UNA NUOVA COMUNICAZIONE PER RIAVVICINARE L’UE AI CITTADINI: A NOVEMBRE LA X EDIZIONE DI EUROPCOM

UNA NUOVA COMUNICAZIONE PER RIAVVICINARE L’UE AI CITTADINI: A NOVEMBRE LA X EDIZIONE DI EUROPCOM

BRUXELLES\ aise\ - Il 7 e l’8 novembre, il Comitato delle Regioni dell’UE, a Bruxelles, ospiterà la X edizione di EuroPCom, la conferenza europea sulla comunicazione pubblica. Ad oggi il più grande punto d'incontro annuale per esperti nel campo della comunicazione pubblica e organizzato congiuntamente dalle istituzioni dell'UE a Bruxelles.
Subito dopo l'arrivo del neoeletto Parlamento europeo e del nuovo Collegio della Commissione europea, i tempi non potrebbero essere migliori per gli esperti di comunicazione per raccogliere e capitalizzare l'opportunità offerta all'inizio di questo nuovo mandato. Coloro che comunicano l'Europa a livello nazionale, regionale e locale, nonché nelle istituzioni dell'UE si stanno unendo per scambiare nuove idee e discutere metodi e strumenti. "Guardiamo avanti insieme e pensiamo a un nuovo inizio per comunicare in e sull'Europa!" è l’invito che gli organizzatori pongono sin d’ora ai partecipanti alla conferenza.
Non c’è dubbio che il modo in cui l’Unione Europea ha comunicato sé stessa in questi anni non sia stato un successo. E senza addossarle tutta la responsabilità dell’euroscetticismo cui i vertici europei devono fare fronte, in alcuni Paesi più che in altri, a cominciare dalla Brexit, il modo troppo criptico, spesso timido e quasi sempre lontano dalla pancia e dal cuore dei cittadini, della sua comunicazione istituzionale non ha sicuramente aiutato ad avvicinarli a Bruxelles, spiegando loro in modo chiaro e accessibile a tutti le tante cose essenziali per il loro benessere e le loro libertà che l’Unione Europea fa ogni giorno nel loro interesse.
Le Istituzioni UE per anni hanno dimostrato una certa ritrosia, se non mancanza di volontà, ad aprirsi ai cittadini con il linguaggio che i cittadini volevano e vogliono sentire da istituzioni, percepite spesso troppo lontane da loro quando non estranee. Linguaggio che deve anche essere anche quello del cuore, se non della pancia. Oltre a quello asettico delle cifre delle statistiche e delle virgole di debito pubblico, rivolto al cervello delle famigerate élites economico-finanziarie e alle lobbies, ma che tanto sono costante in termini di debito di credibilità ed affezione da parte dell’opinione pubblica.
Due tra i non troppo numerosi esempi di comunicazione contro questa tendenza comunicativa "tecnocratica, asettica e senza anima" sono stati quelli dell’OAFCN, creato dall’OLAF di Franz Herman Bruener, e della comunicazione #EUGOLOCAL di Antonio Tajani, quando quest’ultimo, sino al 2014, quale vicepresidente della Commissione Europea, ne ha avuto la responsabilità politica per l’Industria e l’Impresa.
L’OLAF – acronimo francese di Ufficio Europeo della Lotta alla Frode - nel 2001, in uno spirito visionario, ha voluto creare la sua Rete dei Comunicatori Anti-Frode (OAFCN). È composta dai responsabili della comunicazione dei servizi investigativi nazionali partner dell’OLAF, ma anche da alcune organizzazioni non governative, quali, ad esempio, la Federazione Internazionale dei Giornalisti ed il Club dei Giornalisti Bulgari contro la Corruzione. La rete, in quasi venti anni di attività, è stata definita dal Consiglio dell’UE e da diverse associazioni di giornalisti e comunicatori quale uno dei migliori esempi di comunicazione paneuropea. La forza dell’OAFCN è data soprattutto dalle sinergie comunicative con gli organismi nazionali e non dagli stereotipati e asettici messaggi di "Bruxelles versus il resto del mondo".
I cittadini infatti hanno bisogno di essere informati su quello che è e fa l’UE per loro, con messaggi declinati per rispondere alle loro esigenze locali e nelle loro lingue nazionali. Vicini quindi ai loro interessi reali, che possono anche essere molto diversi tra loro, a seconda dei singoli Paesi. I comunicati stampa o anche social di Bruxelles verso il resto d’Europa, troppo spesso diffusi solo in inglese, con la falsa illusione che siano compresi da tutti, non sono il mezzo migliore per raggiungere i cittadini greci, piuttosto che italiani o polacchi, tanto per fare degli esempi. Sono invece molto più vicini a loro i messaggi ri-declinati e attagliati alle realtà locali, attraverso questa collaborazione sinergica, dai loro servizi di polizia e investigativi nazionali, e, soprattutto, nelle loro lingue.
I titoli dei seminari e del dibattito pubblico "tavola rotonda sulla comunicazione anti-frode", prima virtuale e poi reale – attraverso un’edizione stampata dall’Ufficio delle Pubblicazioni Ufficiali dell’UE (OPOCE) - fortemente voluti da Franz Hermann Bruener e animati nell’ambito della rete dei comunicatori antifrode dell’OLAF (OAFCN), hanno trovato nel primo decennio di questo secolo l’entusiasta supporto, tra gli altri, della Federazione Internazionale dei Giornalisti (IFJ). Tale lavoro è risultato di grande interesse non solo per i giornalisti investigativi e i corrispondenti dalle sale stampa delle istituzioni europee, ma anche per ogni addetto all’informazione in Europa, comprese le università e le scuole di comunicazione e giornalismo. Consentendo anche al portavoce dell’OLAF di ricevere il premio giornalistico internazionale quale "portavoce dell’anno 2009".
