PLENARIA CGIE/ LA RELAZIONE CONCLUSIVA DELLA V COMMISSIONE

PLENARIA CGIE/ LA RELAZIONE CONCLUSIVA DELLA V COMMISSIONE

ROMA\ aise\ - Nell’ultima giornata di lavori il Consiglio generale degli italiani all’estero il consigliere Cesare Villone ha letto ai colleghi riuniti in plenaria la relazione della V Commissione tematica - Formazione – Impresa – Lavoro – Cooperazione internazionale –  con la sintesi dei lavori svolti.
A seguito della riunione realizzata con la Direzione Generale Sistema Paese del Maeci, alla presenza del vice direttore generale Nicola Lener e di Eleonora Pellizzari, si è ribadita la convenienza che la Commissione, a titolo di osservatore, sia invitata alle riunioni della cabina di regìa per l’Italia Internazionale, con lo scopo che i lavori siano arricchiti anche dal contributo delle collettività italiane all’estero.
Per rendere effettivo il contributo delle collettività estere, nel corso delle conversazioni con Nicola Lener è emersa l’utilità che dalla DG Italiani all’estero vengano sollecitate le sedi diplomatiche nel mondo affinché sia elaborato annualmente un “Piano Paese”, la cui definizione e attuazione dovrà essere partecipata da tutte le parti attive del Sistema Italia sul territorio.
Secondo la V Commissione occorre puntare su una “promozione integrata”, volta ad armonizzare “diplomazia economica” e “diplomazia culturale”, in un’azione di sistema che valorizza appieno il valore del “marchio Italia”, attraverso attività trasversali tra componente sociale, economica, culturale, di formazione e anche scientifica e tecnologica, mettendo a sistema la rete diplomatico/consolare quale promotrice e aggregatrice de “Sistema Italia nel Mondo”, con iniziative tematiche per tutta la rete e azioni specifiche per aree prioritarie.
In questa prospettiva, il potenziale delle associazioni italiane all’estero potrebbe essere un ulteriore strumento per la promozione dell’Italia.
Si è inoltre trattato il delicato tema dell’Italian Sounding: imitazioni evocative dei prodotti di origine italiana, il cui valore stimato si attesta intorno ai 100 miliardi di euro. Un tema complesso, in quanto la protezione giuridica sulla “proprietà intellettuale” dei brand italiani è difficile da sostenere. Uno degli strumenti di tutela più efficaci, secondo la V Commissione, è la maggiore promozione sui territori dei prodotti originali con azioni mirate. In questo senso, le comunità radicate all’estero possono essere sicuramente un elemento contenitivo del fenomeno, se ovviamente sostenute da un’adeguata campagna informativa e di sensibilizzazione al grave problema. (aise) 

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