PARADOSSO MALINDI-WATAMU: ENORME RICHIESTA, POCHI VOLI - DI FREDDIE DEL CURATOLO

PARADOSSO MALINDI-WATAMU: ENORME RICHIESTA, POCHI VOLI - di Freddie del Curatolo

MALINDI\ aise\ - “Anche quest’anno non è una metafora né un esercizio di esagerato ottimismo dire che c’è la fila per passare le vacanze a Malindi e Watamu. Gli hotel registrano da questa settimana il 90% dell’occupazione e raggiungeranno la prossima settimana il cosiddetto “fully booked”. Non sappiamo quanti giorni o settimane potrà durare, ma sicuramente la destinazione Malindi, con i suoi satelliti Watamu e Mambrui, sono tra le regine dell’Oceano Indiano per Natale e Capodanno”. Inizia così il pezzo di Freddie Del Curatolo, pubblicato nei giorni scorsi su “malindikenya.net”, portale che dirige a Malindi.
“All’arrivo di ospiti stranieri, e non solo italiani come qualcuno non attento alle ultime declinazioni del turismo sulla costa del Kenya, si aggiunge una forte richiesta da parte dei keniani.
Ma (perché spesso in questo Paese c’è un “ma”) non ci sono abbastanza voli da Nairobi.
Le compagnie low-cost non sono più tali da un pezzo, avendo aumentato i prezzi per la tratta dalla Capitale a Malindi e vendendo a cifre esorbitanti i pochi posti rimasti disponibili.
Con un po’ più di lungimiranza avrebbero potuto tranquillamente raddoppiare le corse dal 20 dicembre al 4 gennaio e sicuramente avrebbero riempito ogni singolo volo. L’unica compagnia che ha osato è Jambojet che oltre a mettere a disposizione il volo serale a Kenya Airways quattro volte alla settimana (quello famoso che è nato come prolungamento del Roma-Ginevra-Nairobi) il venerdì e il sabato ha aggiunto un’altra possibilità, peraltro già superprenotata.
Niente da fare: anche dai Paesi confinanti o limitrofi, come Uganda, Ruanda ed Etiopia chiedono di Malindi e Watamu, ma non c’è niente da fare, non ci sono coincidenze e i turisti panafricani vengono deviati su Mombasa.
Resta da chiedersi perché Malindi sia così snobbata e abbia prezzi stellari, quando a Mombasa (forse anche per la concorrenza del treno SGR) il costo dei biglietti è quasi la metà e anche Diani, dove c’è meno richiesta di Malindi (Watamu è più desiderata da qualche anno a questa parte) si può raggiungere via cielo spendendo meno.
Misteri del Kenya, del suo comparto turistico nazionale e di quello dei trasporti.
Per fortuna c’è chi da Nairobi non vuole rinunciare a quest’angolo di costa e quest’anno ha deciso che è meglio arrivare in automobile, passando dallo Tsavo Est.
Safari in andata, mare e safari al ritorno. Come dargli torto? Un cittadino keniano o un residente spende molto meno per entrare nel parco e con 6000 scellini di benzina e otto ore di viaggio è nel luogo di vacanza prescelto, dopo aver incontrato leoni e gazzelle, e non una hostess frettolosa che ti serve arachidi e acqua naturale”. (aise) 

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