Il lavoro di informazione e comunicazione dell’OLAF, infatti, non si è limitato ad esempio alle rettifiche, inviate in copia anche alla IFJ e pubblicate, in tutta trasparenza, sul sito web dell’OLAF, quando ancora i social network non esistevano o non avevano la diffusione odierna. La maggior parte del lavoro di contrasto alla disinformazione, alle prime ondate di fake news, si è basato sull’aprire le porte, sempre nei limiti del lecito, ai giornalisti davvero interessati a capire il funzionamento e il lavoro di tale servizio di indagine comunitario. Un esempio di tale successo le banche di immagini e video sul contrabbando internazionale di sigarette, che hanno contribuito a sensibilizzare i media del mondo intero su questo pericolosissimo fenomeno criminale e sull’offensiva lanciata dalla Commissione Prodi contro le organizzazioni contrabbandiere. Altro esempio quello della promozione di serie televisive di fiction europee sulla collaborazione investigativa. Un tema esplorato, sulla base di successi nazionali (ad esempio quello della serie televisiva "Commissario Rex", ma anche dei vari "Maresciallo Rocca", "Don Matteo", "Commissario Montalbano"), ma tutto ancora da mettere in pratica. Sull’esempio anche di quanto gli americani sono riusciti a fare profilando nel mondo i propri servizi investigativi (si pensi alla sola FBI, che pure ha collaborato e presenziato ad alcuni seminari dell’OAFCN), diffondendo anche life stile e cultura statunitense nel mondo.
La prova che l’esperienza positiva delle sinergie comunicative paneuropee sperimentate dall’OAFCN può essere applicata e trasferita in altri campi di competenza dell’Unione Europea, è data dalla comunicazione #EUGOLOCAL di Antonio Tajani, quando era vicepresidente della Commissione Europea responsabile dell’Industria e dell’Impresa. Dal 2011 al 2014, l’unità comunicazione della Direzione Generale dell’Industria e dell’Impresa europea stimava infatti che vi fossero in circolazione beni contraffatti per 600 miliardi di dollari. E aveva ragione di pensare che tale dato sarebbe raddoppiato entro il 2015, perché così avvenne. Tajani decise allora, attraverso la realizzazione di una politica di comunicazione definita #EUGOLOCAL, la messa in atto di sinergie comunicative con i servizi anti-contraffazione nazionali, presi in prestito proprio dalla rete OAFCN dell’OLAF, per spiegare al grande pubblico che contraffazione significava anche scarsa qualità e pericolosità dei prodotti. Attirando così, ad esempio, anche l’attenzione dei genitori, prima delle feste natalizie, sulle tonnellate di giocattoli contraffatti che rischiano di finire nelle mani dei consumatori più inermi e più importanti che abbiamo: i bambini.
Antonio Tajani, da sempre sensibile al problema, nel 2012 fece realizzare alla Commissione Europea una campagna di sensibilizzazione #EUSTOPFAKE negli Stati membri dell’UE, nelle loro lingue nazionali. Richiamando le opinioni pubbliche nazionali ad una maggiore omogeneità dei sistemi anticontraffazione, anche attraverso messaggi differenziati a seconda dei Paesi e declinati a livello locale con immagini e testimonial locali. Non più quindi solo marchi di qualità per i prodotti realizzati in Europa, ma anche un’azione dell’UE integrata sul lato dei controlli.
Tajani, anche attraverso presentazioni personali, nelle quali ci metteva la faccia, annunciò in tutti gli Stati Membri – con grande successo mediatico, grazie proprio alle sinergie ottenute dai membri della rete OAFCN - che la Commissione Europea voleva mettere in campo ogni possibile azione per arginare questo fenomeno che rubava e ruba l’ingegno delle nostre imprese, fa pagare ai contribuenti onesti le imposte di tale malaffare, sfruttando il sangue e il sudore dei più deboli e meno tutelati, in Europa e nel mondo.
Questa politica di comunicazione #EUGOLOCAL l’Unità comunicazione di Tajani l’applicò anche al settore della politica a favore delle PMI, in modo particolare al programma COSME. Attraverso una comunicazione ancorata al territorio, non solo statale, ma anche regionale e locale. Con grande uso ovviamente dei social media.
In vista della X edizione di EuroPCom, vogliamo confidare quindi che la nuova Commissione Europea, assieme alle altre Istituzioni UE, sappia far tesoro di questi due indubbi successi comunicativi, replicando e utilizzando tale know how in tutti i settori della propria azione. Senza lasciare quindi il campo della comunicazione "locale e verso il cuore e le trippe dei cittadini" ai soli sovranisti euroscettici. Gli argomenti ci sono. Basta saperli spiegare con la giusta narrativa, adeguata ai bisogni e ai modi di oggi e non a quelli del secolo scorso. Netflix docet. (alessandro butticè\aise)


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