COMITES PARIGI/ IL CONSIGLIERE LOMBARDI SI DIMETTE DOPO LA SFIDUCIA A CIRILLO

COMITES PARIGI/ IL CONSIGLIERE LOMBARDI SI DIMETTE DOPO LA SFIDUCIA A CIRILLO

PARIGI\ aise\ - Dopo il voto di sfiducia che ha colpito l’ormai ex presidente Vincenzo Cirillo, il consigliere di maggioranza Franco Lombardi si è dimesso dal Comites di Parigi. Nella lettera inviata alla console generale Irene Castagnoli e ai consiglieri, Lombardi – che è anche corrispondente consolare a Bourges – spiega che la sua decisione irrevocabile è dovuta al “linciaggio morale” che i suoi ex colleghi hanno riservato a Cirillo.
La “decisione irrevocabile di rassegnare le mie dimissioni in quanto membro del Comites di Parigi”, scrive Lombardi, “fa seguito agli avvenimenti di queste ultime due settimane ed in particolare alla mozione di sfiducia firmata da 13 consiglieri nei confronti del Presidente Vincenzo Cirillo, della quale non condivido i contenuti ed ancor meno la forma. Da circa due anni e mezzo ho avuto il piacere di collaborare con Vincenzo e con la maggioranza riunita sul suo nome nell’organizzazione di quei numerosi eventi che hanno letteralmente trasformato il Comites di Parigi da un’entità puramente formale (quali sono, purtroppo, la più gran parte di queste istituzioni, in Europa e nel mondo) ad un organismo efficiente e riconosciuto. E questo grazie all’impulsione data dalla Console Emilia Gatto, ma anche all’impegno dei consiglieri della maggioranza”.
“Ora, per ragioni che non ho troppa voglia di analizzare, perché intendo restare cortese e degno, una parte di questa maggioranza ha deciso di lanciarsi in una specie di linciaggio morale nei confronti del Presidente Cirillo e dunque di chiedere all’assemblea di votare la sfiducia nei suoi confronti. A questo scopo, - accusa Lombardi – queste persone hanno deciso di allearsi con la minoranza, e in particolare col suo elemento più rappresentativo, il Vice-Presidente Notarianni, del quale pure avevano appena finito di dirne di tutti i colori, chiedendo e ottenendo la sua sfiducia in quanto membro dell’esecutivo. Ripeto: non intendo entrare nel merito delle “motivazioni” più o meno speciose che vengono avanzate per giustificare un tale comportamento, che resta comunque un perfetto esempio di quello che in Romagna chiamiamo un comportamento da voltagabbana e che personalmente non posso in alcun modo accettare, nè giustificare”.
“Non vedo come il Comites potrà funzionare nei mesi a venire”, scrive ancora l’ex consigliere, “e di questo mi rammarico, in considerazione della reputazione che avevamo saputo costruire e dei mezzi che avevamo ottenuto. Coloro che hanno creato questa situazione sapranno certamente assumerne la responsabilità. Signora Console, sono veramente spiacente che il suo mandato a Parigi debba cominciare in una situazione talmente ubuesca. Spero personalmente di poter continuare a collaborare con Lei, nella mia veste di corrispondente consolare e di aver dunque prossimamente l’occasione di incontrarla in condizioni più cordiali e più gradevoli”. (aise) 

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