Cenini (Cgie – Fi): italiani all’estero, anno zero, nonostante le menzogne sull’IMU? - di Alessandro Butticé

BRUXELLES\ aise\ - All’inizio del nuovo anno abbiamo voluto fare un bilancio dell’anno appena concluso sulla situazione degli italiani residenti all’estero con Antonio Cenini, membro del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) e coordinatore europeo di Forza Italia per gli italiani all’estero.
D. Si é appena concluso un anno importante per gli italiani all’estero, che ha visto la riforma della legge sulla cittadinanza. Possiamo ora attenderci una revisione profonda di tutto il sistema di rappresentanza dei milioni di italiani residenti all’estero?
R. Sì, la coraggiosa riforma della cittadinanza italiana promossa dal Governo nel 2025 mira a porre fine al cosiddetto "mercato dei passaporti", limitando lo ius sanguinis (diritto di sangue) e introducendo l'obbligo di un legame effettivo con l'Italia, rendendo più difficile per i discendenti lontani (oltre i nipoti) ottenerla automaticamente, centralizzando le procedure e aumentando i costi. L'obiettivo è combattere gli abusi e valorizzare il legame reale con il Paese, non interrompendo lo ius sanguinis ma rendendolo più selettivo, con nuovi requisiti come la dimostrazione di legami culturali, familiari e la partecipazione civica. É naturale che il prossimo passo dovrà essere una riforma del sistema elettorale per l’estero, che dovrà seguire lo stesso principio guida della riforma della cittadinanza: combattere gli abusi e valorizzare il legame reale con il Paese, sin dal prossimo Referendum costituzionale sulla separazione delle carriere dei giudici.
D. I partiti di sinistra e alcuni partiti regionali sudamericani hanno criticato duramente questa riforma, considerandola lesiva dei diritti degli italodiscendenti e criticandone aspramente i contenuti. Cosa prevede possa accadere se la maggioranza di Centrodestra mettesse mano alla legge elettorale?
R. É prevedibile e fisiologico che forze politiche che, sul voto estero, vivono da sempre di rendita non vogliano perdere un privilegio così importante, ma è inevitabile che ciò accada per diverse ragioni non più rinviabili. Prima di tutto perché l’attuale legge presenta forti profili di incostituzionalità, soprattutto al Senato. In secondo luogo, perché non rispetta i principi chiave della segretezza e della personalità del voto, aprendo la porta a possibili controlli o coercizioni (come evidenziato anche da sentenze costituzionali tedesche su sistemi simili). L’esperienza maturata sinora con l’attuale sistema postale è inequivocabile e conferma che il voto all’estero non è “genuino” né trasparente, né libero, bensì gestito da gruppi di interesse che manipolano il voto durante tutto il processo, dalla distribuzione alla raccolta dei plichi elettorali.
D. Ma con questo stesso sistema che lei definisce “gestito” ci accingiamo a cambiare la Costituzione in occasione del prossimo referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati.
R. Purtroppo sì, ma sono fiducioso che si possa intervenire in tempo con una legge per modificare le cose. Gli allarmi che stiamo lanciando da settimane sembra siano stati recepiti da Forza Italia e dal centrodestra e una soluzione è a portata di mano.
D. Quale soluzione?
R. Il voto in presenza nei Consolati sarebbe la soluzione più naturale, ma bisogna anche essere realisti quanto alle difficoltà operative di mettere in piedi un tale sistema in tempi così rapidi. Il voto per il referendum dovrebbe tenersi entro fine marzo. Per questo, senza fare annunci, abbiamo predisposto un possibile piano B, del quale sarebbe però prematuro parlare ora. Vedremo nei prossimi giorni come procederà la riflessione in merito nel centrodestra.
D. Oltre al sistema di rappresentanza e alla legge elettorale, nei giorni scorsi durante le discussioni sulla legge di bilancio vi sono stati diversi annunci da parte di esponenti della sinistra, ma anche del centrodestra, relativamente all’abolizione dell’IMU e alla riforma dell’assistenza sanitaria per i residenti AIRE. Cosa c’è di vero?
R. La verità è che gli italiani all’estero avrebbero bisogno di maggiore serietà, verità e concretezza, non di annunci che creano aspettative poi destinate ad essere frustrate. Sull’IMU per i residenti all’estero, ad esempio, abbiamo assistito al rincorrersi di annunci trionfalistici sulla sua abolizione, da parte di parlamentari eletti all’estero di entrambi gli schieramenti. Purtroppo, basterà aspettare le prossime scadenze fiscali in giugno per rendersi conto che l’IMU si continuerà a pagare. Allora con i colleghi di Forza Italia responsabili per gli italiani all’estero, Fucsia Nissoli e Luigi Billè, chiediamo più serietà e verità e una moratoria degli annunci farlocchi. Basta prendere per i fondelli i nostri connazionali residenti all’estero! Meglio una verità amara piuttosto che annunci infondati che creano aspettative poi disattese. Le bugie hanno le gambe corte e presto tutti vedranno se l’IMU è stata abolita oppure no.
D. Può essere più preciso? A chi e a che cosa si riferisce?
R. Sull’IMU per gli italiani all’estero, allo stato, è stato solo approvato un disegno di legge alla Camera (il 956 per la precisione) che dovrà proseguire l’iter parlamentare e che, se mai venisse approvato così com’è ora, verrebbe a creare una situazione ingiusta e fortemente discriminatoria per gli italiani all’estero. La norma ridurrebbe l’IMU solo per pochissimi privilegiati, tra i quali sembra alcuni degli stessi parlamentari che hanno proposto la norma, possessori di una sola casa, in comuni con meno di 5.000 abitanti, e soltanto per chi ha vissuto in Italia almeno cinque anni. A fronte di pochi, selezionati beneficiari, milioni di cittadini italiani all’estero rimarrebbero completamente esclusi e penalizzati, senza alcuna ragione legata al merito o all’effettivo bisogno. È una scelta politica ingiusta, che favorisce pochi eletti e ignora la maggioranza dei connazionali, violando i principi di equità e di uguaglianza sanciti dalla Costituzione. Con Forza Italia chiederemo al Parlamento di intervenire immediatamente per correggere questa ingiustizia, garantendo pari trattamento e rispetto per tutti gli italiani all’estero. Non devono esistere italiani di serie A e italiani di serie B! (alessandro butticé\aise)