Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino: la 34^ edizione è dedicata a Hospitalfield in Scozia

TREVISO\ aise\ - A Hospitalfield, un luogo per l’arte e le idee nel paesaggio scozzese, viene dedicata la trentaquattresima edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, 2025-2026, il premio a un luogo capace di trasmettere valori di natura, memoria e invenzione, ideato e organizzato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche, e così intitolato in onore di Carlo Scarpa (1906-1978), architetto e inventore di giardini.
Hospitalfield è una residenza artistica, la prima in Scozia, avviata formalmente dal 1902 e una delle prime in Europa, un luogo che dalla sua continua stratificazione storica ha ricavato il senso incessante dell’accoglienza, e che oggi condensa nei suoi spazi abitati e nei suoi giardini coltivati una medesima visione di sé, rivolta all’arte e all’educazione, inscindibile dal senso di appartenenza al paesaggio scozzese e insieme aperto al mondo contemporaneo.
Un microcosmo che emerge da un brano di paesaggio agricolo appena fuori dalla città di Arbroath nella Scozia centro-orientale, lungo la linea di costa del Mare del Nord. Un luogo speciale, immerso nella quiete della natura e affacciato sul mare, che ispirò anche la fantasia dello scrittore Walter Scott.
Solenne architettura di pietra circondata da alberi secolari, posta in prossimità di dune sabbiose ma risultato dell’estrazione della stessa roccia, la Old Red Sandstone, che emerge dalle scogliere che si ergono poco più a nord, Hospitalfield si spiega soprattutto in relazione alla sua appartenenza a un territorio rurale conosciuto per la fertilità del terreno, dove, nell’Ottocento, l’artista Patrick Allan-Fraser, con la moglie Elizabeth, dà il via a un processo di committenza artistica, collezionismo e poi un programma formativo orientato all’arte, alla crescita culturale e sociale di un territorio in bilico tra centro e periferia.
Una delle sue caratteristiche è quella di essere un luogo che, come dice la composizione del toponimo, ha sempre avuto al centro della propria vita il senso dell’ospitalità: in età medievale come ospedale (St John the Baptist Hospital), fondato nel 1260 dalla comunità monastica dell’importante abbazia benedettina di Arbroath; oggi nell’incontro con il mondo dell’arte contemporanea e dei suoi diversi linguaggi, della comunità locale, delle scuole, di un vasto pubblico di visitatori.
Centrale nella vita di Hospitalfield è ora infatti il programma delle residenze artistiche e delle loro restituzioni pubbliche alla collettività, così come la cura, la conoscenza e l’interpretazione delle collezioni dei Fraser – che si sono andate negli anni arricchendo di molte nuove opere –, della biblioteca e dell’archivio, ma anche un attento sguardo ai temi dell’ecologia, alle emergenze contemporanee in ambito ambientale e non solo.
Un luogo che ha quindi saputo rinnovarsi nel tempo “come espressione di un processo continuo e di un punto d’incontro tra conoscenze diverse, frutto di una responsabilità gestionale che raccoglie il senso della storia e lo proietta nel nostro mondo“»”, come afferma la motivazione del Premio a cura del Comitato scientifico della Fondazione Benetton,e che si apre oggi alle nuove idee e alle questioni più attuali, al rapporto con il territorio nel quale sorge, ma anche con il contesto nazionale e internazionale, attraverso il linguaggio dell’arte, dell’architettura e del paesaggismo contemporaneo.
Con questa edizione il Premio Carlo Scarpa esplora, ancora una volta, un luogo che rappresenta, in questo caso nel nord dell’Europa, il valore dell’accoglienza e della formazione, dove si costruisce una vicinanza intima tra spazi di lavoro, di studio e di insegnamento, la coltivazione di un giardino e la meditazione sul paesaggio. Hospitalfield mostra questa ricerca di unità, la stessa che ci appare oggi necessaria per capire il nostro essere parte della natura, il nostro guardare al paesaggio.
Cenni storici
Nel 1178 viene fondata l’abbazia benedettina di Arbroath e in quello stesso anno il re Guglielmo il Leone (William I re di Scozia) dona all’abbazia un terreno, a qualche chilometro di distanza. Qui, nel 1260, l’ordine benedettino dei monaci tironensi costruisce una “casa-ospedale”, Hospitalfield, per accogliere e fornire assistenza ai numerosissimi pellegrini che affrontavano lunghi viaggi per raggiungere l’abbazia. Con la riforma del parlamento scozzese del 1560 e la conseguente interruzione dei rapporti tra Scozia e papato, la proprietà passa dalla Chiesa ai privati, venendo acquistata nel 1664 dal reverendo James Fraser, pastore di Arbroath, come sua residenza privata. La famiglia Fraser ne mantiene il possesso per oltre due secoli.
Nel 1813, Walter Scott visita la tenuta, traendone ispirazione per la dimora chiamata Monkbarns nel suo romanzo L’Antiquario. Pochi decenni dopo, l’artista Patrick Allan, incaricato da un editore londinese di realizzare una serie di illustrazioni per una nuova edizione del romanzo di Scott, torna ad Arbroath, sua città natale, dove conosce e sposa l’ultima erede della famiglia Fraser, Elizabeth.
