In libreria il volume “Sciascia e il cinema. Conversazioni con Fabrizio”

ROMA\ aise\ - Il rapporto fra Leonardo Sciascia e il cinema raccontato come mai nessuno aveva osato farlo. Tra le tante iniziative per il centenario della nascita del grande scrittore, voce fra le più coraggiose e lungimiranti del secolo scorso, spicca la pubblicazione di un volume senza precedenti. È da qualche giorno disponibile nelle librerie e su tutte le piattaforme online il volume “Sciascia e il cinema – Conversazioni con Fabrizio”, edito da Rubbettino in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia. In una lunga e sfaccettata intervista sospesa fra ricordi e confidenze, riflessioni e divagazioni, Fabrizio Catalano, regista e nipote dell'autore siciliano, conversa con l’amico Vincenzo Aronica, giornalista nonché responsabile eventi e marketing del CSC, aprendo per la prima volta al pubblico “la porta di casa Sciascia”. Insieme rileggono in modo acuto e informale, con racconti e aneddoti anche personali, la filmografia di Sciascia.
Il volume è arricchito da una conversazione inedita fra Giuseppe Tornatore e Roberto Andò, due cineasti che con l'autore de “Il giorno della civetta” e “La scomparsa di Majorana” hanno avuto un rapporto intenso e duraturo; e da una postfazione del regista Beppe Cino, originario di Racalmuto come Sciascia, che ha avuto occasione di frequentare fin dalla più giovane età.
Compagni di banco fin dalle medie, Aronica e Catalano si sono ritrovati per raccontare e analizzare il rapporto fra lo scrittore e la settima arte. Da sempre appassionato di cinema, fino al punto da schedare i film che vedeva da ragazzo con tanto di giudizi in forma di “stellette” – ed è questo uno dei documenti inediti inseriti nel volume –, Sciascia ha poi regalato al cinema italiano alcuni dei soggetti più formidabili e inquietanti, per la loro capacità di raccontare la mafia da un punto di vista antropologico e di leggere la realtà e la politica in modo spesso profetico.
Pellicole di grande successo, con titoli radicati nell'immaginario collettivo come Todo modo di Petri, Cadaveri eccellenti di Rosi e Il giorno della civetta di Damiani, non esisterebbero senza i libri di Sciascia che le hanno ispirate; per non parlare della sua collaborazione diretta con Florestano Vancini per Bronte, uno dei film più duri e realistici sul Risorgimento.
Il libro è corredato da un vasto materiale iconografico, composto, oltre che da immagini provenienti dall'archivio della Cineteca Nazionale e della famiglia Sciascia, da alcuni scatti d'autore di Ferdinando Scianna, Giuseppe Leone ed Enrico Appetito.
“Sciascia e il cinema” è in vendita, oltre che nelle librerie, sul Bookshop del CSC (www.fondazionecsc.it) e sul sito dell’editore Rubbettino. È stato curato redazionalmente da Caterina Cerra e graficamente da Lorena Canulli e Romana Nuzzo. Verrà presentato lunedi 12 aprile alla Casa del Cinema, alla presenza degli autori e di Roberto Andò, in un evento “in remoto” che sarà fruibile in diretta streaming su Facebook pagina Cineteca Nazionale e successivamente sui siti e sui profili social del CSC e dell’editore Rubbettino. (aise)