ALFANO A TORONTO PER IL G7 ESTERI

ALFANO A TORONTO PER IL G7 ESTERI

TORONTO\ aise\ - "L'Italia è impegnata insieme ai Partner G7 per rafforzare la pace e la sicurezza nel mondo". Così il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano, da ieri, domenica 22 aprile, a Toronto per partecipare alla Ministeriale Esteri dei Paesi del G7.
La riunione proseguirà anche nella giornata odierna. All’ordine del giorno, i principali temi dell’attualità internazionale: la Siria, l’Iraq, l’Iran, il conflitto israelo-palestinese, la Corea del Nord, Myanmar, il Venezuela. Diverse le sessioni sulla riforma dell’ONU, la sicurezza marittima, le questioni cibernetiche, il contrasto al terrorismo e all'estremismo violento.
Una sessione di "outreach" dedicata all’uguaglianza di genere e al rafforzamento del ruolo della donna con un particolare focus su Donne, Pace e Sicurezza si è tenuta ieri, alla presenza dei ministri degli Affari Esteri donna di Paesi non G7. "L’Italia assegna grande importante alla promozione della uguaglianza di genere supportando il ruolo delle donne e lottando contro tutte le forme di violenza di genere", ha detto Alfano prendendo parte alla sessione.
Affidate alle relazioni introduttive di Alfano le sessioni su Nord Africa e Mediterraneo e sulla Mobilità Umana, mentre nella sessione finale congiunta, con i ministri dell’Interno e della Sicurezza, si discuterà oggi di rafforzamento della democrazia dalle interferenze esterne, di Russia e di gestione dei combattenti stranieri in rientro dai teatri di guerra.
Intanto ieri Alfano ha partecipato alla sessione di lavoro sul Medio Oriente, sottolineando che l’Italia "continuerà a perseguire un approccio basato sul dialogo e sulla diplomazia. La nostra priorità", ha aggiunto, "è la stabilizzazione e la sicurezza dell’intera regione".
Sempre ieri Alfano ha preso parte ad una colazione di lavoro su Russia e Ucraina, nel corso della quale ha evidenziato che "il G7 svolge un ruolo positivo per il rispetto delle intese di Minsk e per il sostegno a Kiev". Poi ha concluso: "lavoriamo per innescare dinamiche di comprensione reciproca e fiducia, anche valorizzando il ruolo dell’OSCE". (aise) 

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