IL RUOLO DELLE REGIONI

IL RUOLO DELLE REGIONI

ROMA – focus/ aise - Da nord a sud dello Stivale, sono tante le iniziative che vedono coinvolte le regioni in svariate attività per promuovere cultura e umanità: vediamole nel dettaglio. La Sardegna ospiterà il Forum annuale Eurodyssey, il programma promosso da Aer (Assemblea europea delle regioni) per discutere sul tema della mobilità transnazionale giovanile. Lo ha annunciato l’assessore regionale del Lavoro, Alessandra Zedda, vicepresidente Aer, durante la seconda giornata dei lavori dell’Assemblea in corso a Podcetrtek in Slovenia, descrivendo il focus del convegno che si terrà a Cagliari dal 23 al 25 ottobre.
"L’appuntamento rappresenta un momento di confronto sulla mobilità giovanile quale strumento di arricchimento personale e professionale che può consentire ai giovani di potenziare e sfruttare le opportunità di occupazione e inclusione”, ha sottolineato l’assessore Zedda. “La mobilità giovanile può e deve essere funzionale allo sviluppo delle Regioni, grazie alle competenze ed esperienze acquisite dai giovani partecipanti".
Zedda ha anche espresso l’auspicio che la partecipazione al Forum possa consentire ai partecipanti provenienti da tutte le regioni europee di acquisire una maggiore conoscenza della cultura e delle tradizioni della Sardegna. Spostiamoci al sud che vede la Puglia tra le quattro Regioni protagoniste, insieme a Basilicata, Abruzzo ed Emilia Romagna, della "Guida al Turismo delle Radici", progetto promosso dalla Direzione Generale per gli Italiani all’Estero del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall’Associazione Raiz Italiana e che si avvale anche della collaborazione dell’ENIT.
La Guida, che sarà pubblicata in tre edizioni (Italiano/Inglese, Italiano/Spagnolo e Italiano/Portoghese), è stata presentata lo scorso 25 settembre a Roma alla Farnesina e si pone come obiettivo quello di stimolare la conoscenza dei luoghi di origine alle nuove generazioni di italiani all’estero e agli italo-discendenti attraverso una serie di itinerari.
All’evento sono intervenuti Luigi Maria Vignali, direttore generale per gli Italiani all’Estero, Giovanni Bastianelli, direttore esecutivo dell’ENIT, e rappresentanti del Dipartimento del Turismo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, delle Regioni Emilia Romagna e Puglia e dell’Associazione Raiz Italiana. A rappresentare la Regione Puglia - Pugliapromozione Loredana Capone, assessore all’Industria Turistica e Culturale.
"Ciascuno di noi quando sceglie una meta non lo fa soltanto per vedere dei luoghi, ma soprattutto per provare nuove emozioni, entrare in contatto con abitudini e modi di vivere diversi, magari antichi, e cercare di trovare nei luoghi i racconti dei nonni", ha affermato l’assessore Capone. "E questo è ancora più vero per i milioni di italiani all’estero e in particolare di pugliesi che rappresentano un potenziale straordinario per stimolare il turismo delle radici, con possibili ricadute positive sulle economie dei luoghi interessati e sul rafforzamento dei rapporti delle comunità pugliesi all’estero con l’Italia".
"I pugliesi nel mondo non sono solo i migliori ambasciatori della Puglia", ha sottolineato Capone, "ma anche coloro fra i potenziali turisti che più di tutti aspirano a tornare. Ecco che, allora, raccontare il fascino della Puglia, valorizzare e raccontare le nostre comunità e tutto ciò che rappresentano, ovvero un mix unico e straordinario di legami, radici, storie, è indispensabile non soltanto per tenere viva la memoria dei nostri luoghi, ma anche per promuoverli nel mondo", ha detto l’assessore.
"La Puglia, con un avviso rivolto alle Associazioni dei Pugliesi nel Mondo per promuovere la regione e, nello stesso tempo, mantenere vivo il legame con la Puglia, ha scelto di scommettere su questa narrazione", ha concluso Capone, "per arrivare al cuore dei suoi turisti e farli sentire cittadini temporanei". Andiamo ora al nordo, dove nell’ambito del viaggio degli studenti liguri nella Venezia Giulia e Dalmazia, gli ultimi giorni sono stati dedicati all’incontro con le comunità italiane di Fiume e di Rovigno che, nonostante l’esodo forzato dovuto alla persecuzione dell’ultimo dopoguerra, sono tuttora ben radicate e mantengono cultura, lingua e tradizioni antiche di secoli.
Fiume, in particolare, è una delle città simbolo dell’esodo dove gli studenti, accompagnati in questo viaggio dal consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza della Regione Liguria Claudio Muzio e dai rappresentanti liguri dell’Anvgd, hanno incontrato anche il Console generale d’Italia Paolo Palminteri e i loro coetanei del liceo italiano, che è aperto da 131 anni e a cui possono iscriversi anche studenti croati.
Il Console Palminteri ha espresso apprezzamento per il concorso ed il viaggio organizzati dal Consiglio regionale ligure, attraverso la legge regionale 24 dicembre 2004 numero 29, per ricordare la strage compiuta dalle formazioni irregolari titine contro gli italiani e ha sottolineato che queste iniziative sono una preziosa occasione per mantenere ancor più forte il legame di queste comunità con l’Italia.
A Rovigno, cittadina di pescatori sulla costa occidentale della penisola istriana, la delegazione ligure ha visitato il liceo italiano, il Centro di Ricerche storiche e ha incontrato alcuni rappresentanti della comunità italiana ai quali ha consegnato la targa Ernesto Bruno Valenziano alla memoria dell’artista di Rovigno Vlado Benussi.
“In questa seconda fase del nostro viaggio abbiamo potuto conoscere e ammirare il profondo senso di appartenenza degli italiani che vivono in queste terre. Il giornalista Mario Simonovic, rappresentante della comunità di Fiume, - spiega Claudio Muzio - ha intrattenuto per oltre un'ora, con il fiato sospeso i ragazzi e tutti noi raccontandoci l’italianità che arde nel cuore della comunità di Fiume. Un bellissimo esempio di amore per le proprie radici”.
Fulvio Mohoratz, delegato per la Liguria della presidenza nazionale dell’ANVGD, ha raccontato agli studenti un altro tragico episodio che insanguinò Fiume quando D’Annunzio, nel 1920, si rifiutò di abbandonare la città che fu dunque bombardata dalle navi della Marina italiana. “In quella lotta fratricida – ha commentato - fu un triste esempio di lotta fratricida fra italiani che entrambi gli schieramenti avrebbero voluto evitare, ma che furono costretti a continuare a causa della determinazione sia del Generale Caviglia che di d'Annunzio a resistere fino all'ultimo uomo”. (focus\ aise) 

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