PAESE CHE VAI, COMUNITÀ CHE TROVI

PAESE CHE VAI, COMUNITÀ CHE TROVI

ROMA – focus/ aise Si sa, ogni paese ricorda le proprie ferite e celebra le sue tradioni a suo modo. Vediamone insieme alcune che si svolgeranno o si sono svolte in questo inizio di stagione autunnale.
Da oltre 20 anni la comunità italiana in Israele, per ricordare la tragica giornata del 16 ottobre del 1943, la razzia e l’inizio delle deportazioni degli ebrei di Roma, organizza presso l’Istituzione Yad Vashem a Gerusalemme una cerimonia a carattere nazionale.
La Cerimonia e la giornata di interventi ricordano simbolicamente non solo il 16 ottobre di Roma, ma anche le deportazioni degli ebrei da tutte le comunità ebraiche italiane.
Quest’anno la data del 16 ottobre cade durante la festività ebraica di sukkot, la festa delle Capanne. Per cui - nell’impossibilità di poter usufruire dello Yad Vashem – la collettività italiana terrà la sua serata commemorativa il 12 ottobre alle 20.00 presso il Villaggio della Gioventù a Gerusalemme, nella palazzina Luigi Einaudi (rechov S.H. Agnon, 1).
Come confermato da Sergio Della Pergola, presidente della Hevrat Yehudei Italia, per la commemorazione del 16 ottobre si terrà uno spettacolo teatrale dal titolo “13419 La necessità del ritorno”, monologo scritto e recitato dall’attore romano Roberto Attias. A Trento invece, si è tenuta sabato 21 settembre, presso il Centro Professionale del Verde, a Mezzana nel Cantone Ticino, la giornata formativa transfrontaliera organizzata dalla Comunità Regio Insubrica “Biodivertiamoci! Tanti modi per vivere la biodiversità”.
L’iniziativa, che ha riscosso un lusinghiero successo, è stata promossa dal gruppo di lavoro della Regio Insubrica composto dai rappresentanti dei Dipartimenti del Territorio e dell’Educazione, della Cultura e dello Sport del Cantone Ticino, dell’Azienda Cantonale dei rifiuti, delle Province di Como, Varese, Lecco, Novara e Verbano Cusio Ossola, delle Regioni Lombardia e Piemonte e dei Comuni di Chiasso, Ronago e Valmorea, e ha visto la partecipazione di circa 80 docenti delle scuole elementari e medie.
I partecipanti, provenienti dalla regione Insubrica, hanno potuto avvalersi così delle conoscenze ed esperienze di numerosi esperti del settore, quali il Gruppo di educazione ambientale della Svizzera italiana (Geasi) e il Comitato tecnico Green school della Provincia di Varese, partecipando ad una serie di laboratori tematici incentrati su un approccio ludico-didattico alla biodiversità. Attraverso esperienze empatiche vissute con tutti i sensi (ad esempio profumi e colori della biodiversità e paesaggi sonori - pedagogia attiva) si è voluto fornire un ventaglio di proposte ed esempi concreti di attività attuabili con gli allievi per mezzo di percorsi didattici che i docenti realizzeranno liberamente durante l’anno scolastico.
Il prosieguo del progetto “Biodivertiamoci!” prevede la consegna, entro la fine di marzo 2020, di una scheda illustrativa del percorso didattico attuato nelle classi durante il corso dell’anno scolastico. Tra le classi partecipanti verranno estratte a sorte 6 vincitrici, una per ogni Provincia/Cantone, alle quali verrà offerta una giornata premio, che si terrà giovedì 14 maggio dell’anno prossimo a Lugano. L’evento sarà finanziato dalla Regio Insubrica e ha l’intenzione di dare ai docenti e allievi l’occasione per uno scambio e per vivere una giornata insieme del territorio. Siamo ancora in Italia con “Veneti al de là del mar - una diaspora veneta e la sua amnesia storica”. È questo il titolo del convegno internazionale che si è tenuto giovedì 26 settembre, alle 20.45 presso la Sala Consiliare di Carmignano di Brenta, in provincia di Padova, alla presenza dei rappresentanti dell’Università di Padova, di 4 Università brasiliane, dell’Associazione Da Kuchipudi e dell’Associazione Nazionale Emigrati ex-Emigrati Australia e Americhe, che ripercorrerà la storia dell’emigrazione veneta nelle Americhe, in Australia, in Africa e in Europa. Contemporaneamente, il convegno, iha inaugurato “Veneti al de là del mar - Fotografie e racconti d’oltreoceano”, una mostra fotografica anch’essa incentrata, attraverso le immagini, sull’emigrazione partita dalla regione del nord-est italiano.
La mostra fotografica e multimediale, che è stata aperta al pubblico per tutto il week end, presenta decine di pannelli di fotografie storiche dell’emigrazione veneta in quattro diversi continenti, accompagnate da altrettante foto che narrano del patrimonio antropologico e linguistico delle comunità italo-venete oggi nel mondo. Le sezioni della mostra saranno accompagnate da letture nonché testimonianze che raccontano e completano questa pagina epica della storia del territorio e popolo veneto.
Le fotografie rappresentano un lavoro di ricerca di archivio della consultrice regionale ANEA Giorgia Miazzo, in collaborazione con archivi italiani, come il FAST di Treviso, il MEM di Genova e il CSER di Roma, ed esteri, come l'Archivio Storico João Spadari Adami in Brasile o l’Archivio Fam. Deganello in Australia.
Con questo lavoro di raccolta si propone la realizzazione di un’esposizione fotografica e multimediale che racconta un episodio della storia e della cultura veneta, nato dal fenomeno delle grandi migrazioni che hanno interessato le famiglie, le città e le campagne del territorio della Regione Veneto.
Tale percorso ci permette di conoscere il passato, il presente e il futuro delle comunità italo-venete, anche attraverso le testimonianze di giovani e adulti oriundi, che accompagnano il visitatore in un viaggio alla scoperta della storia dei Veneti d'oltreoceano, sempre più attuale e contemporanea rispetto alle nuove sfide di chi lascia o sta lasciando il nostro paese oggi.
Il racconto delle emozioni e la scoperta del costo di un sogno di “far fortuna in Merica” o di “trovare la cucagna”, che si rivela una sfida dolorosa e funesta, diventa l’occasione per conoscere i valori dell’unione della famiglia e dell’essere comunità. (focus\aise) 

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