“Forme e Colori dall'Italia preromana” in mostra a Buenos Aires

BUENOS AIRES\ aise\ - Dopo il successo dell’esposizione di oggetti appartenenti al Museo Archeologico Nazionale di Taranto realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale di Belle Arti, l’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires accoglie oggi, 31 ottobre, una nuova mostra. Si inaugura, infatti, questa volta nella propria Sala Roma, l’esposizione “Forme e Colori dell’Italia Preromana. Canosa di Puglia”, che, curata da direttore generale Musei del MiC, Massimo Osanna, insieme a Luca Mercuri, sino al 2 febbraio 2024 presenterà al pubblico incredibili reperti archeologici originali preromani appartenenti alla cultura Dauna (IV e II secolo a.C.).
Armature, ceramiche, gioielli, ornamenti e altri importanti reperti archeologici provenienti dalle colonie greche arrivate in Puglia prima della dominazione romana, insieme al materiale proveniente dagli ipogei (gallerie sotterranee destinate ai riti funerari), conservati nei depositi dei Musei di Puglia o recuperati dal traffico illegale, compongono l’insieme dei reperti archeologici esposti in questa mostra.
Dopo la prima tappa a Santiago del Cile, la mostra “Forme e Colori” arriva a Buenos Aires per poi raggiungere l’Istituto Italiano di Cultura di San Paolo e concludere il suo itinerario presso l’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico alla fine di agosto 2024.
La realizzazione di questa straordinaria mostra si inserisce nell’ambito del programma di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale italiano all’estero denominato “Il racconto della bellezza”, frutto della collaborazione congiunta tra la Direzione Generale dei Musei del Ministero della Cultura (MIC) e la Direzione Generale della Diplomazia Pubblica e Culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), rete di cui fanno parte gli Istituti Italiani di Cultura.
La mostra
La penisola italiana, prima dell’unificazione avvenuta sotto il dominio di Roma, era abitata da popoli molto diversi tra loro dal punto di vista culturale. In Puglia, fin dalla seconda metà del VII secolo a.C., convivevano i coloni greci che avevano fondato Taranto qualche decennio prima, i Messapi nel sud della regione, i Peuceti nel centro e i Dauni nella parte più settentrionale.
La mostra illustra i tratti peculiari della cultura dei Dauni, attraverso materiali archeologici provenienti da uno dei principali centri della regione, l’area di quella che oggi è Canosa di Puglia. Qui, tra il IV e il II secolo a.C., i cosiddetti principi, personalità ai vertici delle elite locali, venivano sepolti in tombe di famiglia, scavate nel tufo locale, gli ipogei, con ricchi corredi funerari che ostentavano, davanti alla comunità, il loro status economico e culturale.
I pezzi selezionati provengono in gran parte dai depositi del Museo Archeologico Nazionale di Canosa di Puglia e del Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTA), ma anche dai depositi della Soprintendenza di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle province di Foggia e Barletta-Andria Trani, del Museo Archeologico di Santa Scolastica e della Soprintendenza Nazionale per i Beni Culturali Subacquei con sede a Taranto. (aise)