LA RICERCATRICE ITALIANA CORINA GIACOMELLO NEL PROGETTO DI FORMAZIONE DEI GIOVANI DETENUTI NEL CHIAPAS

LA RICERCATRICE ITALIANA CORINA GIACOMELLO NEL PROGETTO DI FORMAZIONE DEI GIOVANI DETENUTI NEL CHIAPAS

CITTÀ DEL MESSICO\ aise\ - “L'Università Autonoma del Chiapas (Unach), attraverso il suo Istituto di Studi Giuridici con sede a Ocozocoautla (IIJ) ha messo in atto il Piano Emergente per gli adolescenti privati della libertà nel Centro di Internamento Specializzato “Villa Crisol”, situato nel municipio di Berriozábal. Ogni venerdì le cattedratiche Corina Giacomello dell'Unach e Alicia Azzolini dell'Università Autonoma Metropolitana (UAM) —nell'ambito di un programma di accompagnamento multidisciplinare rivolto agli adolescenti in centri di detenzione durante la pandemia Covid-19— si connettono in videochiamata con i giovani che lo desiderano per assisterli nella loro istruzione, attualmente a livello scuole medie e medie superiori”. A darne notizia è Massimo Barzizza su “Punto d’incontro”, portale che dirige a Città del Messico.
“La ricercatrice italiana Corina Giacomello è docente presso l’IIJ-Unach e collabora con Equis Justicia para las Mujeres, A.C. È inoltre consulente di istituzioni, enti multilaterali e organizzazioni della società civile. È autrice di numerose pubblicazioni in Messico e all'estero tra cui diversi articoli pubblicati anche da Puntodincontro.
Alicia Azzolini, di nazionalità argentina, ha ottenuto un dottorato in giurisprudenza dall'UNAM ed è ricercatrice presso il Dipartimento di Diritto dell'Università Autonoma Metropolitana ad Azcapotzalco, dove coordina le attività didattiche nell'ambito del diritto penale.
Il rettore dell'Unach, Carlos Natarén Nandayapa, ha recentemente partecipato a uno degli incontri con i giovani di Villa Crisol.
Durante il suo intervento per mezzo di una piattaforma virtuale —come dettato dalle misure di isolamento sociale in vigore in Messico— Natarén Nandayapa ha ascoltato in prima persona la descrizione dei programmi accademici e i desideri di formazione futura dei 16 giovani beneficiari dell'iniziativa.
Dopo aver attentamente ascoltato le preoccupazioni di ciascuno dei giovani, il rettore ha ribadito l'impegno dell'istituzione per il loro sviluppo e ha dichiarato che —una volta completati gli studi liceali, avranno le porte dell'Università aperte per continuare la loro formazione professionale— in modo che abbiano gli elementi per forgiare un futuro migliore.
Giacomello e Azzolini hanno ricordato che la Legge Nazionale del Sistema Integrale di Giustizia Penale per Adolescenti è il quadro di riferimento per questo programma —sviluppato dalle università pubbliche e approvato lo scorso aprile— che mira a sostenere i giovani tra i 12 e i 17 anni accusati di aver commesso un reato.
Le ricercatrici hanno sottolineato, inoltre, che in questo modo si cerca di fornire supporto sociale e istituzionale ai ragazzi per superare le difficoltà che hanno segnato una fase della loro vita e permettergli così di trovare nuovi percorsi che li porti al miglioramento personale.
“Attraverso la formazione e la solidarietà senza pregiudizi — hanno detto — possiamo offrire nuove opportunità, per cui invitiamo la società ad accompagnarci”.
Tra le attività degli incontri previsti nel programma sono incluse conversazioni sui diritti dei bambini e degli adolescenti, riflessioni sulle loro vite e i sogni per il futuro, al fine di rompere lo stigma sugli adolescenti in conflitto con la legge e allo stesso tempo contribuire allo sviluppo di elementi multidisciplinari durante l'internamento e la fase di reinserimento sociale”. (aise) 

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