UN CORPO UNICO CONTRO LA POTENZIALE CRISI ECONOMICA

UN CORPO UNICO CONTRO LA POTENZIALE CRISI ECONOMICA

ROMA\ aise\ - “Essere un corpo unico di fronte ad una crisi che è sanitaria, ma che è potenzialmente anche una crisi economica”. Così il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, ha sintetizzato la priorità del Governo presentando questo pomeriggio alla Farnesina le linee guida del “Piano Straordinario 2020 per la promozione del made in Italy” alla luce dell’emergenza coronavirus. Presenti, oltre a Di Maio – affiancato dal segretario generale Belloni, dal vice ministro Sereni e dal sottosegretario Di Stefano - anche i Ministri dell’Economia e della Finanza, Roberto Gualtieri, delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, e per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione, Paola Pisano.
Ad aprire i lavori è stato il numero uno del MAECI, Di Maio, che ha spiegato come quello svolto oggi sia stato un tavolo di ascolto e di proposte per affrontare una situazione che presenta delle emergenze, ma che può rappresentare, per il made in Italy, anche “un’opportunità”.
Al dibattito hanno preso parte, oltre ai sottosegretari di Stato allo Sviluppo Economico, alle Infrastrutture e i Trasporti, del MiBACT e il Commissario Generale dell’Italia per Expo 2020 Dubai, Paolo Glisenti, anche i referenti del sostegno pubblico all’Internazionalizzazione, dell’Agenzia ICE e gli AD di Cassa Depositi e Prestiti e Invitalia.
Il Piano Straordinario è, infatti, un “prodotto aperto e di ascolto”, secondo il Ministro degli Esteri, aperto, dunque “a suggerimenti e sollecitazioni” di tutti i presenti oggi per affrontare una situazione d’emergenza. “Tante imprese - ha spiegato Di Maio sottolineando il momento straordinario nel quale si trova il Sistema Italia in periodo di Coronavirus - ci stanno segnalando problemi sul commercio: cercheremo di recepire tutte le problematiche, ma siamo comunque consapevoli delle difficoltà”.
E di problemi e criticità per l’export italiano, il ministro ne ha evidenziate parecchi, partendo dai blocchi da e per l’Italia delle merci, che ritiene “inaccettabili”, così come la pretesa dei bollini “virus free” sulle merci italiane. “Con le ambasciate - ha spiegato - stiamo protestando, poiché queste sono teorie del tutto assurde che potrebbero essere, più che altro, un tentativo di concorrenza sleale”.
Oltre alle merci, il ministro non ha sottovalutato nemmeno i blocchi alle persone, che influiscono e non poco sul comparto sia lavorativo – con i lavoratori che non possono venire dall’estero o andare all’estero – sia sul comparto turistico: “la Farnesina è attiva per chiedere di rimuovere ai paesi i blocchi, perché non hanno senso. Ci sono delle aree, delle province (e non intere Regioni) che devono essere attenzionate, ma finché noi mandiamo i nostri figli a scuola, loro possono venire nel nostro Paese”.
Inoltre, il Ministro ha detto anche di stare lavorando a dei protocolli per agevolare chi deve uscire temporaneamente dal paese.
Secondo Di Maio, “è impossibile affrontare una situazione straordinaria con regole ordinarie”. A tal proposito ha spiegato che il MAECI sta proponendo al Governo “un decreto per facilitare l’accesso ai finanziamenti, anche per gli enti pubblici” in modo da aiutare tutte le imprese e limitare le “scartoffie burocratiche” che rallenterebbero il processo in un periodo che non può essere lento.
A proposito di facilitazione e finanziamenti, Di Maio ha anche annunciato che l’Ice “finanzierà il 100% delle spese sostenute” dalle imprese per la partecipazione a Fiere internazionali annullate a causa dell’emergenza sanitaria. E il finanziamento si estenderà anche per le iniziative all’estero future, in cui “le aziende potranno prendere parte senza spendere” in quanto le spese “saranno affrontate dall’ICE”.
A disposizione per il piano straordinario del made in Italy, ha detto ancora il ministro, ci sono “716 milioni di euro. La nostra intenzione è spendere bene fino all’ultimo euro”. Credito alle imprese italiane per affrontare difficoltà economiche e un’efficace campagna di comunicazione sono i primi obiettivi posti nel piano. “Come Farnesina stiamo lavorando ad un piano comunicativo Paese per Paese, in modo da promuovere prodotti e bellezze italiane. Molte aziende non hanno coscienza degli aiuti che possono ottenere”. Gli obiettivi, dunque, mirano a “rafforzare la presenza italiana nei mercati maturi”.
Saranno principalmente questi ultimi ad essere maggiormente incentivati in questo momento di incertezza e difficoltà. Il ministro ha infatti annunciato la prossimità di “nuovi accordi e piani con USA, Germania, Giappone e Polonia”. E dove ci sono più problemi “aggiungeremo la presenza dei prodotti made in Italy sulle grandi piattaforme online, cercando di aiutare la presenza delle aziende alle fiere virtuali”.
Di Maio ha parlato anche del “Fondo Venture Capital”, che, a suo parere, “si sta rivelando un ottimo modo di diplomazia economica”, senza dimenticare la “lotta al falso made in Italy”, poiché si è detto consapevole che “lo sviluppo dell’export passa dalle scelte di politica estera”.
Il Ministro ha concluso il suo intervento continuando a spiegare l’importanza della coordinazione e del monitoraggio del Sistema Italia, “correggendo errori e sviluppandolo il piano straordinario in base all’emergenza”.
“Dobbiamo raddoppiare gli sforzi per restituire l’immagine dell’Italia nel mondo” hanno ribadito i ministri Gualtieri e Bellanova nei loro interventi.
“È positivo e importante che i paesi del G7 si dicano pronti a misure anche finanziare ed economiche per fronteggiare la possibile crisi” ha detto Gualtieri, mentre per il ministro delle Politiche Agricole, “è urgente finalizzare il decreto di riparto delle risorse e attuare provvedimenti a favore delle imprese e dei lavoratori”. Inoltre, Bellanova ha parlato anche di rafforzare “la rete diplomatica all’estero con personale specializzato. Poiché il Coronavirus sta colpendo un settore di punta per l’export italiano con difficoltà di tutti i tipi, come i lavoratori stagionali che non vengono in Italia e gli agriturismi vuoti, con disdette per tutta l’estate. Servono misure urgenti - ha evidenziato Bellanova -, un piano ampio e ragionato, perché non possiamo permetterci di perdere tempo. Fra tre mesi potrebbe essere tardi e la concorrenza potrebbe sostituirci. Al Mipaaf siamo pronti a guidare una missione settoriale nei mercati maturi”.
“Servono azioni comunicative contro il danneggiamento dei prodotti italiani - ha concluso -. Dobbiamo ancora una volta dire che il cibo italiano fa bene, in primis con l’ausilio dei canali diplomatici” perché “la nostra posizione di leader mondiale nell’agroalimentare va salvaguardata”. (lu. matteuzzi\ aise) 

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