Lancio di IT Food a Bruxelles, dove il “sistema Italia” non è più una chimera – di Alessandro Butticé

BRUXELLES\ aise\ - Da qualche tempo, l’auspicato “sistema Italia” a Bruxelles è diventato una realtà. Motore principale di questo sistema sono i tre ambasciatori italiani che agiscono in grande sinergia e sintonia in ogni loro attività. L’Ambasciatore d’Italia in Belgio, Francesco Genuardi, il Rappresentante Permanente d’Italia presso l’Ue, Piero Benassi, ed il Rappresentante Permanente d’Italia presso il Consiglio Atlantico, Francesco Maria Talò.
L’ultima prova di questo encomiabile sistema, il lancio di IT Food nella capitale europea. Ospitato ieri, 27 aprile, nella Residenza dell’Ambasciatore d’Italia in Belgio, in collaborazione con il Rappresentante d’Italia presso l’Ue.
ITFood è un network indipendente che connette professionisti italiani del settore agroalimentare, attivi nelle istituzioni pubbliche, nel settore privato e nella società civile in Italia, in Belgio ed in Europa.
Attraverso dibattiti, conferenze ed incontri informali, ITFood vuole dare vita ad un forum di conversazione neutrale ed inclusivo dove approfondire e condividere conoscenze, informazioni ed iniziative sulle politiche nazionali, europee e internazionali del settore agroalimentare.
In una residenza gremita di europarlamentari, giornalisti, funzionari europei e rappresentanti della comunità istituzionale e imprenditoriale italiana e belga, gli Ambasciatori Genuardi e Benassi hanno fatto da padroni di casa e presentato il progetto. Che nel dettaglio è stato poi descritto da Luisella Ciani, principale ideatrice e artefice del progetto assieme a Irene Zancanaro e Cristina Tinelli.
Tra i diversi e apprezzati interventi, quelli dell’ex Presidente del Parlamento Europeo, e Presidente della Commissione Affari Istituzionali, Antonio Tajani, della segretaria di stato al Bilancio ed alla protezione dei consumatori belga, Eva De Bleeker, della Vice Presidente del Parlamento Europeo, Pina Picierno, e degli europarlamentari Fabio Massimo Castaldo, Brando Benifei, Alessandra Moretti e Salvatore De Meo.
L’Ambasciatore Genuardi ha ricordato come l’esportazione dell’Italia nel settore agroalimentare abbia superato quest’anno i duecento miliardi; “l’interscambio Italia-Belgio è di quaranta miliardi, e moltissimo è dovuto proprio alla crescita del settore food”.
Ha poi sottolineato che la sua residenza “è la casa degli italiani in Belgio, per sostenere il made in Italy ed il sistema Italia in Belgio e a Bruxelles, capitale europea”.
L’Ambasciatore Benassi ha ricordato gli impegni italiani, della Commissione Europea e della rappresentanza italiana sulla sicurezza alimentare, “portando a ripensare le catene di approvvigionamento del valore e la difesa del mercato interno, e la maniera più efficace di sostenere cittadini e imprese dentro il mercato unico per evitare che il carrello della spesa per il consumatore raggiunga prezzi non sostenibili”. Temi di particolare sensibilità soprattutto dopo l’inizio della guerra in Ucraina. Nella preoccupazione, ha sottolineato Benassi, di garantire l’approvvigionamento quantitativo, oltre che di qualità, di prodotti alimentari non solo nell’Unione Europeo ma anche nei paesi del Medio Oriente e del Nord Africa, più toccati dalle conseguenze del conflitto.
Il Nutriscore è stato sul banco degli imputati. Tutti gli intervenuti hanno ricordato come l’educazione alimentare europea debba privilegiare e prendere esempio dalla dieta mediterranea, a beneficio della qualità piuttosto della quantità dei prodotti. A tale proposito, Antonio Tajani, richiamando l’importanza di garantire l’approvvigionamento alimentare in tempi di guerra, ha anche auspicato che il nustriscore venga sostituito da un Nutrinform. Per informare i consumatori sulle buone regole dietetiche. Perché così come “anche l’acqua, se presa a grandi dosi può fare male alla salute”, anche i salumi e altri prodotti italiani, se presi nelle dosi giuste, non meritano essere banditi. Perché fanno bene alla salute e sono parte di una dieta equilibrata che sa anche offrire il piacere della tavola e della cultura gastronomica italiana, universalmente apprezzata e invidiata.
“IT Food è nato a titolo personale”, ha spiegato Luisella Ciani, “come Network assolutamente indipendente, neutrale ed inclusivo che vuole connettere tutti noi professionisti italiani del settore agro-alimentare, attivi nelle istituzioni pubbliche, nel settore privato nella società civile in Italia, in Belgio e in Europea. Con semplice ma ambizioso obiettivo di facilitare le connessioni e celebrare la passione comune per le diversità che sono rappresentate oggi in questa stanza condividendo idee, esperienze ed opinioni”.
“Una comunità vasta ed eterogenea accomunata da una passione unica per il cibo di qualità e ciò che esso rappresenta anche a livello socio-culturale”, ha aggiunto.
Troppo spesso in Italia ci si è mossi sinora in ordine sparso. Senza approfittare delle grandi conoscenze individuali che esistono nel settore agroalimentare. E molto spesso gli attori ed operatori nemmeno si conoscono, e quindi non riescono a creare le sinergie indispensabili al sostegno della nostra industria e cultura agro-gastronomica nazionale. Ormai diventato patrimonio mondiale.
Attraverso dibattiti, conferenze ed incontri informali, con ITFood (www.IT-FOOD.EU - @ITFood_) da oggi esiste un forum di conversazione neutrale ed inclusivo dove poter approfondire e condividere conoscenze, informazioni ed iniziative sulle politiche nazionali, europee e internazionali del settore agroalimentare. La partecipazione alle attività è gratuita, ma gli eventi possono essere ospitati e sponsorizzati. (alessandro butticé\aise)