Senato: la Giunta delle elezioni assegna il seggio di Cario a Fabio Porta

ROMA\ aise\ - Undici a favore, nove astenuti: la Giunta per le elezioni del Senato questa mattina ha votato a favore dell’assegnazione del seggio di Adriano Cario a Fabio Porta. Il voto dovrà ora essere ratificato dal passaggio in Aula.
Il voto di questa mattina è seguito alla seduta di ieri, in cui – all’indomani del voto del 2 dicembre con cui l’Aula di Palazzo Madama ha dichiarato decaduto il senatore eletto con l’Usei in Sud America – i relatori Cucca e D’Angelo hanno presentato ai colleghi la proposta di assegnazione del seggio a Fabio Porta (Pd).
Una proposta che ha visto favorevoli quasi tutti i membri della Giunta, tranne i senatori di Forza Italia e Lega secondo cui il seggio doveva essere assegnato comunque ad un candidato della lista Usei, in questo caso Francisco Nardelli, che il 9 dicembre ha presentato un’istanza in merito.
Accertati i brogli sui voti nella ripartizione del Sud America, questa la tesi dei senatori di Forza Italia e Lega, le schede controllate sono comunque troppo poche per affermare che i voti della lista Pd siano stati più di quelli della lista Usei. Tesi confutata dalla Giunta che, al voto, ha approvato la proposta dei relatori.
Nella seduta di ieri, il relatore Cucca (Iv) ha ricordato che “il campione di schede esaminato - sul quale si fonda il giudizio di carattere prognostico prospettato dal candidato Porta - risulta significativo e rappresentativo anche alla luce della relazione statistica depositata agli atti”. Dunque “appare evidente che l'attribuzione del seggio vacante spetta inequivocabilmente all'onorevole Porta, la cui istanza va pertanto pienamente accolta”.
Sulla stessa linea la relatrice D'Angelo (M5S) che ha richiamato l’odg approvato dall’Aula il 2 dicembre.
Sulla questione dei voti di lista, la senatrice Rossomando (Pd) ha ricordato che “l'utilizzo del "criterio di proiezione" ha comportato il riconoscimento di una contraffazione di circa 12.000 schede”, dunque “la prova di resistenza adottata è stata ispirata ad un principio di "magnanimità", visto che la proiezione effettiva delle grandezze emerse avrebbe comportato l'annullamento di un numero superiore di schede. Il riconoscimento della falsificazione di circa 12.000 schede comporta che la lista del PD ha un numero di voti superiori a quello dell'USEI e conseguentemente il seggio vacante va necessariamente attribuito al primo della lista, ossia all'onorevole Porta. Sarebbe contraddittorio – ha osservato Rossomando – considerare annullate le schede ai fini della mancata convalida del senatore Cario e considerarle invece valide ai fini della individuazione del soggetto a cui attribuire il seggio vacante”.
Di tutt’altro avviso il senatore Paroli (Fi): “i voti annullati sono appena 380 e il criterio prognostico a cui faceva riferimento la senatrice Rossomando presenta un margine di approssimazione rilevante. Rispetto al senatore Cario – ha aggiunto – è stata indebitamente sollevata una sorta di "questione di indegnità". Un approccio non può essere esteso all'intera lista dell'USEI. Il seggio vacante va assegnato pertanto al secondo eletto nella lista USEI, ossia al signor Nardelli”.
Tesi, questa, sostenuta anche da Augussori (Lega): “l'elezione nella Circoscrizione Estero ha un carattere bivalente, comportando una competizione tra le liste e altresì tra i candidati eletti nella stessa lista. Il giudizio prognostico prospettato a favore del candidato Porta non appare del tutto convincente, poiché le percentuali anomale registrate nei voti di preferenza riportati dal senatore Cario in diverse sezioni del consolato di Buenos Aires deve tener conto che in questo ambito - diversamente dalle sezioni elettorali del territorio nazionale - l'assegnazione dei voti pervenuti dai diversi consolati alle sezioni è effettuata dall'Ufficio elettorale centrale a Roma. Si determina in tal senso una distribuzione casuale dei voti che rende di diverso significato anche lo stesso indice di anomalia registrato nelle percentuali del voto di preferenza. Peraltro, anche questo elemento andrebbe maggiormente meditato, poiché, come dimostrato dall'attività istruttoria del Comitato, è difficile sostenere che tutte le schede di una sezione elettorale sono state contraffatte”. Per il senatore leghista sarebbe stato “utile acquisire i tassi di distribuzione delle preferenze dei candidati delle varie liste nei diversi consolati dell'Argentina e negli altri consolati della ripartizione America meridionale. Questo approfondimento riveste una valenza significativa anche nell'ottica di una revisione del modello di voto adottato per la Circoscrizione Estero, che ha sicuramente mostrato rilevanti debolezze”.
Non essendo presenti tutti i senatori, la Giunta aveva rinviato il voto a questa mattina: gli 11 voti a favore propongono di assegnare il seggio a Porta. Se l’Aula confermerà questa decisione, Porta – già deputato nella scorsa Legislatura - entrerà a Palazzo Madama a meno di due anni dalla fine della Legislatura. (aise)