ECONOMIA CIRCOLARE E SVILUPPO SOSTENIBILE: A ROMA IL DIBATTITO PROMOSSO DA “EUNEWS”

ECONOMIA CIRCOLARE E SVILUPPO SOSTENIBILE: A ROMA IL DIBATTITO PROMOSSO DA “EUNEWS”

ROMA\ aise\ - Si è svolta ieri nelle sale di Palazzo Fiano a Roma la conferenza organizzata per il quarto anno di fila da Eunews, con la collaborazione di CiaoTech, azienda del gruppo PNO, e Innovation Engineering.
Tema di discussione: L’Economia Circolare, gli strumenti per una sua concreta applicazione, i fondi europei e il riciclo dei rifiuti. In particolare, si è cercato di condividere con i numerosi giornalisti presenti le nuove strategie per uno sviluppo sostenibile.
Dopo l’apertura dei lavori da parte di Giacomo Robustelli, amministratore unico Eunews (portale italiano d’informazione fondato nel 2012 e con sede a Bruxelles, dove segue da vicino i lavori svolti dal Parlamento europeo), e di Paolo Salvatore, rappresentante di Ciaotech (azienda leader in Europa – con oltre 260 professionisti in 6 paesi – nel fornire servizi di consulenza per il supporto ai processi di ricerca e innovazione tecnologica, con particolare riferimento all’individuazione e ottenimento di finanziamenti pubblici), la parola è passata a Patrizia Circelli, anche lei della Ciaotech, che ha illustrato le Case study relative ai progetti europei Demeter e Biopen.
Il progetto Demeter, finanziato con il bando europeo H2020-BBI.D7-2015, mette in luce la riduzione dei costi e l’impatto positivo dal punto di vista ambientale per quanto riguarda la produzione di Biogas con un processo industriale di fermentazione legato al nuovo enzima C1-LC4; Biopen è invece un progetto iniziato a maggio 2017, finanziato dal TOPIC BBI-2016-S03, che ha come obiettivo lo sviluppo di una piattaforma open innovation per affrontare alcune sfide nel campo della bioeconomia, consultabile al sito www.biopen-project.eu.
“Dal 2003 a oggi – ha illustrato Circelli – l’Europa ha finanziato 118 progetti nell’ambito del Biogas” e dal 2011 “si è verificato un forte aumento di finanziamenti nel settore”. Come risulta dalle slides mostrate e dai dati raccolti, la Germania è il paese che conta più partecipazioni a progetti europei in questo ambito, dati in linea con un paese che detiene anche il più alto numero di impianti Biogas in Europa. “Dal 2010 a oggi – ha aggiunto Patrizia Circelli – sono stati pubblicati quasi 700 brevetti nel settore del Biogas” e, anche in questo caso, le aziende più competitrici sono quelle tedesche.
Si è parlato poi a lungo di un’Economia Circolare che superi l’approccio dell’Economia Lineare su cui in particolar modo l’Italia sembra arenata. In particolare, è stato fatto un focus sui due flussi principali di materiali oggetto di disamina: quelli biologici, da reintegrare nella biosfera, e quelli tecnici (o metallici), da rivalorizzare industrialmente. La Commissione Europea ha stilato una lista di Materie Prime Critiche (CRM Critical Raw Masterials) per l’economia, basato sulla loro importanza economica e sulla criticità di approvvigionamento. Tra queste materie, spiccano le cosiddette Terre Rare (REE, Rare Earth Elements), ovvero le CRM a più alto rischio di approvvigionamento, nonché le più utilizzate per produrre oggetti della nostra quotidianità (come cellulari, pc e tablet). Il 90% di queste Terre Rare si trovano in Cina, le restanti sono in Africa e Sud Africa: “Paesi con metodi di estrazione molto più competitivi di quelli utilizzati in Europa” commenta il secondo relatore, Filippo Giancarlo Martinelli, consulente del gruppo PNO, che in particolare ha illustrato in anteprima i risultati della ricerca Circular economy in Europe, realizzata grazie all’utilizzo della piattaforma WheesBee, sviluppata da Innovation Engineering per mettere a disposizione un valido strumento di ricerca online finalizzato all’individuazione di milioni di documenti tra brevetti, articoli scientifici, web, ecc; in particolare, Martinelli ha mostrato come l’intera economia mondiale dipenda dall’aumento o meno dei dazi di estrazione imposti dalla Cina nelle sue miniere, sottintendendo dunque quanto sia urgente la necessità di sviluppare nuovi ed efficaci metodi di riutilizzo dei materiali indebitamente chiamati “rifiuti”.
