NUOVI SUCCESSI PER LA RICERCA ITALIANA ALL’ESTERO

NUOVI SUCCESSI PER LA RICERCA ITALIANA ALL’ESTERO

ROMA – focus\ aise\ - Ci sono anche due italiani tra i giovani che la rivista Nature ha segnalato tra i migliori 11 scienziati emergenti che "stanno lasciando un segno nella scienza". Silvia Marchesan e Giorgio Vacchiano sono entrati a testa alta nella classifica che porta un titolo significativo: "Il mondo ai loro piedi". E il perché lo si comprende guardando i curriculum dei due ricercatori.
Torinese, 38 anni, ricercatore di Scienze Forestali all’Università Statale di Milano con esperienze pregresse presso l’Università dello Utah e al Centro di ricerca della Commissione europea che si trova a Varese, Vacchiano è un ecologista che applica il modello matematico alla gestione delle foreste e questo per combattere i cambiamenti climatici, che, come dimostrano le ultime ricerche cui ha partecipato, sono ormai già in atto. Vacchiano studia allora come utilizzare le foreste per ridurre i cambiamenti climatici stessi e come puntare sulla fonte rinnovabile fornita dalle foreste stesse, ovvero il legno, in sostituzione di cemento e petrolio.
Accanto a Vacchiano in classifica anche Silvia Marchesan. Professoressa di Chimica organica all'Università di Trieste dove si è laureata, ha conseguito il dottorato a Edimburgo per poi continuare la ricerca all’ester, in Inghilterra, Finlandia e Australia. Nel 2013 è tornata in Italia e, con i fondi per il progetto SIR del MIUR, ha potuto aprire un suo laboratorio all’Università di Trieste. Nel 2017 ha vinto la medaglia Vittorio Erspamer e nel 2018 è diventata professore associato in chimica organica, ottenendo poi l’abilitazione da professore ordinario. Grazie alle sue ricerche ha creato degli idrogel nanostrutturati utili per chi soffre di malattie neurodegenerative e nuovi composti antimicrobici "intelligenti".
La ricerca italiana continua dunque ad incassare riconoscimenti e soddisfazioni all’estero. Come dimostra anche un’altra esperienza positiva, quella di Martina Baj e Lorenzo Pedron, due ingegneri civili del Politecnico di Milano, che hanno guadagnato il terzo posto nel progetto YEARS (Young Europeans Acting for Road Safety), un concorso europeo per ispirare i giovani a sviluppare e mettere in atto il miglioramento della sicurezza stradale in aree locali.
L’ETSC, il Consiglio Europeo per la sicurezza dei trasporti, è in prima linea con iniziative come questa per sensibilizzare una fascia d’età particolarmente colpita dagli incidenti stradali.
Per il loro progetto, i due studenti hanno scelto un incrocio di Rovello Porro, in provincia di Como, dove una strada secondaria interseca la strada principale dotata di pista ciclabile. Il loro intervento mira a incrementare le condizioni di sicurezza del punto di intersezione. Ne è stata infatti migliorata la visibilità (sia per i ciclisti, sia per gli automobilisti) ed è stato ben evidenziato il percorso ciclabile sul punto di conflitto, anche con trattamenti di colorazione della pavimentazione. Il tutto con un intervento low cost, elemento cardine del progetto YEARS.
Il progetto è stato coordinato dal professor Emanuele Toraldo nell’ambito dell’insegnamento di "Progetto di Strade" del corso di studi in Ingegneria Civile Ambientale.
Il Politecnico di Milano ha per la verità fatto incetta di riconoscimenti. Tre studenti dell’università, che fanno parte del gruppo ZDA, sono arrivati primi nel concorso per idee Military Museum a Palau; inoltre il professor Stefano Elia ha vinto il Best X-Culture Educator Award organizzato dalla University of North Carolina, negli Usa.
Elia, che insegna al Dipartimento di Ingegneria Gestionale, ha vinto il premio nell’ambito della competizione internazionale X-Culture, che coinvolge ogni anno migliaia di studenti da più di 100 università di 40 nazioni. Assieme al docente del laboratorio "Invest in Foreign Markets", hanno ottenuto il riconoscimento di Best Tutor tre laureati in ingegneria gestionale: Filippo Buonafede, Fabio Lamperti e Domenico Arena.
Quanto al concorso per idee Military Museum, questo è organizzato da YAC – Young Architects Competitions, in collaborazione con l’Agenzia del Demanio, ed è stato vinto dal team ZDA | Zupelli Design Architettura. Tra i cinque componenti del gruppo di lavoro, vi sono tre studenti del Politecnico di Milano: Matteo Leverone, Silvio Lussana e Simone Marzorati frequentano infatti il corso di laurea magistrale in inglese in Architecture - Built Environment Interiors. (focus\aise) 

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