Comites Manchester: il presidente Ardito replica ai consiglieri di minoranza

ROMA\ aise\ - Da Cesare Ardito, presidente del Comites di Manchester, riceviamo e pubblichiamo una replica alla nota dei quattro consiglieri di minoranza del Comites pubblicata ieri. Intervenendo a titolo personale, Ardito ribatte punto per punto alle accuse della minoranza sia sulla gestione del Comites che sulle sue attività.
Ne riportiamo di seguito la versione integrale.
“A scanso di equivoci e per prevenire ambiguità già in passato strumentalizzate a mio danno, intervengo in quanto Presidente il cui operato è direttamente chiamato in causa, ma a titolo personale. La presente replica esprime esclusivamente la mia posizione quale consigliere eletto e non costituisce una comunicazione istituzionale del Comites.
È anzitutto inesatto attribuire alla maggioranza la responsabilità del mancato raggiungimento del numero legale. Il Comites è un organo assembleare composto da tutti i consiglieri eletti e il suo regolare funzionamento dipende dalla partecipazione di ciascuno. Nelle ultime sedute il numero legale era stato regolarmente raggiunto, ma è successivamente venuto meno perché alcuni consiglieri del gruppo "Costruiamo il Domani, ACLI" hanno deliberatamente scelto di abbandonare i lavori. Si è trattato di una decisione precisa, consapevole e ripetuta per tre volte, come viene del resto espressamente rivendicato nello stesso comunicato.
Nel comunicato vengono ora fornite alcune motivazioni a giustificazione di questa scelta. Ritengo opportuno sottolineare che le apprendo per la prima volta dalla sua pubblicazione, poiché non erano state sollevate né prima delle sedute né durante i lavori assembleari. In ogni caso, è stata precisamente la decisione di abbandonare l’assemblea a interrompere i lavori e a impedire la discussione e l’approvazione di ulteriori iniziative destinate alla comunità. È un dato di fatto che, in assenza di tale decisione, i lavori sarebbero regolarmente proseguiti.
Non si tratta, peraltro, di un episodio isolato, ma di un comportamento che si è già manifestato in altre occasioni. Ad esempio, dopo avere lasciato gli incarichi direttivi in seguito a mozioni di sfiducia sottoscritte dal resto del Consiglio, gli stessi consiglieri determinarono una sospensione dei lavori di circa un mese, sottoponendo alla Direzione generale competente del Ministero un’istanza che non trovò conferma. Questa è, purtroppo, la prima volta in cui tali iniziative sono riuscite effettivamente a bloccare i lavori del Comites, impedendo la trattazione di attività e progetti destinati ai connazionali.
Viene poi affermato che la minoranza non sarebbe mai stata coinvolta concretamente nella programmazione delle attività, salvo mediante "inviti esclusivamente formali". In realtà, tutti i consiglieri sono stati ripetutamente invitati, con ampio anticipo, a presentare progetti, proposte e idee. Definire tali inviti "meramente formali" costituisce una valutazione personale, infondata e assai singolare, considerato che tutte le proposte progettuali effettivamente pervenute al Comites, provenienti da consiglieri di maggioranza, di minoranza o da soggetti esterni, sono sempre state inserite all’ordine del giorno e sottoposte alla discussione dell’assemblea, secondo le regole proprie di un organo collegiale. È fattuale come l'unico progetto presentato negli ultimi due anni da un membro della lista "Costruiamo il domani - ACLI" sia stato finanziato e approvato all'unanimità.
L’affermazione secondo cui il Comites non avrebbe promosso iniziative nuove è smentita dai fatti. Negli ultimi due anni il Comitato ha organizzato e sostenuto numerosi progetti, tutti consultabili nell’apposita sezione del sito istituzionale. Molte di queste iniziative sono state realizzate insieme ad associazioni, enti e istituzioni del territorio. Ritengo che, per un organismo composto interamente da volontari, costruire collaborazioni e mettere in rete risorse e competenze costituisca una modalità ordinaria, virtuosa, proficua e pienamente coerente con le funzioni del Comites.
È nuovamente singolare osservare che tale modalità, oggi criticata, fu esattamente quella già adottata anche dalla precedente presidenza (ACLI). Una differenza però c'è rispetto al passato, nei numeri: tra il 2021 e la metà del 2024 il Comites partecipò all'organizzazione di sei eventi, mentre nei due anni della mia Presidenza ne sono stati realizzati, finora, ventiquattro.
L’attività propria del Comitato si è concentrata soprattutto sulla rappresentanza delle istanze dei cittadini e sull’interlocuzione con le istituzioni competenti: il CGIE, il Ministero degli Affari Esteri, il Parlamento, il Consolato. Questo lavoro, che mi ha portato a febbraio fino in Commissione Esteri alla Camera a rappresentare il territorio, ha contribuito a ottenere risultati concreti e visibili a tutti: la possibilità per gli iscritti all’AIRE di richiedere la carta d’identità elettronica presso i Comuni italiani, l’assegnazione di personale aggiuntivo al Consolato di Manchester, l’avvio della procedura per la nomina di un corrispondente consolare sull’Isola di Man e il recente invio di una task force al Consolato. Il confronto tra questi ultimi due anni e quanto realizzato tra il 2015 e il 2024 restituisce con chiarezza la portata del cambiamento intervenuto nella gestione del Comites.
