IL CONSIGLIO DI INDIRIZZO E VIGILANZA APPROVA IL BILANCIO PREVENTIVO DELL’INPS PER IL 2021

Il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza approva il Bilancio preventivo dell’Inps per il 2021

ROMA\ aise\ - È stato approvato in via definitiva, nella riunione del Consiglio d’Indirizzo e Vigilanza del 29 dicembre scorso, il Bilancio preventivo dell’Inps per l’anno 2021, dopo il parere positivo del Collegio dei Sindaci.
Le entrate previste per contributi saranno pari a 229.841 milioni di euro; le uscite per prestazioni da contributi sono pari a 239.120 milioni di euro, per un saldo negativo pari a 9,27 miliardi di euro. Le stime – spiega l’Istituto – si basano sulle previsioni macro economiche del Governo che si auspica non peggiorino nel corso del 2021.
Le entrate previste (e le relative uscite) da fiscalità generale si attestano a 125.994 milioni di euro.
La gestione economica presenta un risultato di esercizio negativo pari a 20.327 milioni di euro, con un miglioramento di 5.694 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate 2020 (-26.021 milioni di euro), derivante dalla differenza tra il valore della produzione di 344.592 milioni di euro ed il costo della medesima di 365.095 milioni di euro, al netto di ulteriori 176 milioni di euro per altri proventi ed oneri.
La situazione patrimoniale netta dell’Istituto alla fine dell’esercizio 2021 torna ad essere negativa per 6.590 milioni di euro registrando un peggioramento di 20.328 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate 2020 (13.738 milioni di euro).
Il Civ “sottolinea, con forza, la necessità dell’intervento dei Ministeri vigilanti affinché gli oneri conseguenti alla riduzione delle attività lavorative per motivazione COVID-19 siano coperte con trasferimenti dalla fiscalità generale”. Infatti, si rileva, “il peggioramento della situazione patrimoniale netta di 20 miliardi e 328 milioni di euro è dovuto principalmente alla copertura con risorse attinte al Bilancio INPS di una parte significativa delle prestazioni a sostegno del reddito alimentate dai contributi di imprese e lavoratori (cassa integrazione ordinaria e fondi di integrazione salariale). Senza un intervento della fiscalità generale tale situazione patrimoniale diverrà strutturale con la conseguente necessità di un continuo ricorso alla anticipazione (prestito) di Tesoreria dello Stato”.
Nel documento che accompagna l’atto di approvazione, il CIV Inps, presieduto da Guglielmo Loy, ha sottolineato come, “nella fase di difficoltà economica che il Paese sta attraversando, sia ancora più urgente che trovino attuazione le necessità, più volte evidenziate dal CIV in merito ad alcuni indifferibili interventi: - un piano straordinario degli investimenti per le sedi operative dell’Istituto finalizzato alla riduzione dei costi di locazione; - investimenti per implementare risorse umane e la formazione; - intervento strutturale per rendere velocemente esigibili le prestazioni a sostegno della non autosufficienza ed in particolare per dare rapide risposte alle centinaia di migliaia di cittadini in attesa della prima visita per l’invalidità civile; - una terapia d’urto per ridurre il costo per l’Istituto delle soccombenze in sede di giudizio che oggi pesano sul Bilancio Inps per oltre 230 milioni di euro”.
Segnalato infine come “l’effetto della pandemia sul tessuto economico e sociale del paese ponga il tema della sostenibilità e dell’equilibrio del rapporto tra assicurati (in leggero calo) e pensionati (in piccola crescita) portandolo al 1,24. Tema, questo della “tenuta”, che – conclude il Civ – il legislatore dovrà osservare con attenzione in termini di interventi normativi e finanziari”. (aise) 

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