Comites Manchester/ I consiglieri di minoranza: la maggioranza non riesce nemmeno a garantire il numero legale

MANCHESTER\ aise\ - “Per la terza assemblea consecutiva, la quarta negli ultimi mesi, il Comites di Manchester non ha potuto svolgere regolarmente i propri lavori perché la maggioranza non si è presentata al completo. Senza la presenza della minoranza, infatti, non è stato possibile raggiungere il numero legale”. Inizia così la nota congiunta dei quattro consiglieri di minoranza del Comites di Manchester Emanuele Bernardini, Gianluigi Cassandra, Gianluca Fanti e Silvana Poloni, eletti con la lista Costruiamo il Domani- ACLI, che sottolineano: “il dato è tanto semplice quanto significativo: dopo due anni dall'insediamento dell'attuale presidente ed esecutivo, la maggioranza non è oggi in grado di garantire neppure la presenza dei propri consiglieri per assicurare il normale funzionamento dell'organismo democraticamente eletto dalla comunità italiana”.
“Una maggioranza che, dopo due anni di governo, ha bisogno della presenza dell'opposizione anche solo per poter aprire le proprie assemblee è una maggioranza che, nei fatti, ha esaurito la propria capacità di governare il Comites”, si legge ancora nella nota. “In questi due anni la minoranza non è mai stata coinvolta nella programmazione delle attività dell'ente, se non attraverso inviti esclusivamente formali. Non è mai stata richiesta una collaborazione concreta, non sono mai stati avviati percorsi condivisi e il confronto tra maggioranza e minoranza è stato sostanzialmente assente. Recentemente, ad esempio, davanti alla legittima richiesta di rinviare una riunione perché 3 consiglieri su 4 (della minoranza) sarebbero stati assenti per questioni lavorative (richiesta avanzata con ampio anticipo e motivandola), il presidente ha scelto di non accordare lo spostamento, non essendo però poi in grado lui stesso di garantire il numero legale”.
“A ciò – continuano Bernardini, Cassandra, Fanti e Poloni - si aggiunge un altro elemento di riflessione. In due anni di amministrazione il Comites non ha promosso iniziative nuove di propria ideazione, limitandosi prevalentemente a deliberare contributi economici a favore di progetti organizzati da altri soggetti. Una scelta legittima, ma discutibile e che non può rappresentare l'unica prospettiva di un organismo chiamato a promuovere e rappresentare la comunità italiana sul territorio. Emblematica, sotto il profilo della trasparenza amministrativa, è la vicenda relativa al reportage audio dedicato all'evento commemorativo dell'Arandora Star previsto per il prossimo autunno. All'assemblea furono sottoposte due proposte: una con un costo compreso tra 500 e 1.000 euro e una seconda del valore di 2.500 euro, oltre alle spese di vitto e alloggio degli operatori. La proposta economicamente più vantaggiosa fu approvata con il voto favorevole della minoranza e di una parte della stessa maggioranza, mentre il Presidente e altri consiglieri sostennero il progetto più costoso. Successivamente, a seguito dei rapporti intercorsi tra il Presidente del Comites e la testata giornalistica risultata aggiudicataria dell'incarico, quest'ultima ha comunicato formalmente al Comites e al Consolato la propria rinuncia allo svolgimento del servizio, in quanto ci sarebbero state alcune "incomprensioni" tra il presidente e i giornalisti”.
“In una situazione del genere, che tra l'altro occorrerà approfondire nella sua dinamica, sarebbe stato naturale riaprire la procedura, invitando gli operatori interessati a presentare una nuova proposta. Al contrario, - si legge ancora nella nota – è stata ripresentata all'ordine del giorno esclusivamente la proposta che non era stata scelta dall'assemblea, peraltro con un ulteriore incremento di 200 euro, portando il costo complessivo a 2.700 euro, oltre alle spese di vitto e alloggio, per l'aggiunta di un servizio fotografico. Per queste ragioni, nelle ultime tre assemblee la minoranza ha scelto di non partecipare ai lavori consiliari, ad eccezione della seduta nella quale è stato approvato il contributo destinato al Lancaster Italian Festival, ritenendo quella deliberazione importante per la comunità italiana”.
“È bene chiarire un punto fondamentale: le assemblee non sono state bloccate dalla minoranza”, precisano Bernardini, Cassandra, Fanti e Poloni. “Se la maggioranza fosse presente con tutti i propri componenti, il numero legale sarebbe raggiunto e il Consiglio potrebbe deliberare autonomamente. È invece l'assenza dei consiglieri di maggioranza a impedire il regolare svolgimento dei lavori. La nostra scelta è stata esclusivamente quella di non mettere a disposizione i voti della minoranza per consentire l'approvazione di deliberazioni sulle quali continuiamo ad avere forti riserve in termini di trasparenza amministrativa, corretto utilizzo delle risorse pubbliche e rispetto delle procedure”.
“Nelle prossime settimane il Comites sarà chiamato ad approvare il bilancio, ultimo fondamentale atto amministrativo di questa consiliatura, ormai prossima alla conclusione. A dicembre la comunità italiana sarà infatti chiamata a eleggere il nuovo Comites. La minoranza – assicurano i quattro consiglieri – affronterà anche questo passaggio con lo stesso senso di responsabilità che ha sempre contraddistinto il proprio operato. Qualora il Presidente e l'Esecutivo intendano affrontare la discussione nel rispetto dei principi di trasparenza, collegialità e correttezza istituzionale, il nostro contributo non verrà meno. Il bilancio del Comites appartiene alla comunità italiana e merita un confronto serio, aperto e responsabile. Il nostro obiettivo non è mai stato quello di paralizzare l'attività del Comites, bensì di impedire che l'assenza della maggioranza venisse surrogata dalla presenza dell'opposizione per approvare deliberazioni sulle quali permanevano rilevanti perplessità sotto il profilo della trasparenza amministrativa e del corretto impiego delle risorse pubbliche”.
“Con l'avvicinarsi della fine del mandato, riteniamo doveroso consegnare alla comunità italiana un messaggio chiaro: continueremo a svolgere fino all'ultimo giorno il ruolo di controllo e garanzia affidatoci dagli elettori, difendendo i principi di trasparenza, pluralismo, buona amministrazione e libertà di stampa. Gli stessi principi sui quali chiediamo che i cittadini possano esprimere il proprio giudizio nelle elezioni del prossimo dicembre”, concludono. “Per quanto riguarda la vicenda del reportage sull'Arandora Star, confermiamo inoltre il nostro impegno a tutela della libertà di stampa e della trasparenza amministrativa”. (aise)