LONTANI MA SEMPRE VICINI

LONTANI MA SEMPRE VICINI

ROMA – focus/ aise - “Il mondo sta affrontando un'emergenza critica e senza precedenti con la pandemia del COVID-19. Mentre osserviamo impotenti il numero sempre crescente di persone affette da questo virus, i nostri cuori sono pieni di tristezza per tutti coloro che ne sono stati colpiti. Durante questo difficile periodo, i nostri pensieri e le nostre preghiere vanno alle nostre famiglie ai nostri amici, vicini e lontani, e al personale sanitario di ogni paese che sta lottando coraggiosamente contro il tempo per salvare quante più vite possibile”. Si apre così il messaggio che campeggia sulla home page del Coasit di Melbourne. Ad esprimere i sentimenti della storica associazione e della comunità italoaustraliana di Melbourne sono il presidente del Coasit Mauro Sandrin e l'amministratore delegato Marco Fedi.
“Ora più che mai, dobbiamo proteggere i membri più vulnerabili della nostra comunità, le nostre famiglie e il nostro personale”, l'invito di Sandrin e Fedi, per i quali “è importante ricordare che ognuno di noi può fare la propria parte seguendo i consigli delle organizzazioni sanitarie, soprattutto in materia di igiene personale, pulizia e distanza interpersonale. Queste pratiche sono da considerarsi fondamentali per rallentare il contagio e permettere a tutti di accedere alle risorse mediche”.
“Da parte nostra”, assicurano Sandrin e Fedi, “seguiamo e continueremo a rispettare e implementare tutte le direttive e le raccomandazioni indicate dal Governo. Inoltre abbiamo introdotto ulteriori misure preventive che potete trovare sul nostro sito internet”.
Il Coasit, ricordano presidente e ceo, “ha un’impeccabile reputazione come fornitore di servizi di alta qualità e i nostri standard nei servizi d’istruzione e di assistenza agli anziani sono tra i più elevati del settore” e continuerà ad impegnarsi, assicurano, “nei propri servizi alla nostra comunità. Lavoreremo insieme e senza sosta per raggiungere il miglior risultato possibile per tutti coloro che sono coinvolti con la nostra organizzazione. Continueremo a tenere aggiornati voi, la vostra famiglia, il nostro personale e la comunità in generale con le ultime informazioni e le linee guida più recenti”.
“Vi ringraziamo di cuore”, concludono infine Sandrin e Fedi, “per la vostra collaborazione, il vostro duro lavoro e il continuo impegno dimostrato nella nostra organizzazione”.
“A causa del Coronavirus, l’Italia sta affrontando la più grave crisi sanitaria e sociale dal dopoguerra. Da giovani Italiani residenti all'estero, è davvero straziante vedere che il luogo in cui siamo nati e cresciuti è ridotto ad una grande zona rossa. Essere lontani da casa e non poter stare vicino ai nostri cari ci fa sentire impotenti di fronte a questa”. Queste sono le parole dei membri della Rete dei Giovani Italiani in Belgio (REGIB), che in questi giorni stanno dando il via alla raccolta fondi in favore della Croce Rossa Italiana per sostenere l’Italia in questo momento d’emergenza sanitaria.
“Dare il nostro contributo e aiutare concretamente l’Italia” sono le motivazioni del REGIB, che in una nota spiegano come l’iniziativa sia “volta a valorizzare il senso di vicinanza con l’Italia, creando sinergie con le altre associazioni di italiani presenti in Belgio e in altri paesi e supportando il lavoro della CRI”. I membri dell’associazione, infatti, si sono detti “convinti che l’Italia sia il “paziente zero” di una crisi che riguarda l’Europa intera e non vogliamo lasciarla sola”.
