"LE TAVOLE DI ERACLEA. TRA TARANTO E ROMA" IN MOSTRA A POLICORO

"LE TAVOLE DI ERACLEA. TRA TARANTO E ROMA" IN MOSTRA A POLICORO

POLICORO\ aise\ - Si è aperta il 1° febbraio al Museo archeologico nazionale della Siritide a Policoro la mostra "Le Tavole di Eraclea. Tra Taranto e Roma".
L’esposizione è ideata e organizzata dal Polo Museale della Basilicata in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Basilicata.
Promossa insieme al Comune di Policoro, l'esposizione celebra il 50° anniversario della fondazione del Museo della Siritide e ruota attorno a un prestito straordinario: le Tavole di Eraclea, ritrovate nel 1732 nei pressi del fiume Cavone e conservate al MANN, considerate tra i più importanti documenti epigrafici della Magna Grecia.
La mostra, allestita nella nuova ala del Museo, è diretta da Marta Ragozzino e curata da Stéphane Verger e Savino Gallo con Dimitris Roubis e Gabriel Zuchtriegel. Il progetto di allestimento è di Vittoria Grifone / Stalkagency, l’ideazione grafica di Mauro Bubbico.
All'inaugurazione sono intervenuti Marta Ragozzino, direttrice del Polo Museale della Basilicata, Paolo Giulierini, direttore del MANN, Eva Degl’Innocenti, direttore del MArTA, Salvatore Bonomo, soprintendente ABAP della Basilicata, il sindaco di Policoro Enrico Mascia e i curatori della mostra.
Le due lastre di bronzo costituiscono il più importante documento iscritto della Magna Grecia. Incise sui due lati, in greco e in latino, permettono di ricostruire le trasformazioni della città di Herakleia dalla sua fondazione da parte di Taranto alla fine del V secolo a.C. fino all’acquisizione dello statuto di municipio romano, attribuito alla città, ormai Eraclea, nella prima metà del I a.C.
L’iscrizione greca è un regolamento per la gestione dei terreni dedicati a Dioniso e ad Atena e per la loro redistribuzione a scopi produttivi; quella latina è un compendio di leggi municipali di età tardo-repubblicana.
Le Tavole sono un documento fondamentale per comprendere la storia sociale, politica e economica del territorio della Siritide.
Aperta sino al 7 giugno, la mostra si propone di intrecciare la lunga tradizione classica di esegesi delle Tavole con i risultati delle indagini archeologiche dalla scoperta della famosa Tomba del Pittore di Policoro nel 1963 fino agli scavi e alle ricognizioni tuttora in corso nella città e nel territorio.
Allo stesso tempo l’esposizione costituisce lo spunto per evocare il fenomeno più recente della Riforma Fondiaria degli anni ‘50 del secolo scorso - per diversi aspetti vicino alle dinamiche che traspaiono dalle Tavole - ponendolo in parallelo con il concomitante avvio delle esplorazioni archeologiche nell’area, grazie all’azione lungimirante di Dinu Adamesteanu, primo soprintendente archeologo della Basilicata e fondatore del Museo della Siritide.
In dialogo con le due Tavole sono esposti importanti e significativi reperti provenienti dalla chora, dalla città di Herakleia e da altri centri magno-greci, al fine di ricostruire la storia della città sia nei suoi rapporti con la madrepatria Taranto, sia nella sua articolazione con il territorio agricolo. (aise)


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