedì 6 febbraio, alle ore 18.00, un recital per violino e chitarra del Duo Scattolin-Tagliamento.
Si racconta che nel febbraio del 1818 a Roma, durante una serata di Carnevale, Niccolò Paganini, Gioacchino Rossini e Mauro Giuliani decisero di passare una serata goliardica in compagnia. I tre, travestiti da ciechi, andavano cantando una canzoncina lungo le strade della capitale per il divertimento dei passanti, con Paganini che suonava la chitarra.
Gran parte del programma che Scattolin e Tagliamento eseguiranno all’Istituto - e nel loro tour australiano del 2020 - è incentrato su musiche di Paganini e Giuliani, eminenti esponenti della musica da camera italiana del XIX secolo, e sarà completato da un brano del compositore spagnolo De Sarasate.
Paganini - è noto - era virtuoso del violino, ma conosceva altrettanto bene la chitarra, che spesso usava come accompagnamento nelle sue composizioni. Giuliani a sua volta era virtuoso della chitarra e compositore. Quanto a De Sarasate, eccelso violinista a sua volta nonché compositore, sovente ospite della corte austro-ungarica a Budapest, ebbe modo di apprezzare la musica gitana suonata dal popolo Rom che lo ispirò nella composizione di una raccolta di arie e motivetti gitani, che chiamò Zigeunerweisen.
Il programma che verrà eseguito metterà quindi in risalto le doti virtuosistiche dei tre musicisti oltre alla loro creatività compositiva.
Dopo aver iniziato giovanissimo la sua attività concertistica come solista, Massimo Scattolin si è dedicato alla musica da camera, per specializzarsi poi nell'esecuzione dei principali concerti per chitarra e orchestra, meritandosi la dedica d'opere di grandi compositori, come ad esempio Andrea Morricone, Violet Archer e Astor Piazzolla. Dopo alcuni incontri con il maestro Andres Segovia, si è perfezionato con il maestro Alirio Diaz, che ha definito quella di Massimo Scattolin "una squisita arte chitarristica e musicale". Membro di commissioni in prestigiosi concorsi nazionali e internazionali, è docente in vari corsi di perfezionamento in Italia e all'estero ed è il primo chitarrista italiano titolare di cattedra di master al "Mozarteum" di Salisburgo. Ha inciso più di 50 CD, come solista, con orchestra e come camerista. Collabora con i violinisti Domenico Nordio, Giuliano Carmignola e Franco Mezzena, il flautista Roberto Fabbriciani, il Quartetto Amati, il pianista Massimiliano Damerini, il percussionista Tullio De Piscopo, i violoncellisti Partick Demenga, Julius Berger, Arturo Bonucci il soprano Stefania Bellamio e con il celebre ensemble cubano "Grupo Compay Segundo - Buena Vista Social Club". È stato inoltre collaboratore delle principali reti televisive europee e ha lavorato intensamente anche nel teatro con grandi attori come Cucciolla, Pagliai, Gassman. Da qualche anno Massimo Scattolin si è cimentato nella composizione e la sua musica è stata usata come colonna sonora di alcuni programmi televisivi in Italia e in Australia. Suona una chitarra "lattice braced" costruita dal maestro Enzo Guido, equipaggiata con corde Dogal "Maestrale".
Nato a Conegliano nel 1997, Paolo Tagliamento si diploma a 15 anni con 10 con lode e menzione speciale al Conservatorio "G. Verdi" di Milano. Nel 2015 conquista il primo premio al Concorso Internazionale di Violino "Premio Rodolfo Lipizer" di Gorizia, diventando il primo e unico vincitore italiano nella storia del concorso dal 1982. Ha svolto corsi in famose Accademie e Masterclass, tra cui l'Accademia Perosi di Biella, Eilat Festival in Israele, Kronberg Academye di Gstaad, Menuhin Festival and Academy. Presso l'Accademia Chigiana di Siena e l'Accademia Walter Stauffer di Cremona ha studiato con il famoso violinista italiano Salvatore Accardo. È stato chiamato a partecipare a trasmissioni televisive sulle reti RAI e su diverse reti TV e radio locali. Ha partecipato inoltre ad importanti stagioni e festival e ha già svolto numerosi concerti in molte città italiane, europee e in Asia. Si è esibito inoltre con importanti orchestre tra cui, nella sua città natale, con I Solisti di Mosca sotto la direzione del Maestro Yuri Bashmet. Dal 2014 al 2017 si è perfezionato alla Escuela Superior de Música Reina Sofía di Madrid con Ana Chumachenco, una dei più grandi violinisti e didatti al mondo, con una borsa di studio offerta da John Elkann–FIAT. Attualmente continua a studiare con Chumachenco presso la Hochschule für Musik und Theater di Monaco di Baviera. Nel contempo ha il privilegio e l'onore di ricevere la stima i consigli artistici del grande violinista italiano Uto Ughi, suo primo grande ispiratore. Suona un violino Pietro Rogeri di scuola bresciana del 1701 detto "il Milanolo", già suonato un tempo anche da David Oistrakh. (focus\ aise) 

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