Intercomites Usa: la nuova legge elettorale minaccia la rappresentanza territoriale degli italiani all'estero

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WASHINGTON\ aise\ - Una legge che “minaccia la rappresentanza territoriale degli italiani all'estero”: questo l’allarme lanciato dal Comitato dei presidenti dei Comites negli Stati Uniti dopo l’approvazione alla Camera della riforma della legge elettorale che ha ridotto le ripartizioni della circoscrizione estero da 4 a 2 alla Camera e da 4 a 1 al Senato. In una lettera inviata alla nostra redazione i presidenti Maria Bina Palmisano (Coordinatrice Intercomites – Washington), Davide Accomazzo (Los Angeles), Luciana Bardi (Boston), Massimo Costetti (San Francisco), Anthony Di Ponio (Detroit), Andrea Natale (Miami), Barbara Pelachin Marciandi (New York), Mario Presta (Philadelphia), Salvatore Saieva (Houston) e Carlo Vaniglia (Chicago) sottolineano “l'importanza strategica” di una rappresentanza “radicata nei territori”.
Ne pubblichiamo di seguito la versione integrale.
“Egregio Direttore, il Comitato dei Presidenti Comites degli Stati Uniti d'America si rivolge all'AISE, voce autorevole degli italiani nel mondo, per sollecitare una copertura mediatica adeguata su una questione di straordinaria rilevanza per le nostre comunità: l'emendamento alla riforma della legge elettorale che minaccia la rappresentanza territoriale degli italiani all'estero.
Nel ventennio 2006-2024 sono emigrati 1.644.271 cittadini italiani, a fronte di soli 826.785 rimpatri, con un saldo negativo di -817.486 unità. Oggi gli italiani residenti all'estero superano i 6,4 milioni: la ventunesima regione del nostro paese. Numeri che testimoniano l'importanza strategica di una rappresentanza radicata nei territori. L'accorpamento delle ripartizioni della Circoscrizione Estero con l'istituzione, per il Senato, di un collegio unico mondiale, e per la Camera di un'unica Ripartizione per i paesi al di fuori dell'Europa, minacciano il diritto costituzionale alla rappresentanza territoriale.
Tale rapporto, oggi concreto grazie alla collaborazione tra Comites e parlamentari eletti nelle rispettive ripartizioni, ha permesso progressi concreti su servizi consolari, lingua italiana, cittadinanza e nuove generazioni.
Le enormi distanze geografiche e le profonde differenze tra le comunità che oggi appartengono a diverse ripartizioni rendono indispensabile mantenere una dimensione territoriale della rappresentanza.
Il collegio unico al Senato e il collegio unico per i paesi fuori dall'Europa alla Camera renderebbero impossibile eleggere rappresentanti con conoscenza diretta delle singole realtà, indebolendo irrimediabilmente la voce delle nostre comunità nelle istituzioni. L'emigrazione italiana, storica e contemporanea, è ormai una componente strutturale della società italiana.
Confidiamo che l'AISE continui a dare voce a questi 6,4 milioni di italiani all'estero, contribuendo a sensibilizzare l'opinione pubblica su una questione che riguarda il futuro della rappresentanza democratica degli italiani nel mondo”.(aise)