Per quanto riguarda il reportage sull’Arandora Star, tutti i consiglieri hanno avuto immediatamente accesso all’intero scambio di corrispondenza intercorso con l’operatore che aveva rinunciato all’incarico, in piena trasparenza. La rinuncia ha reso necessario sottoporre nuovamente la questione all’assemblea e inserirla all’ordine del giorno. La presenza dell’altra proposta, già conosciuta dai consiglieri, non equivaleva a una nuova assegnazione, ma serviva precisamente a consentire all’assemblea di discutere e deliberare. L’eventuale incremento di 200 sterline (non euro, come erroneamente riportato) riguardava l’aggiunta di un servizio fotografico, espressamente indicato negli atti e anch’esso soggetto all’approvazione dell’assemblea. Ancora, la proposta del servizio fotografico era pervenuta proprio in seguito alla ricerca, rimasta altrimenti senza esito positivo, di preventivi alternativi.
Voglio soffermarmi su un aspetto importante e procedurale. La questione non ha poi potuto essere discussa perché, lo ripeto, i consiglieri della lista "Costruiamo il Domani, ACLI", gli autori del comunicato al quale replico, hanno abbandonato le sedute del 15 maggio, del 12 giugno e del 7 luglio, ogni volta in numero sufficiente a determinare la perdita del numero legale. L’Esecutivo ha pertanto rinviato la discussione alla prossima assemblea e il tema rimane aperto. Apprendo soltanto oggi, dal comunicato pubblicato da AISE, sia l’esistenza della richiesta sia le motivazioni addotte per giustificare l’abbandono delle sedute. Si tratta di motivazioni che ritengo infondate, alle quali avrei potuto replicare immediatamente, chiarendo l’equivoco, se fossero state sollevate nelle sedi competenti. È quindi legittimo chiedersi se affidare tali contestazioni a un comunicato stampa, dopo avere impedito per tre volte la discussione assembleare, sia un comportamento coerente con l’appartenenza a un organo collegiale se si ha a cuore il suo funzionamento.
Il Comites opera attraverso la propria Assemblea. L’Assemblea è la sede nella quale presentare istanze, formulare obiezioni, chiedere chiarimenti e programmare le attività dell’ente. Scegliere di non partecipare ai lavori, interrompendoli, per poi affidare le proprie richieste esclusivamente a comunicati stampa sottrae tali questioni proprio al confronto istituzionale che si dichiara di voler tutelare.
Respingo e condanno pertanto il tentativo di delegittimare il lavoro svolto dal Comites attraverso affermazioni parziali e ricostruzioni che omettono elementi essenziali. I risultati raggiunti, le iniziative realizzate, gli atti approvati e la relativa documentazione sono pubblicamente consultabili e possono essere valutati direttamente dai cittadini.
Invito i consiglieri di “Costruiamo il Domani, ACLI” a porre fine a questo metodo, che consiste nell’abbandonare deliberatamente le assemblee, determinarne la perdita del numero legale e trasferire poi sulla stampa contestazioni mai formulate nelle sedi competenti. Chi rivendica trasparenza, collegialità e rispetto istituzionale ha il dovere di presentarsi in assemblea, sostenere le proprie posizioni e consentire al Consiglio di discuterle, anziché bloccarne i lavori e utilizzare successivamente tale blocco come argomento di polemica politica.
Con l’approssimarsi delle elezioni, ritengo difficile non cogliere in questo comportamento una finalità elettorale: il consenso sembra essere ricercato non attraverso la rivendicazione del lavoro svolto, che considero assai limitato, ma mediante la delegittimazione del lavoro altrui. Considero questo metodo grave, irresponsabile e poco rispettoso del ruolo istituzionale affidato a ciascun consigliere.
I risultati dell’attività condotta dal Comites negli ultimi due anni, sotto la guida dei consiglieri delle liste MIE e Italia4Italy, sono pubblici, documentati e consultabili da tutti i connazionali sul sito www.comitesmanchester.co.uk. Abbiamo, non senza fatica, iniziato a concretizzare il cambio di passo di cui questo Comites aveva bisogno dopo anni di sostanziale immobilismo sotto una guida espressa dal gruppo ACLI, e continueremo a lavorare fino all’ultimo giorno del mandato con lo stesso impegno, la stessa trasparenza e la stessa determinazione.
Saranno poi i cittadini, nelle prossime elezioni, a valutare il lavoro svolto da ciascuno e le conseguenze delle scelte compiute nel corso della consiliatura. Mi auguro inoltre che, ora che grazie al nostro lavoro il Comites di Manchester è molto più conosciuto rispetto al passato e ha dimostrato di poter incidere concretamente sulla vita della comunità, molti nuovi candidati decidano di mettersi a disposizione, di candidarsi e di contribuire alla formazione di nuove liste in vista delle elezioni previste per la fine dell’anno”. (aise)