A COLLOQUIO CON GIORGIO LA ROCCA, DIRIGENTE SCUOLA DELLA CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE DI GINEVRA – DI CARMELO VACCARO

A colloquio con Giorgio La Rocca, Dirigente Scuola della Circoscrizione Consolare di Ginevra – di Carmelo Vaccaro

GINEVRA\ aise\ - La SAIG, sensibile al tema dei corsi di italiano, ha incontrato Giorgio La Rocca, Dirigente Scuola della Circoscrizione Consolare di Ginevra per comprendere meglio i nuovi criteri di insegnamento.
La Rocca, di formazione storico-filosofica, si laurea in filosofia nel 1999 e in storia della filosofia nel 2011 all’Università degli studi di Catania; ha conseguito un dottorato di ricerca in “Filosofia e storia della filosofia” nel 2017 alla Sapienza, Università di Roma, con una tesi su Michel Foucault, pubblicata nel 2018 da Sapienza Università Editrice con il titolo “Soggettività e veridizione nell’ultimo Foucault”.
Già docente di filosofia e storia nei licei italiani, Dirigente scolastico dal 2012 con incarichi nel Lazio, in provincia di Roma (Pomezia e Frascati) e in Sicilia, nelle province di Catania e Ragusa (Vizzini e Vittoria). Già preside dell’Istituto scolastico italiano “G.B. Hodierna” di Tunisi dal 2004 al 2007, dall’ottobre 2019 in servizio presso l’ufficio scuola del Consolato Generale d’Italia a Ginevra con l’incarico di direzione e coordinamento dei corsi di lingua e cultura italiana.
D. Direttore, la SAIG ha avuto da sempre interesse per i corsi di lingua italiana a Ginevra. Ci piacerebbe sapere come procedono in questi tempi di pandemia i corsi di italiano?
R. Proseguono regolarmente, nonostante il disagio vissuto da tutti per il particolare momento, però si continua normalmente e i numeri sono del tutto confortanti. Al momento vi sono circa 220 corsi di lingua e cultura italiana nei tre Cantoni di Ginevra, Vaud e Valais, per un totale complessivo di circa 2000 alunni e studenti della scuola primaria e della scuola secondaria di I grado.
Si tratta di corsi integrati nel senso che costituiscono la parte del curricolo scolastico svizzero riservato alle lingue e culture d’origine. In particolare nel Cantone di Ginevra, l’integrazione per gli alunni da 3P a 5P è compiuta nell’ambito dell’orario curriculare mattutino, azione con cui il Dipartimento dell’Istruzione di Ginevra riconosce l’importanza dell’italiano come terza lingua nazionale e il valore storico che l’italiano ha avuto per l’avvio dei corsi di lingua e cultura d’origine. Il Dipartimento dell’istruzione ginevrino, con cui si hanno ottimi rapporti di collaborazione, offre tra l’altro qualificate occasioni di formazione per i nostri insegnanti anche grazie alle strutture di ricerca e sperimentazione pedagogico didattiche d’avanguardia che lavorano proprio nel campo dell’insegnamento delle lingue e culture d’origine che solo a Ginevra interessa ben 27 lingue.
Per il prossimo anno scolastico si cercherà di estendere i corsi di lingua italiana a tutti gli studenti della Scuola secondaria di II grado, ampliando l’utenza dei corsi che oggi è prioritariamente rappresentata da alunni della scuola primaria e secondaria di I grado, con qualche presenza in ambito di perfezionamento di studenti che arrivano al primo biennio della scuola secondaria di II grado.
Tutte le iniziative relative ai corsi di lingua e cultura italiane non sarebbero possibili senza il prezioso apporto collaborativo degli enti gestori promotori CAE e CPSI.
D. Quest’anno, tra le novità c’è la Circolare ministeriale n. 3 del 2020. Potrebbe parlarcene più approfonditamente?
R. La circolare 3 del 31 luglio 2020 è attuativa del D. Lgs. 64/2017 che a sua volta delinea un sistema integrato della formazione italiana nel mondo, comprensivo di scuole statali, scuole paritarie, scuole straniere in cui si insegna italiano, corsi di lingua e cultura e lettorati. L’attività di promozione dell’italiano avviene pertanto anche attraverso il ruolo centrale dei corsi di lingua e cultura, sia direttamente, tramite docenti ministeriali inviati dall’Italia, sia indirettamente, sostenendo le attività realizzate dagli enti di gestione.
Dall’anno scolastico 2021/2022, tutti gli enti promotori che intenderanno organizzare corsi di lingua italiana e che presentato determinate caratteristiche di idoneità potranno presentare richiesta di contributo presso il MAECI. Preliminarmente dovranno fare richiesta di iscrizione in un Albo consolare degli enti gestori/promotori, aperto e con validità quadriennale. Le richieste di contributo non seguiranno più la logica del bilancio preventivo per anno solare contenenti le voci di entrata e uscita, ma la logica del progetto da realizzarsi anche su due anni scolastici consecutivi e che si articolerà in un piano di attività e in un piano finanziario. Le richieste di contributo potranno riguardare le attività di insegnamento, ma anche attività complementari aventi rilevanza didattica.
