L’ITALIA A NIZZA: LA CAMERA DI COMMERCIO A COLLOQUIO CON IL CONSOLE RAFFAELE DE BENEDICTIS

L’ITALIA A NIZZA: LA CAMERA DI COMMERCIO A COLLOQUIO CON IL CONSOLE RAFFAELE DE BENEDICTIS

NIZZA\ aise\ - La comunità italiana e i servizi consolari, la carta di identità elettronica e i rapporti transfrontalieri, le attività delle imprese e gli stereotipi ancora da combattere. A tre anni dal suo arrivo a Nizza il Console Generale Raffaele De Benedictis ha rilasciato questa intervista alla Camera di Commercio Italiana in Costa Azzurra.
Ne riportiamo di seguito la versione integrale.
D. Che bilancio fa di questi anni al Consolato di Nizza?
R. Ad ottobre saranno 3 anni dall’inizio del mio mandato a Nizza. Il Consolato Generale si occupa di una vasta circoscrizione con più di 39 mila italiani residenti a cui si aggiungono gli italiani che posseggono qui una residenza secondaria. Circa 2/3 della frontiera franco-italiana è sotto la responsabilità del Consolato Generale. Nizza è la prima città italiana in Francia. Sono stati anni di impegni, densi di progetti, abbiamo organizzato moltissimi eventi di promozione culturale, settimane della lingua italiana, della cucina, concerti, mostre, presentazioni di libri, conferenze. Sono momenti importanti per far conoscere il made in Italy attraverso la strategia di “Vivere all’italiana” (anno di promozione integrata dell’Italia nel mondo), iniziativa voluta dal MAECI per la promozione dell’Italia all’Estero. Il Consolato ha organizzato le elezioni politiche, le elezioni europee. Dall’autunno partirà il progetto per la carta di identità elettronica, Nizza insieme a Vienna e Atene è centro pilota. Abbiamo fatto molto, ma molto resta ancora da fare.
D. Come giudica i rapporti transfrontalieri tra Francia ed Italia?
R. I rapporti transfrontalieri sono buoni, la cooperazione riguarda settori molto diversi: trasporti, sicurezza ambiente, immigrazione, scambi culturali. Il progetto Interreg (programma del Fondo europeo di sviluppo regionale) è ambizioso e concentrato attorno a tre obiettivi principali: migliorare la collaborazione tra università, centri di ricerca e imprese. La cooperazione universitaria è particolarmente densa con ad esempio il master in relazioni internazionali franco-italiane con un partenariato con le Università di Genova e Val d’Aosta per i diplomi bi nazionali. Ci sono numerosi corsi Esabac (l’Esabac è un doppio diploma di istruzione secondaria superiore italo-francese) nei licei della Regione PACA. Il secondo obiettivo è preservare e valorizzare il patrimonio naturale transfrontaliero e rafforzare la cooperazione nella gestione dei rischi. Il terzo obiettivo è favorire l’inserimento dei lavoratori transfrontalieri nella regione. Un problema transfrontaliero è costituito dalla linea ferroviaria Nizza–Cuneo, dove la parte italiana contribuisce normalmente alla porzione di oneri a suo carico ma non così la parte francese.
D. Le aziende italiane che operano nella Regione PACA di cosa hanno bisogno per incrementare volumi di fatturato e farsi meglio conoscere dai francesi?
R. Le aziende italiane hanno bisogno di maggiore visibilità. Sia il Consolato che gli altri organismi come la Camera di Commercio devono essere al servizio delle nostre imprese. In molti settori, ad esempio nella moda e nel design siamo al primo posto e dovremmo valorizzare questi settori. A tal proposito, il Consolato Generale, nell’ambito della XIX edizione della Settimana della lingua e della cultura italiana nel mondo, si propone quest’anno di valorizzare il design e la moda per promuovere i prodotti del Made in Italy.
D. Come si colloca il Made in Italy nella Regione?
R. Il Made in Italy è rappresentato da settori come la ristorazione, il settore alberghiero, l’enogastronomico, la costruzione, l’immobiliare. Il punto di forza italiano è senza dubbio la gastronomia, numerosi sono i connazionali impegnati nella gastronomia a Nizza e in tutta la regione PACA. Abbiamo ottimi ristoranti che hanno meritato ampi riconoscimenti da parte della Camera di Commercio Italiana di Nizza e sono stati premiati con la targa dell’Ospitalità Italiana.
D. La nostra comunità che bisogni ha in termini culturali e di aggregazione?
R. La comunità italiana a Nizza è una comunità storica, la prima comunità straniera, ed è bene integrata ed amata. A mio avviso occorre rafforzare l’associazionismo che è ancora allo stadio elementare, rafforzare il ruolo del Comites che dovrebbe imporsi come canale di inserimento dei connazionali nella vita lavorativa locale. Per quanto riguarda il Consolato Generale, dal mio arrivo ho cercato di farne un luogo di aggregazione, di vicinanza ai connazionali e di proporre incontri culturali in modo che i nostri connazionali possano mantenere un legame affettivo forte con il Paese d’origine.
D. Siamo sempre percepiti come pizza, pasta e mandolino?
R. Si tratta di stereotipi duri a morire anche se pizza, pasta e mandolino ci appartengono e dobbiamo andarne fieri. L’Italia è arte, cultura, innovazione. Realmente dimostriamo qualità che ci vengono riconosciute ogni giorno e nella regione ci sono eccellenze che lavorano per tenere alto il nome dell’Italia nel campo della ricerca scientifica, dell’arte, della cultura, della gastronomia. Il nostro Paese è sempre stato la culla di grandi talenti, ingegni, non abbiamo nulla da imparare da nessuno, forse dobbiamo solo promuovere il nostro “savoir faire” in modo più continuo e coerente”. (aise) 

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