Terminati gli interventi introduttivi, il moderatore Sergio Ferraris, giornalista scientifico e ambientale, ha dato la parola ai restanti relatori presenti sul palco.
Il primo a intervenire, è stato Andrea Bianchi, Direttore Area Politiche Industriali Confindustria: “è fondamentale avere un approccio pragmatico all’Economia Circolare. Il pianeta ha dei limiti ed è nostro compito assicurare alle future generazioni il mantenimento di un ecosistema stabile e vivibile. Servono investimenti sulle tecnologie d’innovazione e un nuovo assetto normativo che faciliti il passaggio dall’economia lineare a quella circolare”. La parola è poi passata all’Europarlamentare Simona Bonafè: “l’innovazione nel campo del riciclo è un tema centrale. I rifiuti non devono essere un costo, ma una risorsa”. Rinnovare i processi produttivi, dunque, ma anche bisogna cominciare a parlare di Eco-Design, ossia come progettare un prodotto affinché duri nel tempo, sia facilmente riparabile e, al termine della sua vita, sia altrettanto facilmente riciclabile.
“Sono necessari nuovi modelli di business – ha aggiunto – incoraggiando lo sviluppo della Sharing economy: non si deve più parlare di “possesso” di un bene, ma della sua condivisione, come della condivisione di risorse tecnologiche e professionalità”. Tema per nulla scontato, né di facile attuazione, dal momento che grandissima parte dei finanziamenti europei sono a solo appannaggio di aziende leader, mentre le realtà medio-piccole continuano ad arrancare in una crisi che sta per compiere dieci anni. “La qualità della raccolta differenziata è la base di tutto. Bisogna rivalutare il target di conferimento in discarica per cercare di recuperare il più possibile”.
Arriva subito dopo il momento di Giovanni Corbetta, Direttore Generale Ecopneus, azienda leader nel settore del recupero e riutilizzo degli pneumatici, che vanta collaborazioni con marchi del calibro di Pirelli, Michelin e Bridgeston, avvalendosi di una fitta rete di aziende sull’intero territorio nazionale con il compito di raccogliere e gestire questo prezioso e complicato materiale: complicato non solo per la sua realizzazione (la gomma naturale è difficile da reperire), ma soprattutto per lo smaltimento (uno pneumatico è composto da tre parti: una d’acciaio, una in tela e una in gomma, quest’ultima ancora non riciclabile).
“Fino al 2006 – ha spiegato Corbetta – gli pneumatici finivano quasi sempre in discarica. Ad oggi, noi trattiamo il 70% dell’intero mercato, con percentuali di raccolta al 105% (recuperiamo infatti anche pneumatici di provenienza incerta)”. Ecopneus raccoglie 400 tonnellate di materiale l’anno, conta 700 dipendenti full time e investe molto nel settore della ricerca, ponendosi dunque come presenza virtuosa nel panorama delle aziende di settore nostrane.
L’intervento di Giacomo Rispoli, Executive Vice President ENI, verte sulle politiche di innovazione tecnologica studiate dal colosso petrolifero, con particolare riferimento ai processi di produzione del Biodiesel, mentre a chiudere i lavori è chiamato Alessandro Ruggieri, Rettore dell’Università della Tuscia, che sta attualmente partecipando – insieme ad altre 17 regioni europee – a un progetto molto importante: sviluppare sinergie e politiche comuni sull’Economia Circolare: “l’innovazione va diffusa e condivisa, bisogna lavorare sulla cultura del riciclo, soprattutto con le nuove e nuovissime generazioni. È inutile puntare sulla raccolta differenziata se non si insegna prima agli utenti come distinguere i vari rifiuti”.
Intervenire dunque sulla cultura del consumatore, questa la priorità. Una priorità di anno in anno più stringente, se non vogliamo che presto anche il nostro pianeta sia da buttare. (gianluca zanella\aise) 

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