Gazzola (Cgie) replica a Porta in difesa del Comites Rosario: su referendum spiegazione impeccabile

ROSARIO\ aise\ - “Denunciando un'infografica puramente didattica all'interno di una spiegazione tecnica impeccabile, Porta tradisce un profondo disprezzo per l'intelligenza degli italo-argentini”. A scrivere è Mariano Gazzola, Vicesegretario CGIE per l'America Latina, replicando alle accuse lanciate dal deputato Pd eletto in Sud America, secondo cui l’informazione sul prossimo referendum costituzionale resa dal Comites di Rosario promuoverebbe le ragioni del sì.
Un’accusa rinviata al mittente da Gazzola, che è anche coordinatore del Maie in Sud America: “l'Onorevole sembra convinto che i cittadini di Rosario siano così sprovveduti da farsi condizionare da un semplice esempio grafico appena visibile del mare di una lunga spiegazione (come lui stesso ha detto). È un approccio paternalista: Porta sottovaluta chi vive il territorio, forse perché è lui a non avere più argomenti validi per convincerli. Non a caso, Porta é stato sì presente la settimana scorsa a Rosario, ha incontrato un sindaco argentino e fatto un paio di fotografie, ma nemmeno si è degnato di organizzare un incontro con la comunitá nonostante la prossimitá del Referendum”.
“Di cosa si è occupato Porta in oltre 15 anni di Parlamento? Il suo unico "successo" è l'odiosa tassa di 300 euro sulla cittadinanza”, accusa Gazzola. “Quando si è trattato di abolirla, almeno per i minorenni, il suo partito ha votato contro e lui è scappato dall'aula. Stesso comportamento quando, la settimana scorsa, si è trattata la proroga per l’iscrizione dei figli minorenni, “un emendamento del Pd”, secondo lui, ma che il Pd non ha votato in aula. Forse, consapevole che la sua campagna per il "NO" è priva di radici territoriali e destinata alla sconfitta, preferisce oggi giocare a fare il poliziotto dell'informazione per avere qualcuno da colpare domani”.
“Dichiarando di aver "denunciato situazioni simili", ma non identificandole, Porta sembrerebbe confermare involontariamente i malumori che filtrerebbero dai suoi stessi ambienti” rilancia il vicesegretario del Cgie. “Secondo queste versioni, agli operatori di patronati sarebbero state impartite istruzioni rigorose affinché votassero "no" e si assicurassero che i loro assistiti votassero allo stesso modo, per evitare le critiche agli enti di servizio, l’indicazione sarebbe di fare campagna come “associazione”, anche se il nome e le sedi sono le stesse”.
“Se Porta ha davvero riscontrato "situazioni simili" perché non le nomina?”, si chiede Gazzola. “O é solo un flop come la sua personale campagna nella quale pretende convincere gli elettori che questo è un referendum confermativo della legge Tajani usando la paura di perdere diritti di cittadinanza come arma di propaganda? Mentre c'è chi sta tra la gente per informare e costruire, Porta si attacca a un disegnino sperando che gli consenta di giustificare la sicura sconfitta in questo Referendum, e cercare di salvare così una carriera, che dopo 15 anni di nulla, sembra sempre più vicina alla fine”. (aise)