Il ricavato della raccolta servirà ad aiutare il personale e i volontari della Croce Rossa che stanno svolgendo molte attività cruciali nella battaglia contro l’epidemia, tra cui operazioni di soccorso sanitario, supporto logistico e informativo alla popolazione, controllo e screening dei malati e organizzazione dei servizi di assistenza alla popolazione, fra cui la spesa a casa. La raccolta fondi, che terminerà simbolicamente il 3 aprile, è accessibile al seguente link.
L’associazione ha infine dichiarato di voler dimostrare che “si può e si deve fare sistema Paese anche dall’estero per aiutare l'Italia durante l’emergenza Covid-19 dato che ogni centesimo può fare realmente la differenza, per riuscire ad aiutare i medici e i malati”.
Sono arrivate a Udine le 12.000 mascherine che il Fogolâr Furlan di Shanghai ha donato all'OPI - Ordine delle Professioni Infermieristiche di Udine, dovuta all'aggravarsi della situazione Covid-19 in Italia, la comunità di giovani friulani in Cina si è immediatamente attivata per far arrivare il materiale all'Ospedale di Udine e aiutare medici ed infermieri a fronteggiare l'emergenza in sicurezza.
L'operazione supportata dall'Ente Friuli nel Mondo si è resa possibile con la collaborazione di Stefano Giglio, Presidente dell'OPI di Udine, impegnato quotidianamente nell'equipe in prima linea con i pazienti affetti da Covid-19.
Jacopo Luci, Presidente del Fogolâr promotore dell'iniziativa, si dice invece felice dell’arrivo del materiale in Italia “Anche se lontani, con un piccolo gesto siamo vicini al nostro Paese e a tutti voi. Avendo già vissuto questa emergenza consiglio di seguire scrupolosamente le precauzioni suggerite: rimanere in casa ed uscire indossando possibilmente una mascherina cercando di rimanere positivi”.
“Stiamo vivendo un'emergenza completamente diversa da quella del terremoto del '76 – afferma invece Loris Basso, Presidente dell'Ente Friuli nel Mondo - allora i friulani si strinsero a noi in uno slancio di solidarietà umana unico. Ora il problema investe il mondo intero, abbiamo tutti le stesse esigenze ma, come nelle precedenti occasioni, i nostri corregionali all'estero si sono messi attivamente a disposizione per portare aiuti rapidi e concreti e ne sono orgoglioso. Anche questa volta l'Ente che rappresento ha confermato il suo ruolo strategico di ponte tra la Regione ed i friulani all'estero con cui siamo costantemente in contatto. Ringrazio di cuore tutti i ragazzi del Fogolâr Furlan di Shanghai ed il Presidente Jacopo Luci per la generosità e l'attivo impegno, il dottor Giglio per essersi messo a completa disposizione per il buon esito dell'operazione e tutti i medici ed infermieri che sono impegnati in questa dura battaglia al Corona virus. L’attenzione ricevuta da parte del Fogolâr di Shanghai testimonia che si può guardare con forza e fiducia al futuro, tenuto conto che da quelle parti l'emergenza pare superata”.
In una nota l’OPI di Udine, nella persona del Presidente Stefano Giglio, esprime il proprio ringraziamento all'Ente Friuli nel Mondo e a tutto il Fogolâr Furlan di Shanghai, per l’iniziativa intrapresa. “L’OPI di Udine si è reso subito disponibile come punto di riferimento per l’arrivo dei materiali - spiega Giglio – e la solidarietà espressa dalla comunità friulana in Cina è un esempio di vicinanza e di sensibilità che rappresenta l’amore per la propria terra e per tutti gli abitanti del Friuli. Tale sentimento si associa allo sforzo che gli infermieri stanno esprimendo per fronteggiare le richieste di aiuto sanitario che, senza gli strumenti adeguati, diventa impossibile. Con l’arrivo degli aiuti da Shanghai potremmo continuare ad operare in sicurezza”.
Il Presidente Giglio si è prontamente messo in contatto con il Direttore Generale dell’ASUFC per comunicare i dettagli della donazione e procedere alla consegna dei materiali ricevuti. (focus\ aise) 

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