L’obiettivo principale della nuova circolare è di incentivare gli enti gestori/promotori a non limitarsi ad operare a beneficio delle collettività italiane presenti nel mondo, ma di accentuare la loro natura promozionale mirando a sviluppare la diffusione della lingua italiana anche presso utenze straniere, potenziandone la presenza nei percorsi scolastici delle scuole locali, favorendo, laddove possibile, anche l’istituzione di sezioni bilingui.
È proprio in relazione a questo incentivato spirito di iniziativa che viene a definirsi il nuovo rapporto di collaborazione tra Ministero ed Enti.
D. Abbiamo saputo che a breve realizzerete il progetto “Tracce d’Italia”. Di cosa si tratta?
R. Il progetto “Tracce d’Italia”, in fase di ultima elaborazione e che sarà presentato agli allievi dei corsi di lingua e cultura italiana entro la fine di gennaio 2021 nasce da un’idea del Console Generale ed accolto in ambito di programmazione dell’offerta formativa dal Collegio docenti della Circoscrizione consolare nel mese di dicembre e condiviso nella realizzazione anche dagli enti gestori dei corsi.
Si tratterà di un concorso a premi per un viaggio nei ricordi, nelle testimonianze e nelle emozioni degli italiani in Svizzera. L’iniziativa si pone l’intento di raccogliere tutte quelle testimonianze che raccontino significativamente le esperienze non sempre facili delle famiglie italiane, in particolare quelle vissute al momento della prima grande ondata di immigrazione italiana degli anni ’60-’70 del Novecento, ma anche quelle dei momenti successivi.
L’obiettivo è di poter conservare e celebrare la memoria di tutti quei sacrifici e difficoltà che i nostri connazionali hanno dovuto e voluto affrontare per tenere sempre accesa la speranza di un futuro migliore per la propria famiglia, avendo sempre nel cuore la nostalgia di un’amata terra d’origine che a malincuore si era dovuta lasciare.
Gli allievi dei corsi che vorranno partecipare si impegneranno nella ricerca di un oggetto familiare “importante” che testimonia la traccia lasciata come italiani nella Svizzera che ci ha accolti. Potrà trattarsi di une lettera, di una cartolina, di un articolo di giornale, di una targa ricordo, di un encomio ricevuto che abbiano il valore di una “memoria involontaria” e che abbiano un significato per la collettività italiana.
Dopo la ricerca bisognerà documentarne l’esistenza tramite una fotografia o una fotocopia descrivendolo con una breve relazione. Una commissione sceglierà i lavori da premiare a livello di scuola primaria e di scuola secondaria secondo i criteri dell’aderenza al tema, dell’originalità del tema e dell’impatto comunicativo ed evocativo. Un omaggio di partecipazione è previsto per tutti i partecipanti.
D. In cantiere avere un altro progetto che avete chiamato “Racconti d’Italia”. Di cosa si tratta?
R. Un altro progetto su cui si sta lavorando, anch’esso avviato entro la fine di gennaio, è “Racconti d’Italia. Tante storie e tante curiosità”. Si tratta di una raccolta di racconti inediti che saranno scritti a titolo gratuito da scrittori e saggisti di professione, ma anche da insegnanti, italiani e svizzeri, appositamente per gli studenti dei corsi di lingua italiana. In via sperimentale si comincerà con racconti per gli allievi del cycle d’orientation, della scuola secondaria ed eventualmente in un secondo momento per la scuola primaria. Questi racconti avranno come tema ispiratore proprio l’Italia con lo scopo di trasmettere attraverso il racconto fatti e personaggi, di fantasia o reali, propri della cultura, della società e della mentalità italiane. Sarà possibile, ed anche auspicabile, che i racconti richiamino anche i legami tra l’Italia e la Svizzera, in particolare i Cantoni della Svizzera francese o italiana.
Nella stesura dei racconti, gli autori cercheranno di delineare personaggi che si distinguono per la capacità di compiere gesti semplici che rivestano nello stesso tempo significati importanti e che possano fungere da modello di riferimento culturale ed educativo. L’idea è di aiutare i nostri ragazzi a ritrovare per mezzo della lettura tutti quei valori che non vanno mai persi, ma tramandati e ritrovati sempre in forme nuove, quali la carità, il senso del sacrificio, il valore del simbolo, dell’onore, del lavoro, dall’amore verso la propria terra, della parola data, ecc.
La raccolta svilupperà diverse tematiche come la natura, gli animali, la musica, l’arte, il lavoro, l’amore, la cucina italiana. Ogni gruppo di testi terminerà con un breve saggio di approfondimento.
D. A distanza di un anno lei personalmente come si trova a Ginevra?
R. La mia esperienza fino a questo momento è assolutamente positiva. Ginevra è una realtà molto interessante e accogliente. Ciascuno può scegliere liberamente quale aspetto vivere di più in base ai propri interessi e preferenze. Io ad esempio, oltre il legame con tutto ciò che è espressione culturale, amo molto il contatto con la natura che a Ginevra, ma credo in tutta la Svizzera, è molto ben curato in una forma di piena integrazione tra vita urbana e vita rurale. (carmelo vaccaro*\aise)
* direttore Saig

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