Patrick ed Elizabeth Allan-Fraser, di vedute progressiste, rendono la casa un vivace salotto per intellettuali e artisti, e rinnovano l’edificio principale di Hospitalfield in stile Arts & Crafts, arricchendolo di spazi come The Picture Gallery (1853), considerata uno dei saloni vittoriani più rappresentativi della Scozia, e una prima Fernery, la serra per le felci (1870), nei pressi del Walled Garden. Senza eredi, i coniugi decidono di destinare il loro patrimonio al sostegno degli artisti e della loro formazione. Già nel 1873, anno della morte di Elizabeth, questo loro desiderio viene descritto in un atto di disposizione testamentaria. Alla morte di Patrick, nel 1890, le loro proprietà e collezioni vengono affidate a un trust, il Patrick Allan-Fraser of Hospitalfield Trust, che, nel 1902, inaugura una scuola d’arte residenziale, e che ancora oggi, porta avanti la missione originaria: garantire la permanenza di Hospitalfield con la specifica finalità di sostenere gli artisti e l’educazione all’arte, in quel luogo speciale, protetto, in qualche misura isolato nel paesaggio ma insieme aperto al dialogo col mondo esterno.
Oggi
In anni recenti, in relazione al programma delle residenze artistiche e delle loro restituzioni alla comunità, si sono concretizzate le prime due fasi di un ampio e necessario rinnovo del principale edificio storico – la vera e propria House –, di altri spazi, come la serra per le felci, e la progettazione di architetture contemporanee del tutto nuove – tra cui studi per gli artisti e l’accogliente Café ai margini del grande prato – create in un dialogo attento e particolarmente sensibile rispetto al contesto dato dagli edifici storici e dal paesaggio circostante. Protagonista di tutto ciò lo studio di architettura Caruso St John, che giunge per la prima volta a Hospitalfield nel 2012, e che continua tuttora nel suo impegno per rispondere pienamente, con una terza fase progettuale che dovrebbe concretizzarsi nei prossimi anni, alle attuali esigenze della residenza artistica e delle sue varie attività.
Le trasformazioni degli spazi aperti che circondano la grande casa rispondono alla necessità di estendere il campo di lavoro al giardino e al paesaggio con strumenti e linguaggi nuovi, in totale sintonia con gli ospiti e gli abitanti del luogo. Tante piccole comunità di artisti, che si susseguono in residenze di diverse durate nel corso di ogni anno, danno vita a questi spazi e intessono scambi tra esterno e interno, sia con la vicina cittadina di Arbroath, sia coltivando e facendo crescere una rete di relazioni che travalica decisamente il contesto locale.
Di fronte alla casa padronale, al di là di un grande prato, l’antico Walled Garden, le cui origini risalgono al medioevo, “giardino dei semplici” per la coltivazione di piante medicinali da parte dei monaci, ha vissuto nei secoli molte modificazioni e anche fasi di totale abbandono. In sintonia con gli interventi sulle strutture architettoniche degli edifici, è stato rinnovato nel 2020 dal noto paesaggista inglese Nigel Dunnett, uno dei massimi esperti mondiali di metodologie innovative nell’ambito della progettazione vegetale, pioniere dei nuovi approcci ecologici e sostenibili. Il giardino, aperto al pubblico nel 2021, è ora curato e vissuto come prezioso Community Garden, molto frequentato dagli abitanti della zona, dagli artisti che raggiungono Hospitalfield per le loro residenze, dagli studenti delle scuole di Arbroath, oltre che dai numerosi volontari che se ne prendono cura con la guida di un giardiniere.
Spazio aperto al dialogo, è teatro di eventi, workshop, sperimentazioni artistiche, come nel caso del lavoro della visual artist Rebecca Chesney che ha creato, ad esempio, all’interno della tenuta, non lontano dal Walled Garden, un corridoio per insetti impollinatori, per la preservazione di particolari specie in via di estinzione, e una banca di semi, coinvolgendo l’intera comunità locale in progetti di cura e coltivazione.
“Nella continua ricerca che caratterizza il Premio Carlo Scarpa”, sottolinea il Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche, “Hospitalfield rappresenta una tappa significativa: ci mostra la potenza e l’acutezza di un lavoro “non finito”, in continuo divenire, e di un ambiente nel quale natura e arte, architettura e paesaggio si compenetrano e ci stimolano a riflettere. Un esempio inedito e prezioso, nel quale la presenza di una testimonianza patrimoniale notevole sfugge alle deboli ovvietà della valorizzazione turistica e culturale, e individua piuttosto nella stratificazione storica del luogo un principio vitale che si trasforma in un programma di lavoro aperto, vivo e orientato all’accoglienza, alla sperimentazione, all’equilibrio e a un continuo scambio proficuo tra ciò che definiamo centro e periferia”.
I principali momenti pubblici del Premio Carlo Scarpa 2025-2026 si terranno a Treviso sabato 9 maggio quando si svolgeranno, nella mattina (ore 9.30-13.30), a palazzo Bomben, un convegno pubblico dedicato al luogo premiato, e nel pomeriggio, alle 17, nella Chiesa di San Teonisto, la cerimonia del Premio con la consegna del sigillo disegnato da Carlo Scarpa per la tomba Brion, dal 1990 simbolo di questo Premio, a Lucy Byatt direttrice di Hospitalfield dal 2012, e con la presentazione del libro e la prima proiezione pubblica del film documentario, che la Fondazione realizza sul luogo scelto dal suo Comitato e sui molti temi da esso rappresentati.
Gli appuntamenti dedicati al Premio Carlo Scarpa prenderanno avvio già venerdì 8 maggio alle ore 17 a palazzo Bomben con un evento speciale: la presentazione di una nuova pubblicazione, in italiano e in inglese, della Fondazione Benetton Studi Ricerche “Topofilia. Luoghi, scritture, incontri del Premio Carlo Scarpa per il Giardino”, a cura di Patrizia Boschiero, Luigi Latini e Monique Mosser, un racconto a più voci, su ciò che il Premio Carlo Scarpa è stato e ha rappresentato, e su ciò che intende continuare a perseguire in un mondo profondamente cambiato, nel divenire degli studi e delle azioni nel campo del paesaggio. (aise)