MERLO A “INTERRIS”: SBAGLIATO PARAGONARE L’EMIGRAZIONE ITALIANA CON L’IMMIGRAZIONE ATTUALE

MERLO A “INTERRIS”: SBAGLIATO PARAGONARE L’EMIGRAZIONE ITALIANA CON L’IMMIGRAZIONE ATTUALE

ROMA\ aise\ - “Paragonare l’emigrazione italiana con l’immigrazione attuale che arriva dall’Africa non ha senso, è assolutamente sbagliato”. È quanto sostenuto dal Sottosegretario agli Esteri, Ricardo Merlo, intervistato da Federico Cenci per il giornale online “interris.it”.
“Prima di tutto – ha osservato Merlo - sono due momenti storici totalmente diversi. E poi gli italiani arrivavano ai Paesi di destinazione con i propri documenti, in maniera regolare, oggi in Italia sbarcano immigrati clandestini in maniera illegale. Questa è la grande differenza, oltre al fatto – ribadisco – che oggi la congiuntura storica è diversa rispetto al secolo scorso”.
Quanto alla scelta del Governo italiano di chiudere i porti alle navi delle ong, Merlo si è detto “d’accordo”, per poi aggiungere: “le regole devono essere chiare: in Italia entra solo chi ha i documenti, chi lo fa in maniera legale. Altrimenti le ong diventano complici dell’emigrazione clandestina”.
Sul fronte – cittadinanza, ad una domanda sullo Ius sanguinis e le limitazioni previste in un primo momento dal decreto Salvini, Merlo ha spiegato che “il ministro Salvini ha dimostrato una grande apertura mentale, una grande disponibilità all’ascolto e al dialogo. Mi ha capito, ha capito le mie ragioni e lui stesso mi ha chiamato per dirmi che aveva rimosso dal decreto quel passaggio sullo Ius sanguinis che limitava la trasmissione di cittadinanza. Anche questo dimostra la grandezza di un grande dirigente politico”.
Il decreto immigrazione, ha aggiunto Merlo, “offre gli elementi per ordinare il processo di immigrazione in Italia, stabilendo regole chiare e pensando alla sicurezza dei cittadini, come del resto fanno tutti i grandi Paesi, gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia. Se non hai il visto, non entri. In America era così anche quando governava Obama: quando uno cercava di entrare senza visto, lo facevano salire su un aereo e tornare a casa. Non è una questione ideologica, ma un tema che ha a che vedere con le regole di un Paese”.
Infine, ad una domanda sullo ius soli – “Non crede che una persona nata e cresciuta in Italia abbia diritto alla cittadinanza almeno allo stesso modo di un bisnipote di un italiano emigrato all’estero?”, Merlo ha risposto: “no, sono due cose totalmente diverse. Senza contare che già oggi le persone nate in Italia da genitori immigrati regolari possono optare per la cittadinanza italiana una volta compiuti i 18 anni. Non credo sia il momento storico giusto per aprire allo Ius soli. E poi non si può insistere nell’errore di paragonare due momenti storici totalmente diversi. Non credo oggi lo Ius soli debba essere un tema all’ordine del giorno”.
Il testo integrale dell’intervista è disponibile qui. (aise) 

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