IL MINISTRO DELL'IMMIGRAZIONE RESPINGE LE RICHIESTE DI RIENTRO IN AUSTRALIA DI CENTINAIA DI TITOLARI DI VISTI TEMPORANEI – DI TOM STAYNER E FRANCESCA RIZZOLI

IL MINISTRO DELL

MELBOURNE\ aise\ - "Il ministro dell'immigrazione ad interim Alan Tudge ha confermato che al momento non è prevista la concessione di un'esenzione al divieto di viaggio per coronavirus in Australia ai titolari di un visto temporaneo, nonostante le richieste di coloro che sono rimasti bloccati all'estero di essere autorizzati a rientrare". È quanto spiega un articolo pubblicato oggi da SBS Italian, lo Special Broadcasting Service che diffonde notizie in lingua italiana in tutto il Paese. A firmare l'articolo è Tom Stayner insieme a Francesca Rizzoli.
“Da quando i confini sono stati chiusi ai non cittadini il 20 marzo scorso, per limitare la diffusione del coronavirus, sono centinaia i lavoratori qualificati e gli studenti internazionali che ancora non possono tornare in Australia, a meno che non ottengano esenzioni individuali.
I titolari di visto temporaneo che sono stati colti alla sprovvista dal divieto di viaggio e sono rimasti bloccati all'estero hanno riferito a SBS News che, nonostante l'Australia fosse quella che ormai da anni chiamavano casa prima della pandemia, le loro richieste per "motivi compassionevoli" sono state negate.
È stata anche presentata al parlamento federale una petizione, firmata da oltre 12.000 persone, che richiede che i titolari di visto possano tornare alle loro case, dalle loro famiglie e ai loro posti di lavoro in Australia.
Ma Tudge ha ribadito che per ora i confini rimarranno chiusi per tutti, tranne che per i cittadini australiani e i residenti permanenti.
"In questo momento il nostro obiettivo è quello di mantenere una posizione ferma sulla chiusura delle frontiere", ha detto giovedì il ministro ad interim. "Ci vorrà ancora un po' di tempo prima di vedere tornare i flussi migratori simili alla normalità".
Lucy Crisp ed il suo compagno Michael Flaherty sono tra coloro che non sono stati in grado di tornare in Australia da quando la pandemia è iniziata. La 27enne britannica, che ha avviato la petizione inviata al parlamento, ha vissuto a Melbourne negli ultimi cinque anni con il suo compagno, il quale è in possesso di un visto di lavoro 457 per lavoratori qualificati. La coppia, che si trovava in vacanza per due settimane nel Regno Unito in visita alla famiglia quando è stata annunciata la chiusura dei confini, non ha potuto trovare un volo di ritorno prima che la misura entrasse in vigore.
"Vogliamo fare tutto il possibile per tornare a casa", ha detto Lucy a SBS News. "Ci siamo impegnati molto affinché le nostre vite fossero in Australia".
Lucy Crisp ha affermato che le loro numerose richieste per rientrare nel Paese per "motivi compassionevoli" sono state respinte nonostante entrambi abbiano una carriera, un appartamento ed un cucciolo che li aspetta a Melbourne. "Ogni volta che riceviamo l'email di rifiuto è per noi un duro colpo ed una maggior consapevolezza del fatto che non sappiamo quando questo incubo finirà e quando saremo in grado di tornare a casa", ha spiegato Crisp.
Sono diversi i titolari di visto temporaneo che hanno visto le loro domande respinte e che in questo momento si trovano separati dai loro partner in Australia.
Il vice leader dei Verdi Nick McKim ha presentato la petizione parlamentare al Senato mercoledì sera. McKim ha sottolineato che sono migliaia i titolari di visto temporanei che sono rimasti bloccati all'estero e molti di loro sono persone che lavorano e pagano le tasse in Australia e che ora si trovano separati dalla loro famiglia.
"Come minimo le persone che hanno famiglie, posti di lavoro e case in questo Paese dovrebbero essere autorizzate a rientrare", ha detto al Senato. Ha anche sottolineato la mancanza dell'applicazione di criteri chiari alle richieste di esenzione, il che significa che molte persone rimangono nell'incertezza e con molti interrogativi riguardo al loro futuro. "Molte persone semplicemente non capiscono perché l'accesso sia loro negato".
Tudge ha dichiarato che il Border Force Commissioner ha il potere di concedere esenzioni in "circostanze eccezionali", ma è previsto che le attuali restrizioni di viaggio rimangano in vigore ancora per qualche tempo.
Il ministro ha difeso la scelta del governo di mantenere il controllo sulle frontiere, ribadendo che due terzi dei casi di coronavirus in Australia sono stati portati nel Paese da coloro che rientravano dall'estero.
"Se viene trovato un vaccino l'equazione cambierà, ma in questa fase mantenere i nostri confini sicuri è una priorità fondamentale", ha detto ancora il ministro ad interim.
All'inizio di questo mese, durante un'inchiesta del Senato su COVID-19, sono stati richiesti chiarimenti al Border Force Commissioner Michael Outram riguardo ai criteri messi in atto dal governo per determinare tali esenzioni. Outram ha dichiarato che esiste un "modello di punteggio ponderato senza fattori" per l'elaborazione delle domande e che ognuno di questi casi è "difficile" da valutare. I dati aggiornati al 5 maggio mettono in evidenza che l'Australian Border Force ha approvato 1.170 domande per entrare in Australia e ne ha rifiutate 220.
In base alla tabella di marcia del governo federale per allentare le restrizioni, le misure della terza fase, che verranno valutate entro luglio, potrebbero includere esenzioni di viaggio per gli studenti internazionali.
Ma altri titolari di visto temporaneo dichiarano di essere alla disperata ricerca di certezze riguardo a quando poter tornare in Australia.
"Continuiamo ancora a svegliarci ogni giorno aspettandoci solo un po' di comprensione", ha spiegato Crisp. "Pensiamo che sia giunto il momento che almeno qualcuno si occupi di noi".
Tudge ha suggerito alle persone di contattare il Dipartimento d'Immigrazione se ritengono di avere i requisiti per ottenere un'esenzione dal divieto di viaggio". (aise)


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